Prospettive economiche ed investimenti in Abkhazia, incontro con il Vice Ministro dell’Economia Batal Tarba

Paese situato nella regione del Caucaso, la Repubblica di Abkhazia ha ottenuto la sua indipendenza nel 2008 a seguito del conflitto russo-georgiano e del successivo formale riconoscimento da parte di Mosca. Anche se a livello internazionale soltanto Russia, Venezuela, Nicaragua ed alcuni paesi minori hanno riconosciuto l’indipendenza abkhaza, ciò non toglie che tale repubblica rappresenti un attore politico ed economico nel panorama regionale caucasico con rapporti diretti con la Federazione Russa e legami con la Turchia.

Il mercato economico abkhazo, anche se piccolo dal punto di vista sia territoriale che dei consumatori, è spesso stato visto da molti come un punto di accesso per il mercato russo e, di conseguenza, per l’intero mercato dell’Unione Economica Euroasiatica. Durante la visita di ASRIE in Russia ed in merito al progetto Doing Business Caucasus abbiamo incontrato presso l’Ambasciata della Repubblica di Abkhazia di Mosca il Vice Ministro dell’Economia Batal Dzhamalovich Tarba, giovane diplomatico classe 1988 originario di Ochamchira che ha assunto tale carica nel febbraio 2016, per poter approfondire la conoscenza dal punto di vista economico dello Stato abkhazo e le possibilità di investimento e business al suo interno.

Egregio Vice Ministro, potrebbe dirci quale è l’attuale situazione economica del paese ed in che modo il Governo si sta adoperando per avere maggiore indipendenza economica da Mosca?

“Ovviamente la crisi economica ha colpito anche l’Abkhazia, ma oggi stiamo cercando di creare quelle condizioni economiche e legislative necessarie per favorire l’operatività sia dell’imprenditore locale che di quello straniero. A tal proposito abbiamo creato con degli esperti internazionali un programma di sviluppo socio-economico fino al 2025 che prevede 25 punti i quali permetteranno all’Abkhazia di triplicare il Prodotto Interno Lordo (PIL) nell’arco di dieci anni.

La situazione attuale è in fase di miglioramento dal punto di vista dello stipendio medio e del PIL medio anche se occorre considerare che durante la guerra abkhazo-georgiana del 1992 i danni recati alle infrastrutture sono stati ingenti, quindi il programma di 25 punti prevede la ristrutturazione o costruzione di nuove strutture.

Per quanto riguarda le relazioni con la Russia, che possiamo definire prioritarie perché la Federazione Russa è un nostro partner strategico, l’Abkhazia tende ad avere sempre più autonomia perché è chiaro che la nostra dipendenza da Mosca deve diminuire e non può essere duratura nel tempo. Comunque nonostante il mancato riconoscimento internazionale il nostro paese ospita al suo interno imprenditori dai paesi limitrofi tra cui emergono quelli della Turchia e della Grecia.

In merito all’Italia, devo notare che il capitale italiano investito nel nostro paese è minimo. L’obiettivo dell’Abkhazia però non è incentrato soltanto sull’attrazione di capitali esteri, ma per quel che concerne l’Italia cerchiamo anche di attrarre tecnologia e know how: a tal proposito nei prossimi mesi verrà aperta nel nostro paese una fabbrica per la lavorazione del latte dove il personale tecnico e specializzato al controllo di qualità sarà italiano.

Oltre al settore della produzione alimentare, gli imprenditori ed il know how italiano sono ben affermato nel settore dell’agribusiness e della viticoltura.

Ovviamente un ostacolo grande per il nostro paese e per la nostra economia è dato dal mancato riconoscimento internazionale.”

Abbiamo detto che la Russia è un vostro partner strategico e le relazioni sono prioritarie. In che modo, quindi, le sanzioni economiche imposte dall’Unione Europea a seguito della Crisi Ucraina hanno influito sulla vostra economia? 

Essendo il rublo la nostra valuta nazionale, il suo calo a seguito delle sanzioni ha comportato danni economici all’Abkhazia. Con la crescita del potere di acquisto del dollaro e dell’euro si è di conseguenza registrato un aumento dei prezzi influendo sulla vita quotidiana dei cittadini abkhazi. A questo è possibile aggiungere l’aumento delle spese impreviste del bilancio statale che ovviamente hanno avuto un peso negativo sull’intera economia nazionale.

Se da un lato le sanzioni hanno comportato effetti negativi, dall’altro però tali effetti sono stati controbilanciati da alcuni trend positivi. Infatti, grazie all’embargo agricolo imposto dal Cremlino l’Abkhazia è divenuto uno dei paesi alleati della Russia che ha raddoppiato il proprio export dei prodotti agricoli verso la Federazione.”

Rimanendo in tema di sanzioni e relazioni internazionali, la Turchia come dicevamo prima rappresenta un attore importante a livello economico per l’Abkhazia ed anche un key player regionale. A seguito dell’abbattimento del Sukhoi Su-24 le relazioni russo-turche erano peggiorate, riuscendo soltanto dopo il fallito tentativo di golpe a migliorare. In che modo il periodo di deterioramento delle relazioni tra Ankara ed il Cremlino ha influenzato il vostro paese? Quale peso ha la Turchia nella vostra economia?

“Bisogna dire che le relazioni economiche abkhazo-turche si basano sul business privato perché Ankara non riconosce il nostro Stato. Quindi mancando un formale riconoscimento ed un impegno nazionale turco negli investimenti sul nostro territorio, è possibile dire che il periodo delle sanzioni russe verso la Turchia non ha avuto un impatto forte sulla nostra economia.

Ovviamente, non posso negare che alcuni imprenditori sia abkhazi che turchi hanno risentito di questo periodo, ma in generale l’incidenza non è stata notevole. L’Abkhazia come partner strategico russo dal 2014 si è allineata con Mosca nell’imposizione delle sanzioni alla Turchia rispettando il punto numero quattro dell’accordo di partenariato strategico che prevede che l’Abkhazia coordini la propria politica estera con la Federazione Russa. Ribadisco il concetto di coordinare la politica estera e non concordare.

Essendo queste sanzioni prettamente politiche, è possibile dire che la loro incidenza economica è stata pressoché nulla visto che l’Abkhazia è un paese troppo piccolo per influire sul mercato turco e, viceversa, la Turchia non ha un peso economico e di investimenti tale da produrre ingenti danni al nostro paese. Pensate che il maggiore prodotto che esportiamo verso lo Stato turco è la farina di pesce le cui esportazioni sono raddoppiate dal 2014.”

Esistono in Abkhazia agevolazioni per gli imprenditori che vogliono investire oppure avviare una propria attività nel vostro paese? Il programma di sviluppo socio-economico fino al 2025 prevede un modello di attrazione degli investitori esteri attraverso condizioni favorevoli?

“Nel 2014 il nostro paese ha adottato la legge ‘Attività degli investimenti’ che prevede agevolazioni per l’imprenditore che investe nel settore dell’innovazione tecnologica e delle finanze per un periodo massimo di 8 anni previsto come tempo necessario per poter far fronte alle spese e rientrare dei soldi investiti.

Da tale legge è stato predisposto che se un investitore investe dai 2 ai 5 milioni di dollari avrà una tassazione pari a zero per gli otto anni successivi. Inoltre ogni investimento è protetto dallo Stato che garantisce sia all’imprenditore locale che quello straniero equo trattamento e protezione del capitale investito.

Abbiamo creato inoltre l’Agenzia Statale degli Investimenti come organismo addetto alla promozione degli investimenti, alla consulenza ed ai servizi per gli imprenditori intenzionati ad avviare una attività oppure partecipare ai progetti di sviluppo nel nostro paese.

Un aspetto molto importante è l’assenza di dazi doganali con la Federazione Russa che permette a diversi imprenditori stranieri di sfruttare l’Abkhazia come ponte verso il mercato russo composto da più di 148 milioni di consumatori. Un settore molto ambito è quello turistico-alberghiero il quale, seppur richiede un capitale iniziale importante, è in larga espansione e crescita e permette all’imprenditore di rientrare dei propri soldi investiti in tempi relativamente brevi. Il flusso di turisti in Abkhazia è pari a 2 milioni di persone l’anno, di cui il 90% rappresentato da cittadini della Federazione Russa.”


*Incontro effettuato a Mosca dal Direttore della OSINT Unit di ASRIE Giuliano Bifolchi. Per maggiori informazioni in merito alle attività e progetti di ASRIE e per analisi specialistiche interenti la Repubblica dell’Abkhazia ed il mercato del Caucaso è possibile contattare la Segreteria all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org