Geopolitica e sport: mondiali di calcio un successo per la Russia

I grandi eventi internazionali come l’organizzazione di una manifestazione sportiva hanno un grande impatto a livello mondiale e celano anche un valore geopolitico. Questo spiega il perché recentemente paesi come Cina, Brasile e Russia, ma anche Sud Africa, Gran Bretagna e Grecia, hanno attratto l’attenzione internazionale grazie all’organizzazione  di eventi di notevole portata mediatica come Olimpiadi e Mondiali.

Come sostenuto da Martin Müller e Chris Steyaert nel loro studio intitolato The geopolitics of organizing mega-events (1), l’organizzazione di un evento internazionale non ha soltanto risvolti prettamente economici ma permette al paese organizzatore di avere un impatto a livello geopolitico e di immagine considerevole. Impatto di cui necessitava ed era alla ricerca la Russia di Vladimir Putin che, secondo quanto affermato dallo stesso Martin Müller nel paper After Sochi 2014: costs and impacts of Russia’s Olympic Games (2), con l’organizzazione delle Olimpiadi Invernali del 2014 e i Mondiali Fifa 2018 ha cercato di aprirsi al mondo ponendo l’attenzione sulla sicurezza del suo paese e sul sentimento di accoglienza e amicizia del popolo russo.

Così al termine della finale tra Francia e Croazia di un Mondiale che non ha brillato per la qualità di gioco agli occhi degli organizzatori e dei partecipanti è apparso innegabile che Russia 2018 ha sancito un pieno successo per l’organizzazione russa. La stessa stampa internazionale pervasa spesso da sentimenti antirussi ha dovuto infatti ammettere i brillanti risultati del comitato organizzatore del mondiale:

“il Corriere della Sera ha scritto che Putin chiude il mondiale perfetto; per il britannico Telegraph è stato il miglior campionato di ogni tempo; Usa Today lo ha definito quale il migliore fino ad ora” .

La gran parte degli osservatori ha affermato che questo Campionato del Mondo è stato un modello di efficienza e capacità organizzativa. In particolare, la gestione dell’ordine pubblico. È stato, probabilmente, il primo mondiale senza incidenti tra le frange estreme del tifo sia russe sia straniere, segno di un controllo capillare e perfetto.

Molti sostengono che assieme al comitato organizzatore, l’altro vincitore sia stato Putin. I campionati hanno certamente reso la Russia il punto centrale dell’attenzione mondiale per circa un mese, trasformandola in una vetrina che ha permesso al presidente Putin di avere incontri con numerosi capi di stato e di governo.  Una realtà che ha ovviamente rafforzato la sua immagine di leader internazionale e potrebbe progressivamente modificare la reputazione della Russia agli occhi dell’opinione pubblica internazionale. Fino ad oggi la propaganda antirussa dei mass media occidentali ha disegnato un quadro sia politico che sociale, che potrebbe essere sovvertito proprio dalla visione in diretta di una realtà in gran parte differente da quella presentata da giornali e tv.

Lo stesso presidente Fifa, Gianni Infantino ha tracciato un bilancio positivo dei Campionati:

“Il calcio è stato protagonista ed è per questo che è stato un successo. Un milione di persone sono venute e hanno scoperto un Paese ricco di storia e ospitale”.

Per Infantino, divenuto presidente Fifa nel febbraio 2016 dopo lo scandalo di corruzione “FifaGate”, il calcio e i giocatori sono stati i protagonisti ed è per questo che è stato un successo, lasciando fuori le polemiche dei dirigenti.

“La Russia è diventata un paese di calcio, un paese in cui il calcio è diventato parte integrante del Dna, parte della cultura, grazie alle prestazioni della nazionale ma anche grazie alle infrastrutture, tutte efficienti e belle” ha proseguito Infantino, che ha inoltre aggiunto di come questo mondiale ha certamente cambiato la percezione del mondo sulla Russia, scoprendo un Paese ospitale, recettivo e molto ricco di cultura e storia, non solo a Mosca ma anche in tutte le città sedi delle numerose partite.

Il cammino per migliorare le relazioni tra Russia e Occidente è tuttavia ancora molto lungo. Infatti, negli stessi giorni del mondiale l’UE ha rinnovato le sanzioni antirusse per altri 6 mesi, un passo che dimostra quanti ostacoli ci siano ancora sul fronte politico e diplomatico. Significative in tal senso sono state le parole del presidente Fifa: “Tra i problemi più grandi nel modo c’è la mancanza di comunicazione. Il calcio può ispirare la politica aprendo al dialogo e alla discussione”.

La strada per una maggiore comprensione e il miglioramento delle relazioni era stata aperta già con l’organizzazione delle Olimpiadi Invernali Sochi 2014, ma la Crisi Ucraina divampata subito dopo ha allontanato Bruxelles e Mosca. I recenti mondiali a distanza di quattro anni hanno rappresentato una nuova opportunità di incontro per una cooperazione tra Occidente e Russia necessaria per affrontare le prossime sfide globali.

Fonti

(1) Martin Müller and Chris Steyaert (2013) “The geopolitics of organizing mega-events” in Joseph Mark S. Munoz, Handbook on the geopolitics of business, Chaltenham, Northampton: Edward Elgar Publishing, pp.139 – 150. https://serval.unil.ch/resource/serval:BIB_F03D204E0F87.P001/REF (ultimo accesso: 25/08/2018)

(2) Martin Müller (2014) After Sochi 2014: costs and impacts of Russia’s Olympic Games, Eurasian Geography and Economics, Vol. 55 (6), pp. 628-655, DOI: 10.1080/15387216.2015.1040432


AUTORE

Antonciro Cozzi. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma discutendo la tesi “Nagorno-Karabakh: tra processi di pace e sfide energetiche”, ha conseguito il Master in Formazione Alti Funzionari Internazionali e in Studi Diplomatici presso la SIOI di Roma. Master CESI in Security and Defence, ha preso parte alla Summer School dell’a Azezrbaijan Diplomatic Academy di Baku sul tema “Energy of the Caspian Region”. Dal 2015 al 2016 Assistant Professor e Lecturer presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma. Negli anni ha collaborato e scritto pubblicazioni con diverse riviste e think tank.