La strategia russa in Medio Oriente passa per il Caucaso del Nord

Il Distretto Federale Russo del Caucaso del Nord (DFCN) è una regione fondamentale per la Russia non solo per la propria valenza geopolitica ma anche per i legami diretti con il mondo arabo-musulmano. I recenti incontri tra i rappresentanti del Ministero per gli Affari del Caucaso (Minkavkaz) e quelli della Palestina, uniti al rinnovato interesse dell’Arabia Saudita nell’investire in progetti di sviluppo locale, confermano l’importanza e la centralità della regione nord caucasica nella strategia mediorientale del Cremlino. 

A metà maggio il leader ceceno Ramzan Kadyrov, durante un incontro con il primo vice ministro di Minkavkaz Odes Baysultanov, ha confermato la volontà dei sauditi di partecipare ai progetti di sviluppo turistico nella repubblica di Cecenia. Nello specifico Kadyrov ha dichiarato che il Fondo Pubblico degli Investimenti dell’Arabia Saudita finanzierà la costruzione del complesso alberghiero di Veduchi (1).

Sempre nel mese di maggio a Mosca si è svolto l’incontro di Odes Baysultanov con Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Riyad al-Maliki, ministro degli esteri palestinese, Mahmoud Al-Habbash, consigliere del presidente palestinese per gli affari religiosi, e Abdelhafiz Nofal, ambasciatore della Palestina nella Federazione Russa, per discutere la possibile cooperazione futura tra il Caucaso del Nord e la Palestina nel campo del commercio, del business e degli investimenti (2).

Questi due recenti episodi si uniscono alla lista degli incontri che intercorrono tra i rappresentnti del DFCN ed il mondo arabo-musulmano. Il Caucaso del Nord può essere quindi considerato la pedina fondamentale del Cremlino nel suo processo di riavvicinamento al Vicino e Medio Oriente grazie ai legami storici e religiosi che questo detiene con l’area. La regione nord caucasica, a maggioranza musulmana, è considerata la frontiera tra il mondo cristiano e quello musulmano con forti radici storico-culturali che la legano all’area mediorientale: la Diaspora Caucasica iniziata nel XIX secolo dopo la Guerra Caucasica (1817-1864), che ha visto l’allora Impero zarista riuscire ad assoggettare le popolazioni locali e quindi inglobare definitivamente l’area all’interno del territorio nazionale, è percepita come un elemento fondamentale ed il collagene tra la regione nord caucasica e quella mediorientale.

Conseguenza dell’espansione zarista è stata la fuga verso l’Impero ottomano delle popolazioni nord caucasiche che dalla Turchia sono poi giunte in Iraq, Libano, Siria, Giordania e Palestina entrando nell’assetto della società locale e, nel tempo, riuscendo ad ottenere ruoli di prestigio nell’amministrazione e nell’apparato militare oppure lottando per il riconoscimento in qualità di minoranze etniche (Minoranze caucasiche in Iraq chiedono il formale riconoscimento. Ulteriore minaccia alla stabilità nazionale?).

La valenza del DFCN è nota agli esperti di geopolitica: considerato una buffer zone, il Cauacaso del Nord può essere identificato come la frontiera di protezione della Federazione Russa dagli attacchi esterni nel confine meridionale ed il trampolino di lancio del Cremlino verso le repubbliche caucasiche meridionali (Armenia, Azerbaigian, Georgia), la Turchia e l’Iran per esercitare la propria influenza ed affermare i propri interessi.

La macro area Mar Nero – Mar d’Azov – Mar Caspio che interessa l’intera regione caucasica deve la propria importanza alle risorse energetiche di cui dispone ed al ruolo logistico di passaggio delle pipeline per l’esportazione di petrolio e gas naturale. In questa ottica il Caucaso del Nord accresce ulteriormente la sua importanza specialmente dopo il lancio del progetto avviato dallo stesso Minkavkaz con il supporto del Cremlino di trasformare l’area orientale del DFCN, nello specifico la Repubblica del Dagestan, in un hub logistico che sia interconnesso commercialmente con Azerbaigian, Iran, Kazakhstan e Turkmenistan e quindi di conseguenza con il Vicino e Medio Oriente, i paesi del Golfo Persico e quelli dell’Asia Centrale (3). Un progetto di realizzazione di un cluster di trasporto logistico i cui collegamenti permetterebbero di interessare un’area di grandi proporzioni a maggioranza musulmana.

In questa ottica un ruolo importante nella diplomazia tra la Russia ed il mondo arabo-musulmano deve essere dato alla Cecenia che con Kadyrov ha tessuto rapporti solidi con diversi paesi arabi: il leader ceceno è accolto come ospite d’onore dalla famiglia reale dell’Arabia Saudita, in Giordania, Libano e Palestina, ha ottime relazioni commerciali con la Turchia che è stata spesso invitata ad investire e partecipare ai progetti di sviluppo ceceni e detiene un contatto diretto con la Siria (4).

Questi aspetti positivi vengono però controbilanciati dall’influenza negativa che il mondo arabo-musulmano può esercitare sul DFCN: a seguito della dissoluzione dell’Unione Sovietica, infatti, la regione è stata interessata dalla propaganda ideologico-religiosa e dall’elargizione di denaro da parte di alcuni paesi arabi il cui fine era quello di influenzare tale area e quindi perpetrare la propria strategia in quello che viene visto come lo scontro tra il mondo musulmano sunnita e quello sciita. Perseguendo tali obiettivi la regione ha visto la promozione di ideologie come Wahhabismo, Salafismo, Fratellanza Musulmana, Pan-turchismo da paesi come Arabia Saudita, Qatar, Turchia ed Egitto (considerati alleati della NATO e degli Stati Uniti, e quindi minaccia diretta per la Russia) che hanno cercato di affermare la propria autorità ed interessi nel Caucaso del Nord attraverso organizzazioni non governative, istituzioni religiose ed il supporto della militanza armata locale.

Lo stesso Cremlino in passato aveva accusato le organizzazioni non governative saudite di effettuare “attività di spionaggio” nel Caucaso del Nord e nel supportare finanziariamente le organizzazioni terroristiche locali che facevano capo ad Imarat Kavkaz (Emirato del Caucaso). Oggigiorno, con la minaccia del terrorismo internazionale identificata nello Stato Islamico, il Caucaso del Nord è stato inserito nel mirino della propaganda ideologica di al-Baghdadi prendendo il nome di Vilayat Kavkaz, ossia “provincia del Caucaso” all’interno di un futuro Califfato musulmano.

Conclusione

Il DFCN è fondamentale nella strategia mediorentale del Cremlino e quindi il suo sviluppo e controllo interno avrà conseguenze e ripercussioni sugli interessi e sulla presenza russa nel panorama mediorientale ed in generale nel mondo arabo-musulmano.

Se da un lato la regione nord caucasica rappresenta il collegamento con il Vicino e Merio Oriente grazie a legami di natura storica, culturale e religiosa e grazie anche ad un progetto di sviluppo economico che mira a creare un’interconnessione ad ampio raggio, dall’altro lato il Caucaso del Nord può essere considerato un “campo di battaglia” per quel che concerne l’ideologia religiosa, la comunicazione strategica e la lotta al terrorismo con gli attori del mondo arabo-musulmano interessati a perpetrare la loro strategia.

E’ quindi fondamentale per la Federazione Russa controllare tale regione e favorirne lo sviluppo economico-sociale, perché soltanto in questo modo sarà possibile sfruttarne tutto il potenziale che questa detiene nelle relazioni con il Medio Oriente evitando l’affermazione dell’Islam politico e di ideologie religiose estremiste in un periodo futuro che verrà caratterizzato dal ritorno dei foreign fighters nei propri paesi d’origine, combattenti che hanno militato tra le file dello Stato Islamico tra cui figura un gruppo significativo e numeroso di cittadini delle repubbliche nord caucasiche ed in generale dello spazio ex-sovietico.

Note:

(1) Minkavkaz, Саудовская Аравия построит гостиничный комплекс на горнолыжном курорте в Чечне (L’Arabia Saudita costruirà un complesso alberghiero nella località sciistica in Cecenia), 18 maggio 2017

(2) Minkavkaz, Возможности сотрудничества регионов СКФО и Палестины обсудили сегодня в Москве (Opportunità di cooperazione tra la regione del DFCN e la Palestina discusse oggi a Mosca), 15 maggio 2017

(3) Minkavkaz, Концепция развития транспортно-логистического кластера в Каспийском бассейне (Concetto di sviluppo del cluster di trasporto logistico nel bacino del Caspio)

(4) Maxim Sukhov, Chechenya’s silent diplomacy in the Middle East15 gennaio 2014


AUTORE

Giuliano Bifolchi. Direttore di ASRIE e analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peacebuilding Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Attualmente svolge un progetto di ricerca in qualità di dottorando presso l’Università Tor Vergata di Roma.