Gli Stati Uniti tornano protagonisti in Medio Oriente?

Nella mattina di venerdì (ora locale statunitense) gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro le forze del Governo siriano in risposta al raid aereo con armi chimiche avvenuto ad inizio settimana. Questa azione è un chiaro messaggio lanciato dalla Presidenza statunitense di Donald Trump nei confronti degli alleati e dei “nemici storici”, dimostra ancora una volta la volontà degli Stati Uniti di giocare un ruolo importante in Medio Oriente controvertendo la tendenza della precedente Amministrazione Obama e potrebbe congelare o inasprire i rapporti Casa Bianca – Cremlino.

L’attacco è avvenuto tramite il lancio di 59 missili Tomahawk contro la base aerea siriana di Shayrat situata nella provincia di Homs ritenuta dalle agenzie di Intelligence statunitensi la base da dove sono partiti gli aerei del regime di Bashar al-Assad che avrebbero lanciato bombe chimiche contro la popolazione causando notevoli morti civili, tra cui molti bambini (1). L’attacco statunitense, secondo quanto riportato dal Governatore di Homs Talal al-Barrazi, avrebbe causato la morte di cinque persone e sette feriti; secondo le ultime fonti locali ci sarebbero vittime anche civili nel vicino centro abitato (informazioni da confermare).

Battaglia per il controllo della Siria (Fonte: Institute for the Study of War/Reuters)
La base aerea siriana di Shayrat (Fonte US Department of Defense / AFP)

Dura la reazione della Russia tramite le parole di Viktor Ozerov, direttore della Commissione Difesa del Consiglio della Federazione Russa, il quale ha dichiarato all’agenzia RIA Novosti che questa azione potrebbe minare gli sforzi nella lotta al terrorismo in Siria e la cooperazione tra gli Stati Uniti e la Russia.

Anche l’Iran condanna tale attacco che invece riceve il supporto della Turchia, alleato NATO che sta giocando un ruolo ambiguo sia nella regione sia nei rapporti con il Cremlino e la Casa Bianca, e dello Stato di Israele, alleato storico mediorietnale degli Stati Uniti che in questi giorni aveva ricevuto una mezza apertura da parte della Russia pronta a riconoscere soltanto Gerusalemme Ovest come capitale israeliana (2).

Attacco statunitense perpetrato durante il fondamentale incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ed il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping (3) che potrebbe essere intepretato come la volontà della Casa Bianca di “mostrare i muscoli” alla stessa Cina, con la quale i rapporti si sono raffreddati ed inclinati, alla Russia di Putin  e potrebbe essere un monito anche per la Coread del Nord di Kim Jong-un.

In attesa di ulteriori sviluppi sembrerebbe che il panorama mediorientale debba accogliere nuovamente un protagonista importante e fondamentale come la Casa Bianca. Rimane ancora una incognita se tale attacco è un’azione isolata e di avvertimento oppure potrebbe rappresentare il “ritorno” con tutto il suo peso degli Stati Uniti nello scacchiere mediorientale, fattore che potrebbe divenire elemento di scontro con Russia ed Iran molto attive nell’area.

(Report redatto il giorno 7 aprile 2017 ore 8.50)

Fonti:

(1) Cirillo, Francesco, 2017, Siria. L’importanza della base di al-Shayrat per Damasco, Notizie Geopolitiche

(2) Oliari, Enrico, 2017, Israele. La Russia pronta a riconoscere Gerusalemme Ovest come CapitaleNotizie Geopolitiche

(3) Mauceri, Alessandro, 2017, Trump e Xi Jinping si incontrano. Tra differenze, diffidenza e rivalità, Notizie Geopolitiche


*Report elaborato dalla OSINT Unit di ASRIE. Per maggiori informazioni in merito alla Siria ed alla situazione geopolitica e strategica mediorientale è possibile contattare la Segreteria dell’Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org