Crisi del Golfo: si ridisegnano le relazioni diplomatiche e lo scacchiere mediorientale?

La crisi diplomatica che ha investito il Golfo e direttamente il Qatar sta già facendo vedere i primi risultati nel campo delle relazioni internazionali e della geopolitica: a distanza di meno di una settimana la Russia, la Turchia e l’Iran hanno cercato di rafforzare i propri legami con lo Stato qatarino andando così a cambiare gli equilibri nell’area mediorientale.

Il 5 giugno 2017 Arabia Saudita, Bahrein, Yemen ed Egitto hanno interrotto ogni relazione diplomatica con il Qatar chiudendo le frontiere ed imposto ai rappresentanti diplomatici qatarini di lasciare i rispettivi paesi entro 48 ore. La chiusura dei rapporti diplomatici è stata motivata dall’accusa rivolta nei confronti del Qatar di  fomentare il terrorismo nei paesi circostanti al fine di destabilizzarli e di supportare formazioni politiche radicali come i Fratelli Musulmani in Egitto.

La crisi che sta investendo uno dei mercati energetici principali attrae gli interessi e l’attenzione dei key players regionali ed internazionali: nella giornata di sabato 10 giugno 2017 il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha incontrato la controparte qatarina Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani a Mosca per discutere le prospettive di dialogo nel Golfo e scongiurare una crisi ulteriore che possa esplodere in uno scontro armato. Mentre il ministro russo ha dichiarato l’impegno di Mosca nel dialogare ed intrattenere i rapporti con tutti gli attori dell’area, Abdulrahman Al Thani ha sottolineato i rapporti di amicizia e le salde relazioni russo-qatarine esistenti.

Un maggiore avvicinamento del Qatar alla Russia potrebbe influenzare nettamente la presenza statunitense nell’area: presso la base aerea qatarina di Al-Udeid si trova la maggiore concentrazione di personale militare statunitense (11 mila uomini), risorse fondamentali per la battaglia allo Stato Islamico e per mantenere l’influenza nella regione.

A scendere in campo in favore del Qatar anche la Turchia tramite le parole del presidente Recep Tayyip Erdogan il quale ha chiesto la rimozione del blocco diplomatico che rischia di avere ripercussioni a livello sociale ed umanitario nella regione del Golfo. Aggiungendo che l’isolamento del Qatar non rappresenta la risoluzione dei problemi, Erdogan ha inoltre dichiarato che “Noi non abbandoneremo i nostri fratelli del Qatar“.

La Turchia, insieme all’Iran, ha infatti aiutato il Qatar a mantenere aperte le proprie rotte aeree dopo il blocco del traffico aereo imposto il 5 giugno da parte dei paesi che hanno preso parte all’embargo. Inoltre Ankara ha fornito il proprio aiuto inviando prodotti caseari freschi.

L’Iran, che la scorsa settimana è stato il teatro dell’attacco terroristico nella capitale Teheran che ha causato la morte di 17 persone, ha ribadito la necessità di un dialogo tra gli attori del Golfo ed ha offerto il proprio aiuto al Qatar aprendo il proprio spazio aereo a più di 100 voli qatarini al giorno. L’apertura di questi voli ha incrementato il traffico aereo iraniano del 17 per cento.

Quello che appare chiaro è come la volontà del presidente statunitense Donald Trump di creare una NATO araba a guida saudita che agisca in funzione anti-Iran sembra incontrare il primo punto di arresto. Con l’imposizione dell’embargo da parte degli attori del Golfo il Qatar può avvicinarsi maggiormente all’Iran ed anche alla Russia gravidando in una orbita lontana da Washington. L’avvicinamento all’Iran era avvenuto già a fine maggio quando l’Emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, leader del Qatar, criticò questa alleanza Stati Uniti-Arabia Saudita contro l’Iran descrivendo quest’ultimo come una “potenza islamica”.

Le maggiori critiche alle azioni dell’Arabia Saudita provengono come al solito da Teheran che, oltre a schierarsi in favore del Qatar, ha dichiarato tramite le parole del Direttore Generale degli Affari Internazionali del Parlamento iraniano Hossein Amir-Abdollahian che la volontà di Riyadh di divenire il leader della regione mediorientale non verrà mai a compimento. La stessa NATO araba può essere considerata un “gioco politico” e quindi la sua valenza minore nella regione.

In conclusione è possibile affermare che, qualora il dialogo nel Golfo venisse a mancare, il Qatar potrebbe rafforzare i propri rapporti con Russia, Iran e Turchia privando quindi l’intera regione di un alleato utile per gli Stati Uniti in ottica anti-Mosca e anti-Teheran. La crisi del Golfo potrebbe ridefinire gli equilibri e le relazioni internazionali dell’intera regione mediorientale favorendo maggiormente l’influena russa ed iraniana ed acutizzando lo scontro tra l’Iran sciita e l’Arabia Saudita sunnita e tra la Russia e gli Stati Uniti.


*Report elaborato dalla OSINT Unit di ASRIE tramite la raccolta ed analisi delle fonti aperte. Per maggiori informazioni in merito alla regione del Medio Oriente e per analisi specialistiche degli attori chiave della regione del Golfo è possibile contattare la Segreteria di ASRIE all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org