L’attentato di San Pietroburgo segue la pista centroasiatica

L’attentato avvenuto il giorno 3 aprile 2017 alle ore 14.30 locali presso la metro di San Pietroburgo in Russia, secondo quanto confermato dalla Commissione di Sicurezza Nazionale Statale del Kyrgyzstan (GKNB), sarebbe stato organizzato dal ventiduenne di origine kirghisa Akbarzhon Jalilov nato nel 1995 nella città di Osh. Precedentemente, invece, il portale di San Pietroburgo Fontanka identificava l’attentatore suicida con il ventiduenne Maxim Arishev originario del Kazakhstan. Attendendo maggiori informazioni e conferme sull’identità dell’attentatore, quello che sembra chiaro è che l’origine dell’attacco debba seguire la pista centroasiatica.

L’attentato di ieri ha provocato 11 morti e 45 feriti. La Commissione Investigativa russa ha aperto le indagine che sono ancora in corso anche se, facendo riferimento ai media locali, è acccertata la matrice terroristica dell’attacco mentre sono ancora in corso le verifiche circa l’identità dell’attentatore.

L’attentato non è ancora stato rivendicato da nessun gruppo jihadista o da fronti dell’opposizione interna. All’inizio erano circolate delle immagini di un sospetto il quale però, riconoscendosi in televisione, si sarebbe consegnato spontaneamente alle autorità russe per dimsotrare la sua estraneità ai fatti.

Inizialmente si era seguita la pista cecena o nord caucasica ricordando l’instabilità ed il continuo sforzo del Cremlino nel gestire la difficile regione del Caucaso del Nord caratterizzata dalla militanza armata estremista religiosa e di recente dalla presenza dello Stato Islamico. Attualmente invece viene seguita la pista centroasiatica facendo riferimento all’origine kirghisa o kazaka dell’attentatore.

Il Kyrgyzstan è una repubblica dell’Asia Centrale di circa sei milioni di abitanti a maggiornanza musulmana nata nel 1991 dopo la caduta dell’Unione Sovietica. L’evoluzione dello Stato kirghiso negli anni dell’indipendenza è stata però caratterizzata dalla Rivoluzione dei Tulipani che portò alle dimissioni del presidente Askar Akayev in favore di Kurmanbek Bakiyev il quale a sua volta è stato sostituito dall’attuale presidente Almazbek Atambayev il cui mandato terminerà nel novembre del 2017 quando saranno organizzate le nuove elezioni presidenziali.

Come si evince dal breve profilo storico del Kyrgyzstan indipendente, ciò che caratterizza questo Stato centro asiatico è la mancanza di una leadership forte e duratura che possa favorire lo sviluppo socio-economico del paese. Inoltre il Kyrgyzstan, come notato in un precedente report di ASRIE, è caratterizzato da scontri interni di natura etnica e dalla minaccia terroristica che vede circa 500/600 kirghisi comabttere tra i gruppi jihadisti in Siria e l’aumento delle organizzazioni terroristiche proibite nel paese salito a 19 unità (Kyrgyzstan, paese centro asiatico diviso tra problemi politici, scontri etnici e minaccia terroristica).

Il Kyrkyzstan rappresenta però un alleato importante per la Russia nella regione dell’Asia Centrale infatti ospita la base militare aerea Kant (in russo Авиабаза Кант, “Abyavaza Kant”) situata nel Distretto di Ysyk-Ata dell’Oblast di Chuy e distante soltanto 20 chilometri dalla capitale kirghisa Bishkek. Nella politica estera russa è ritenuto fondamentale il mantenimento di basi militari in aree di importanza strategica situate in Caucaso ed Asia Centrale.

Anche il Kazakhstan è una repubblica giovane divenuta indipendente nel 1991 dalla caduta dell’Unione Sovietica il cui sviluppo politico però è stato caratterizzato dalla lunga leadership di Nursultan Narzabayev, presidente in carica fin dall’indipendenza. Il paese ha avuto uno sviluppo economico sostenuto dalle rendite dell’esportazione degli idrocarburi, a giugno di questo anno ospiterà l’Expo Astana 2017 (Il Kazakhstan verso l’esposizione mondiale “ExpoAstana 2017”) ma sta registrando un incremento della minaccia terroristica e dell’affiliazione dei cittadini kazaki con gruppi jihadisti. Lo stesso Nazarbayev di recente ha dichiarato che  i militanti di Daesh sono divenuti molto attivi nella parte meridionale della regione e che l’Afghanistan, paese che vede la minaccia sia dei Talebani che dello Stato Islamico (L’Afghanistan tra l’insorgenza talebana e la minaccia dello Stato Islamico), condividendo i confini con Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, potrebbe rappresentare il punto di partenza per i militanti jihadisti da dove iniziare a colpire le repubbliche centro asiatiche.

In attesa di ulteriori informazioni e riscontri quello che si evince dalle prime indagini è la minaccia costante alla sicurezza della Russia rappresentata dagli attacchi terroristici evidenziata già in passato dopo gli arresti di cittadini russi collegati ad organizzazioni terroristiche che operavano all’interno del territorio della Federazione Russa (La Russia e la minaccia terroristica dopo i recenti arresti di Mosca). La pista kirghisa o kazaka, se confermata, sottolineerebbe ancora una volta l’importanza delle repubbliche centroasiatiche per la stabilità regionale e per i collegamenti diretti con key players internazionali come la Federazione Russa, ma anche la Turchia e l’Iran.

N.B. Report aggiornato al 4 Aprile 2017 ore 8.50


*Report elaborato dalla OSINT Unit di ASRIE tramite l’analisi delle fonti aperte. Per maggiori informazioni ed analisi in merito alla minaccia terroristica ed alla sicurezza dello Spazio ex-Sovietico è possibile contattare la Segreteria dell’Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org