Laschet alla CDU: la Germania post-Merkel potrebbe guardare alla continuità e a una intesa franco-tedesca

by Silvia Boltuc

In questi giorni in tutta l’Europa è accresciuto l’interesse per la politica interna tedesca, perché si sono svolte le elezioni per decretare il successore di Angela Merkel alla guida della CDU. Comprendere gli equilibri politici dello Stato tedesco è fondamentale visto che la Germania ricopre un ruolo primario nell’Unione Europea ed è considerata spesso come il motore economico del continente.

Le elezioni del Partito Cristiano – Democratico della Germania (Christlich Demokratische Union Deutschlands – CDU) hanno sancito la vittoria di Armin Laschet che prende il posto della Merkel battendo con 55 voti di vantaggio il concorrente Friedrich Merz anche se per l’ufficialità serve che la decisione venga confermata formalmente con il voto postale. Nella sua prima dichiarazione pubblica che fa seguito alla vittoria, Laschet ha ringraziato per la fiducia accordatagli e sottolineato di essere consapevole della responsabilità che deriva dalla carica di cui è appena stato investito. Il neoeletto presidente ha auspicato che alle elezioni federali l’Unione dei Partiti di Centro Destra cristiani democratici (Unionsparteien – CDU/CSU) possa decidere chi debba ricoprire la carica di Cancelliere.

Per la seconda volta Merz, milionario tedesco conosciuto sia per la sua attività politica che per la sua professione di avvocato, non è riuscito ad ottenere la leadership della CDU come era già avvenuto nel 2018 quando era stato sconfitto da Annegret Kramp-Karrenbauer. Anche se Merz vanta molti sostenitori all’interno della CDU, l’establishment del partito non lo ha ritenuto capace di portare dalla sua parte una larga maggioranza della popolazione alle elezioni del Bundestag. La sua nomina, inoltre, avrebbe spostato l’equilibrio del partito più a destra compromettendo l’attuale alleanza di governo.

Laschet ha ricoperto fino ad oggi il ruolo di Ministro-Presidente del land (suddivisione amministrativa) più popoloso della Germania, il Nordreno-Vestfalia, e la sua elezione è un segnale di continuità con il Governo della Cancelliera come dimostrano le sue parole rilasciate subito dopo l’elezione che sottolineano come “una rottura con Angela Merkel sarebbe il segnale sbagliato”. Laschet, sin da quando nel 2012 ha iniziato a ricoprire il ruolo di uno dei cinque vicepresidenti federali della CDU, ha sempre dimostrato di essere allineato con le decisioni prese sia dalla Merkel che dalla Kramp-Karrenbauer. Ad esempio, quando la Merkel si trovò a fronteggiare alcuni contrasti interni al suo partito per la decisione di consentire l’ingresso in Germania a centinaia di rifugiati, Laschet appoggiò la Cancelliera.

Il neoeletto presidente della CDU non è nuovo ai meccanismi della politica. Giovanissimo lavorò nella squadra dell’allora presidente del Bundestag Philipp Jenninger. In seguito alle sue dimissioni nel 1988 fu assunto dalla nuova presidente del Bundestag Rita Süssmuth. Dal 1994 al 1998 è stato membro del Bundestag e dal 1999 al 2005 del Parlamento Europeo. Nel 2017 come candidato della CDU è stato eletto Ministro-Presidente del Nordreno-Vestfalia ottenendo una vittoria notevole nel più grande stato federale tedesco che nei cinquant’anni precedenti era stato guidato per lo più dai socialdemocratici. Seguendo quanto già fatto in precedenza dalla Kramp-Karrenbauer, Laschet dovrebbe rinunciare all’attuale carica ricoperta in Nordreno-Vestfalia evitando così un conflitto di interessi che porterebbe il neoeletto presidente a guidare sia una delle land più ricche della Germania e uno dei partiti più importanti del mondo politico tedesco.

I gruppi politici del Bundestag tedesco. Dal grafico è possibile evidenziare come la CDU/CSU rappresenti la forza politica di maggioranza. (Fonte: Deutscher Bundestag)

La rotta che il partito seguirà sotto la conduzione di Laschet è chiara ed è palesata nel programma in dieci punti dal titolo #Impulse2021 che ha presentato a pochi giorni dalle elezioni assieme al ministro della sanità Jens Spahn con cui Laschet fa squadra stabilmente dalla fine del febbraio 2019. Nel programma si ribadisce fermamente una chiara linea di demarcazione che li separa dalla destra ed il posizionamento della CDU come partito popolare al cui interno una parte sembra avere maggiori affinità con la sinistra dei lavoratori e un’altra con i conservatori. L’idea è una Germania più moderna, economicamente dinamica, sicura (tolleranza zero contro estremismi e criminalità) e con migliori e più eque opportunità educative. L’orientamento in politica estera è sicuramente europeo e transatlantico: Spahn e Laschet stanno spingendo per una maggiore cooperazione con gli Stati Uniti in materia di clima e politica commerciale.

Inoltre, è interessante sottolineare che Laschet ha mantenuto a lungo stretti contatti con la leadership politica di Parigi. Dal 2019 è il rappresentante della Repubblica Federale per le relazioni culturali tedesco-francesi. Anche all’interno dell’Europa Laschet vorrebbe rafforzare la cooperazione fra i due paesi e la loro leadership.

La corsa di Laschet non si ferma però alla guida del partito visto che recentemente ha dichiarato che “Un Ministro-Presidente che governa con successo un land da 18 milioni di persone può guidare anche la Cancelleria”, palesando la sua ambizione a ricoprire anche il ruolo guida della Germania. La possibilità di essere scelto come candidato dell’Unione (CDU/CSU) alle elezioni della Cancelleria tedesca sembra, però, non essere scontata, perché gli ultimi sondaggi evidenziano come il 54% dei tedeschi sostenga Markus Söder, attualmente a guida della Unione Cristiano-Sociale in Baviera (Christlich-Soziale Union in Bayern – CSU) e Ministro-Presidente della Baviera, con una percentuale di voti pari al doppio di quelli di Laschet.

Pensare che Laschet ceda il posto come candidato alla Cancelleria al suo rivale Söder appare molto difficile anche se esiste la possibilità che sia lo stesso partito d’Unione (CDU-CSU) a spingere in tal senso. Occorre, però, sottolineare che nel gruppo congiunto del Bundestag la CDU è quattro volte più forte del partito gemello CSU e quindi la scelta del candidato dipenderà da chi tra Laschet e Söder porterà più voti all’Unione.

Anche il ministro della sanità Jens Spahn non ha rinunciato alle sue ambizioni per la Cancelleria seppure al momento sembra essersi schierato a sostegno di Laschet dato il pessimo risultato raggiunto nelle votazioni della CDU che pur l’hanno visto eletto come uno dei cinque vicepresidenti del partito.

Perché interessarsi agli sviluppi ed equilibri politici della CDU e del panorama politico tedesco? Perché la Merkel ha dimostrato negli anni di poter influenzare le dinamiche delle relazioni internazionali a livello europeo e globale. Quindi, se Laschet dovesse ricoprire il ruolo di Cancelliere della Germania, considerando la sua formazione politica e lavorativa, si potrebbe ipotizzare un rafforzamento dei rapporti Parigi-Berlino-Washington in ottica Unione Europea con ripercussioni nello scacchiere geopolitico euroasiatico per quel che concerne le relazioni con Mosca e Pechino.