Il TAP, tassello fondamentale per la promozione internazionale geopolitica dell’Italia

Il gasdotto trans-adriatico (TAP), una volta completato, diverrà una infrastruttura fondamentale per la promozione italiana internazionale sia per quel che concerne il mercato energetico europeo sia a livello logistico e di rapporti commerciali.

In questi giorni in Italia si discute molto sul progetto per la realizzazione del TAP con una bufera sia mediatica che politica che ha coinvolto prettamente il Movimento 5 Stelle e il ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio. Al di là della polemica, è doveroso sottolineare come il gasdotto trans-adriatico rappresenta una opportunità economica per l’Italia, un tassello significiativo per la promozione del Bel Paese a livello internazionale nello scacchiere geopolitico energetico, e infine un ulteriore rafforzmento dei legami con l’Azerbaigian, paese produttore di idrocarburi di cui l’Italia è il partner commerciale principale.

Il progetto del TAP prevede la realizzazione di un gasdotto che esporterà il gas naturale della seconda fase di produzione di Shah Deniz, giacimento situato nell’area azerbaigiana del Mar Caspio, verso l’Europa passando prima attraverso la Turchia grazie al gasdotto trans-anatolico (TANAP), e poi attraverso Grecia e Albania per giungere infine nell’Italia meridionale in Puglia via Mar Adriatico.  Il progetto prevede una capacità iniziale di 10 miliardi di metri cubi di gas annui che sarà possibile incrementare negli anni successivi per raggiungere un volume totale di 20 miliardi di metri cubi annui.

Il gasdotto trans-adriatico (TAP)

Il TAP è entrato a far parte della strategia di sicurezza energetica dell’Unione Europea perchè permetterebbe di differenziare le importazioni energetiche e diminuire la dipendenza dal gas naturale russo in un periodo storico caratterizzato dal confronto/scontro tra  Bruxelles e Mosca a seguito della Crisi Ucraina e delle sanzioni europee.

A livello nazionale, la possibilità di ospitare il terminale ultimo del TAP, che si dovrà poi congiungere con la rete energetica europea, decreta un ruolo di primaria importanza dell’Italia facendola divenire un hub logistico energetico e spostando l’attenzione verso l’Europea meridionale. Di questo avviso è lo stesso ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia Mammad Ahmadzada il quale, in un incontro avvenuto con ASRIE nel dicembre 2016, ha dichiarato che “Per l’Italia i vantaggi (del TAP) saranno prezzi competitivi, forniture stabili e fattori fiscali. L’Italia diventerà un hub strategico per la fornitura di gas all’Europa. Sono inoltre previsti nuovi posti di lavoro in Italia sia temporanei che permanenti e vantaggi per società italiane sub-appaltatrici che hanno già ottenuto contratti per oltre 6 miliardi di euro. La fornitura di gas, estremamente competitiva tramite TAP, avrà un impatto positivo sul consumatore finale. I lavori sono stati avviati secondo i tempi lungo tutta la tratta del Corridoio Meridionale del Gas, e l’obiettivo è di finalizzare i lavori secondo il calendario previsto.” (Si stringono i rapporti Italia-Azerbaigian. Intervistaa S.E. l’Ambasciatore Ahmadzada).

Interrompere i lavori per la realizzazione del TAP potrebbe rivelarsi un grave errore a livello internazionale per quel che riguarda la credibilità dell’Italia e di conseguenza la possibilità di attrarre investimenti stranieri nelle grandi opere. Inoltre, il TAP rilancerebbe ulteriormente l’Italia in chiave geopolitica e la promuoverebbe  a livello internazionale, obiettivo primario per il Governo italiano che attraverso il mercato energetico, il settore dei trasporti e della logisitca e il commercio con l’estero sta cercando di risollevare le proprie sorti economiche e raggiungere una posizione di rilievo nei grandi progetti infrastrutturali internazionali come ad esempio la Nuova Via della Seta (Interessi italiani lungo la Nuova Via della Seta: possibilità e minacce).

Non ultimo il gasdotto trans-adriatico cementerebbe ancora di più le relazioni con l’Azerbaigian, paese del Caucaso meridionale che si è contraddistinto per la produzione ed esportazione energetica (petrolio e gas naturale) ed ora è focalizzato su un processo di diversificazione economica puntando in settori come l’agricoltura, le nuove tecnologie e i servizi e favorendo così l’ingresso di partner e investitori stranieri (L’Azerbaigian entra nel periodo post-petrolifero e guarda all’Italia. Intervista al neo-ambasciatore Ahmadzada). Di questa diversificazione potrebbe trarne vantaggio il mondo imprenditoriale italiano, apprezzato in Azerbaigian per l’elevata specializzazione e il know-how e ovviamente per i prodotti Made in Italy, che investendo o lavorando congiuntamente con partner locali si assicurebbe l’ingresso nella principale economia caucasica connessa con l’Europa e l’Asia e interessata dalla Via della Seta.


AUTORE

Giuliano Bifolchi. Direttore di ASRIE e analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peacebuilding Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Attualmente svolge un progetto di ricerca in qualità di dottorando presso l’Università Tor Vergata di Roma.