Indonesia, minaccia terroristica e Daesh

L’arresto avvenuto oggi 11 dicembre 2016 a Jakarta di quattro persone accusate di aver organizzato un attentato terroristico ai danni del Palazzo Presidenziale mette in luce la seria minaccia terroristica presente in Indonesia e crea una connessione maggiore con  Bahrun Naim, cittadino indonesiano residente in Siria e connesso allo Stato Islamico visto come la mente degli attacchi avvenuti sempre nella capitale indonesiana nel gennaio di questo anno.

Secondo le fonti locali in una operazione anti-terrorismo le forze di sicurezza hanno effettuato un raid in un appartamento nel quartiere di Bekasi nella parte orientale di Jakarta, la capitale del paese, ritrovando un IED (Improvised Explosive Device) formato da una pentola a pressione al cui interno erano stati inseriti tre chilogrammi di esplosivo.

I media locali riportano l’arresto di quattro persone da parte della squadra anti-terrorismo Densus 88: durante gli arresti una donna è stata fermata mentre era intenta nella preparazione e detonazione di una bomba diretta alla cerimonia del cambio della guardia del Palazzo Presidenziale di Jakarta che richiama centinaia di persone tra turisti e visitatori locali. La polizia ha dichiarato che la bomba trasportata dalla donna aveva un raggio di copertura pari a 300 metri ed era stata progettata per infliggere pesanti vittime tra la folla.

L’arresto di oggi può essere visto come la minaccia terroristica maggiore nella capitale dopo l’attacco avvenuto a gennaio ai danni di un negozio Starbucks e ad un posto di polizia che ha comportato la morte di quattro persone. Questa volta la polizia è riuscita a prevenire l’attentato a seguito di una indagine e del pedinamento della donna che si era recata all’ufficio postale locale di Bekasi con una scatola contenente i propri vestiti ed una nota suicida. Il pedinamento ha portato quindi all’arresto della donna e di altri due uomini che vivevano con lei nell’appartamento in Bekasi, mentre un quarto uomo, connesso con l’attentato, è stato arrestato nella città di Solo.

La polizia ha collegato tale evento con il terrorista indonesiano di base in Siria Bahrun Naim il quale è visto come la mente degli attentati nel paese per tutto il 2016. Anche se diversi attacchi organizzati da Naim sono falliti, come ad esempio un assalto al posto di polizia di Solo in cui un attentatore suicida si è fatto esplodere provocando soltanto il ferimento di un agente di polizia, è possibile affermare che la minaccia alla sicurezza nazionale è sempre molto alta. Le autorità indonesiane, infatti, hanno riportato diversi tentativi di attentato ai danni della polizia e del governo i quali sono stati prevenuti o sventati dalle forze di sicurezza.

Se oggi Naim è visto come la mente principale degli attacchi, in passato la polizia era stata impegnata in una vera caccia all’uomo nei confronti di Santoso, conosciuto con il nome di battaglia Abu Wardah, terrorista leader del gruppo Mujahidin Indonesia Timur (Mujahideen dell’Indonesia Orientale – MIT) ucciso nel luglio scorso nella giungla di Sulawesi.

Muhammad Bahrun Naim Anggih Tamtomo, conosciuto con il nome Bahrun Naim, è stato spesso associato a Santoso ed al gruppo MIT che ha giurato fedeltà ed alleanza allo Stato Islamico. Già nel 2010 le autorità avevano conosciuto ed arrestato Naim a seguito di una indagine anti-terrorismo nella zona di Bekasi che aveva portato anche all’arresto di Alli, straniero uiguro accusato di far pervenire finanziamenti in Indonesia per organizzare attacchi terroristici esplosivi. Nell’operazione condotta dalla squadra Densus 88, Naim era stato arrestato perché trovato in possesso di centinaia di proiettili custoditi all’interno della sua abitazione e per questo era stato portato a processo con l’accusa di detenzione illegale di armi e la richiesta di una pena pari a due anni e mezzo di carcere. La Corte trovò però insufficienti le prove ed a seguito di questo processo l’imputato fece perdere le sue tracce.

Nel 2014 Naim è giunto in Siria a Racca per combattere tra le file dello Stato Islamico e, secondo le autorità indonesiane, attualmente si trova ancora nel paese mediorientale da dove dirige il blog bahrunnaim.com (blog oscurato su Internet) ed interagisce con i propri sostenitori facendo presa su molti musulmani indonesiani grazie anche alla sua storia di uomo il quale, lasciato il proprio paese per andare a combattere tra le file di Daesh, ha trovato la propria dimensione formando una famiglia.

Il blog è una vera “miniera d’oro” per coloro che vogliono organizzare attentati suicida grazie alle istruzioni dettagliate fornite per realizzare IED. Dopo gli attacchi di Parigi del novembre 2015 Naim ha focalizzato la propria attenzione sull’evento con il post dal titolo “Lezioni dagli attacchi di Parigi” nel quale invitava i suoi sostenitori indonesiani a studiare l’attentato, la sua pianificazione, i target, la logistica. In aggiunta spiegava la sua volontà di promuovere la jihad in Indonesia attraverso la guerriglia urbana e di trasportare la lotta dalla giungla alle città.

Secondo una ricostruzione effettuata grazie alle fonti aperte, Naim sarebbe il leader di un gruppo di militanti conosciuto con il nome Katibah Nusantara, unità militare del sud-est asiatico sotto l’ala dello Stato Islamico il cui fine è quello di reclutare combattenti in Indonesia e Malaysia principalmente ed in generale nella regione. Nel 2015 i combattenti di Katibah Nusantara hanno conquistato il territorio controllato dalle forze curde in Siria, evento che è divenne una pietra miliare per il reclutamento online dei militanti grazie alla sua promozione e pubblicizzazione sul blog e che ha evidenziato, secondo quanto dichiarato dal capo della polizia di Jakarta Tito Karnavian, l’ambizione di Naim di divenire il “leader” di Daesh nella regione del sud-est asiatico.


*Report redatto dalla OSINT Unit di ASRIE. Per maggiori informazioni in merito alla minaccia terroristica in Indonesia è possibile contattare la Segreteria dell’Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org