Turkmenistan: riconfermato Berdimuhamedov alla guida del paese

Gurbanguly Berdimuhamedov è stato riconfermato con le elezioni di ieri alla guida della Repubblica del Turkmenistan, paese dell’Asia Centrale noto per la ricchezza di risorse energetiche, ruolo che ricopre dal 2006.
Come da prassi avviene nelle repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, ben il 97,69 per cento delle preferenze sono andate a lui, in una tornata elettorale che ha visto un’affluenza alle urne unica, cioè del 97,27 per cento del corpo elettorale.

Un esito che ha fatto dire al presidente russo Vladimir Putin, rivolgendosi direttamente a Berdimuhamedov, che “I risultati testimoniano l’ampio riconoscimento dei tuoi meriti come capo di stato”.

Cinquantanove anni, il presidente turkmeno è stato dentista del primo presidente del paese, Saparmurat Niyazov, per poi diventare ministro della Salute e quindi presidente; tra i suoi provvedimenti vi è stata la restituzione delle pensioni ad oltre 100mila persone, sospese dal predecessore a causa di una drastica crisi economica interna, ma ha anche demolito il culto di Niyazov, dittatore a cui erano state dedicate ancora in vita vie, piazze e persino città e che si faceva chiamare “Turkmenbashi”, ovvero “padre di tutti i turkmeni”. In Turkmenistan vi è anche un Libro d’oro, scritto da Niyazov, con teorie filosofiche e politiche il cui studio è obbligatorio per accedere alle cariche pubbliche.

Il ruolo di presidente del paese può essere assimilato a quello di un monarca assoluto, tanto che contemporaneamente prevede la carica di premier e di comandante in capo delle forze armate, e dà al presidente un controllo completo sui mezzi di informazione e sulla società civile. Anche Berdimuhamedov è detto “Arkadag” (il protettore): nel maggio 2015 gli è stata dedicata una statua d’oro alta 6 metri, situata ad Ashgabat, la capitale.

In campagna elettorale Berdymukhamedov aveva garantito che “Se sarò eletto, le nostre politiche saranno volte a migliorare il benessere del popolo continueranno”, e non è impossibile credergli dal momento che il paese ha ricche risorse energetiche in fase di implementazione, soprattutto di gas esportato in Cina.

Il Turkmenistan è una nazione dell’Asia centrale che si affaccia sul Mar Caspio, indipendente dal 1991 dall’Urss; conta poco meno di 5,5 milioni di abitanti su una superficie di 488.100 km2. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite è di 6.500 dollari, l’ISI è medio (0,686). Tra le repubbliche ex soovietiche che dispongono di ingenti idrocarburi in Asia Centrale (in primis Kazakhstan e Uzbekistan) il Turkmenistan è quello che ha avuto un processo di sviluppo economico più lento e difficile (Asia Centrale e stabilità regionale: il caso di Kazakhstan, Turkmenistan e Uzbekistan; Come sopravvivere all’economia di transizione tra Kazakhstan e Turkmenistan); la sua importanza nel mercato energetico potrebbe accrescere qualora il paese riuscisse ad esportare il proprio gas naturale verso l’Europa sfruttando il progetto, spesso definito utopico e di difficile realizzazione, del Trans Caspian Pipeline (TCP) il quale dovrebbe collegare Turkmenbasy in Turkmenistan con Baku in Azerbaigian e da qui sfruttare  Trans Anatolian Pipeline (TANAP) e Trans Adriatic Pipeline (TAP) per far giungere il gas in Europa.

*Report in Media Partnership con Notizie Geopolitiche


AUTORE

Gennadi Magomedov. Originario di Vladivostok dove ha completato il suo percorso formativo in Economia, è analista geopolitico specializzato nel settore Energia e nello studio della regione euroasiatica (in particolare le repubblice ex sovietiche).