Il Myanmar ai raggi X: risorse naturali, opportunità di investimento e problemi attuali

Il Myanmar presenta ambiti di sviluppo molto diversificati che permettono di fondare la crescita su diversi settori commerciali. A favorire una rapida crescita gioca un ruolo fondamentale l’abbondanza di risorse naturali, la posizione strategica fra Cina ed India, il basso costo della manodopera, l’affaccio sul mare e gli estesi territori dove poter costruire nuovi centri di produzione o sviluppare l’agricoltura.

L’85% dell’economia birmana, infatti, è trainata da quattro settori: agricoltura, energia, infrastrutture e manifatturiero. Oltre tali settori contribuiscono, seppur in maniera minore, alla crescita economica globale del paese anche il turismo ed il settore industriale

L’agricoltura è il settore più sviluppato del Myanmar, costituisce il 36% del PIL, garantendo lavoro e sussistenza alla popolazione rurale. Il riso è la coltura maggiormente praticata ed occupa il 97% della produzione totale di cereali. Sebbene si sia registrato un miglioramento dei sistemi di irrigazione ed un più estensivo uso di pesticidi e di fertilizzanti, tale settore si basa ancora su tecniche antiche, tradizionali e poco meccanizzate. Il Governo sta promuovendo riforme volte ad incrementare le produzioni agricole, incoraggiando anche gli investimenti privati e lo sviluppo dell’agricoltura industriale. Si registra, altresì, la volontà di spingere gli investimenti stranieri in settori specifici dell’agricoltura come: l’assemblaggio e la produzione di piccole macchine agricole ed investimenti in piccole fattorie; la produzione ed il supporto relativo alla vendita dei prodotti; la costruzione di industrie di trasformazione di prodotti agricoli.

Negli ultimi anni, il Myanmar, è diventato il secondo esportatore mondiale di fagioli e legumi nel mondo dietro al Canada. Le esportazioni maggiori vengono effettuate verso i paesi limitrofi, in particolare Thailandia, India e Pakistan. Il Myanmar è riuscito, in pochi anni, a superare le concorrenti africane ed ha stipulato numerosi accordi di esportazione a prezzi prefissati; esso è, inoltre, il più grande esportatore di legno, proveniente dalle vaste foreste sparse sul territorio. Notevoli sforzi, inoltre, sono stati compiuti per migliorare la qualità del patrimonio zootecnico: è stato introdotto, infatti, l’utilizzo dell’inseminazione artificiale e sono stati approntati severi programmi di vaccinazione.

La grande disponibilità di mano d’opera a basso costo sta permettendo al Myanmar una rapida crescita nel settore manifatturiero, in particolar modo il tessile, la lavorazione di pellame e la costruzione di mobili.

L’industria dell’abbigliamento ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del paese sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo della crescita del mercato del lavoro. Si nota una crescita sensibile dell’esportazione di capi di abbigliamento in particolar modo verso il Giappone, l’Europa e l’America del Sud. Sono presenti numerose aziende giapponesi già operanti nel territorio birmano che hanno trasferito il loro know-how in modo da garantire livelli qualitativi alti a fronte di costi di produzione molto competitivi. E’ pacifico che il miglioramento delle infrastrutture del Myanmar faciliterà l’export, spingendo le aziende ad affinare livelli di produzione maggiormente qualitativi al fine di soddisfare la crescente domanda.

Il Myanmar è ricco di risorse nel sottosuolo: oro, rame, zinco, tungsteno, argento, nichel, carbone e grafite. È assai sviluppata la lavorazione di pietre preziose come rubini, zaffiri e giade. Il Myanmar produce il 90% della produzione totale mondiale di giada. L’estrazione di zaffiri e rubini è chiusa agli investitori stranieri, anche a causa di alcune attività illegali che controllano tale mercato. La ricchezza del sottosuolo ha spinto il Governo ad investire e a far investire nell’esplorazione e nello sviluppo delle risorse minerarie ancora poco sfruttate.

Un ambito di sviluppo centrale è sicuramente anche la ricchezza di vasti giacimenti di gas naturale e di discreti giacimenti di petrolio. Il gas naturale viene utilizzato per la produzione del 21% dell’energia elettrica prodotta in Myanmar. Tale gas è, inoltre, esportato in Cina e Thailandia. La Cina ha già costruito vari stabilimenti per l’estrazione del gas naturale riducendo, in tal modo, i costi di esportazione. Oltre al gas anche il petrolio, estratto nelle isole costiere e nella parte centrale del Paese, è considerato una discreta risorsa: sono certificate riserve di petrolio per 2,1 miliardi di barili e sono in atto numerose ricerche per trovare nuovi giacimenti disponibili. La maggior parte delle ricerche e l’attività di estrazione vengono effettuate in joint venture (JV) tra compagnie petrolifere straniere e la compagnia statale Myanmar Oil and Gas Enterprise (MOGE) .

Attualmente, le infrastrutture birmane sono assai distanti da un livello che può ritenersi accettabile per un paese emergente. Esse sono carenti in vaste zone del territorio e sono necessari forti investimenti sia da parte del Governo sia da parte di investitori stranieri per migliorare la situazione. Il Governo ha l’esigenza di sviluppare strade, corrente elettrica ed acquedotti. Attualmente, la maggior parte delle strade non sono asfaltate e sono impraticabili durante i periodi di pioggia; pertanto, la maggior parte dei trasporti interni avviene per via fluviale.

Il Governo sta portando avanti un’opera di potenziamento delle strade (circa 28.000 km); la rete stradale si infittisce a Yangon, che è il vertice di tutto il sistema delle comunicazioni del paese ed anche il centro portuale ed aereoportuale principale. Inoltre, alcune società di trasporti stanno costruendo una vera e propria rete per coprire tutto il territorio, vista l’importanza del trasporto per le società che decidono di produrre i loro prodotti in Myanmar. Occorre osservare, inoltre, che il Governo sta conducendo una politica di privatizzazione delle infrastrutture, in particolar modo aeroporti: attualmente, è stato siglato un accordo tra la Mitsubishi Corp. e la JALUX, insieme alla società locale Yoma Development Group Ltd, con il Dipartimento dell’aviazione civile (DepartmentCivilAviation, DCA) per il rinnovamento, la gestione ed il mantenimento dell’aeroporto internazionale di Mandalay.

Le industrie, concentrate principalmente nella capitale, a Mandalay e a Pegu, producono in particolar modo prodotti agricoli locali; si hanno, pertanto, numerosi impianti per la pilatura del riso, oleifici, zuccherifici, tabacchifici, stabilimenti tessili diffusi un po’ in tutto il paese, cui si aggiungono alcuni cementifici, due raffinerie di petrolio e qualche fonderia, ubicate in prossimità dei giacimenti minerari. Scarsamente sviluppata è l’industria legata alle discrete risorse minerarie del paese, che vengono per lo più esportate grezze e lavorate fuori confine .

La ricchezza culturale e paesaggistica del Myanmar lo rende turisticamente interessante ed attraente. Solo nell’ultimo anno il turismo è cresciuto del 37.5%, tuttavia, nonostante l’incremento, non si registra uno sviluppo adeguato di strutture alberghiere e di infrastrutture per gli spostamenti interni dei turisti. Il Ministero del turismo ha concesso nel 2013 e nel 2014 numerose licenze che hanno permesso la costruzione di 923 nuovi hotel. Recentemente, nella capitale, è stato inaugurato il primo hotel cinque stelle del marchio internazionale Hilton, il quale si aggiunge alla presenza di un altro marchio di prestigio del settore alberghiero come Kempinski.

La Legge sugli investimenti stranieri e le forme di investimento

Gli investimenti stranieri in Myanmar sono stati regolamentati per la prima volta nel 1988; tuttavia, tale regolamentazione è stata sostituita da un nuovo testo emanato il 2 novembre 2012 ed integrata da due regolamenti di dettaglio pubblicati nel gennaio 2013. Queste ultime normative sono state, infine, unificate nel 2015. Tra gli obiettivi dichiarati nella Legge, spicca l’incoraggiamento alla popolazione al fine di sostenere la concorrenza degli investitori stranieri, lo sviluppo della tecnologia in materia di raccolta dati e lo sviluppo dei trasporti marittimi ed aerei.

E’ evidente, altresì, la nuova politica economica varata dal Governo tesa a ridurre gli ambiti interdetti agli investimenti stranieri, al fine di aprire il Myanmar maggiormente al mercato internazionale. Restano vietate tutte le attività che pregiudicano la salute pubblica, i costumi e le tradizioni culturali birmane, l’ambiente e le risorse naturali, nonché tutte le attività che importano materiale tossico ed inquinante. E’ vietato, inoltre, svolgere attività inerenti la sperimentazione medica su pazienti ed introdurre nel Paese prodotti chimici non regolamentati dagli accordi internazionali. Diversamente, alcuni settori sono considerati solamente ristretti, poiché possono essere tuttavia approvati, qualora rispettino specifiche condizioni e termini stabiliti dal Governo.

I settori in questione riguardano, in particolar modo, lo sfruttamento della pesca, dell’allevamento, dei terreni agricoli e l’importazione di tecnologia. Qualora vengano avviate attività ristrette la Commissione, su approvazione del Governo, può permettere la continuazione dell’attività esclusivamente se ciò genera vantaggi e benefici alla popolazione. La necessità di sviluppare numerosi settori dell’economia birmana ha costretto il Governo ad implementare la categoria degli investimenti incoraggiati con l’inserimento di nuovi settori, quali: i trasporti, la tecnologia, l’energia e le materie prime.

Anche la crescita del settore industriale è al centro dell’attenzione del Governo birmano, che favorisce gli investimenti nell’industria riguardante la produzione di generi alimentari, di tessuti, di pellame, di cellulosa e carta, di materiali da costruzione e di prodotti chimici e farmaceutici. Si nota come il Governo, prima di sviluppare settori specifici, voglia sviluppare, tramite gli investimenti stranieri, i settori ritenuti indispensabili al fine di uscire, immediatamente, dallo stallo economico; a tal fine, il Governo presta particolare attenzione all’industria energetica, alla tutela dell’ambiente, allo sviluppo dell’intelligenza lavorativa della popolazione, al settore bancario ed ai servizi connessi, insieme allo sviluppo di moderne agenzie di servizi per il popolo, senza pregiudicare la sovranità dello stato e la sicurezza pubblica.

Per quanto concerne la disciplina delle agevolazioni fiscali per gli investitori stranieri che sono sensibilmente aumentate rispetto alla normativa precedente. E’ prevista, pertanto, l’esenzione fiscale sul reddito delle società per i primi cinque anni di attività e nel caso l’investimento si riveli assai vantaggioso per lo Stato, l’esenzione può essere prolungata a discrezione del Governo. Per i primi cinque anni di attività è prevista l’esenzione dai dazi doganali per quanto concerne l’importazione di macchinari, attrezzature ed equipaggiamenti utilizzati. Ulteriori agevolazioni riguardano: l’esenzione dall’imposizione fiscale sul profitto realizzato attraverso l’esportazione dei prodotti, la detrazione dei costi di ricerca e sviluppo; l’esenzione o la riduzione per tre anni dalla costituzione della società dei dazi d’importazione od altre imposte interne riguardo a materiali grezzi; l’esenzione o la riduzione delle imposte relative alle attività commerciali riguardo i beni prodotti e destinati ad essere esportati.

I potenziali investitori devono sottoporre la propria richiesta alla Commissione, supportata da documentazione riguardante il profilo della società, la credibilità finanziaria dell’imprenditore e della società, il supporto bancario e la solidità dell’azienda. Inoltre, deve essere presentato un prospetto con calcoli dettagliati sulla fattibilità economica del progetto. Per quanto riguarda il terreno, la Commissione può concedere il terreno in uso al soggetto investitore per cinquanta anni; la concessione può essere rinnovata due volte per un decennio.

Attualmente, è in programma il varo di una riforma della disciplina delle gare di appalto per diversi motivi: alcuni vincitori spesso non sono diligenti nella presentazione della documentazione necessaria o vengono meno al pagamento dei loro debiti, nonostante il loro business sia nettamente in attivo.

La nuova normativa, disponibile a breve, garantirà maggiore equità nella scelta dei vincitori, assicurando parità di trattamento tra soggetti pubblici e privati. E’ necessaria una verifica più accurata sui dati della società, sugli estratti conti bancari, al fine di verificare la regolarità nei versamenti, e la garanzia della banca di sottoscrizione. Ciò che emerge è la volontà del Governo di garantire maggiore trasparenza e maggiori controlli oltre che di garantire una maggiore equità, evitando che le società pubbliche possano costituire un monopolio in determinati settori escludendo irrimediabilmente gli investitori stranieri.

Infine, vengono disciplinate le forme di investimento: il modello societario maggiormente incoraggiato è la joint venture tra stranieri e cittadini locali o con imprese economiche statali; sono previsti contratti di compartecipazione con società statali per esplorazioni, estrazioni e vendita di petrolio e gas naturale. Tutte le società o le partnership devono essere formate in base a quanto stabilito dalla legge ed il rapporto fra capitale straniero e capitale locale è stabilito liberamente dalle parti. Agli investitori stranieri è concesso di possedere il 100% del pacchetto azionario della società, diversamente, per quanto concerne l’investimento minimo, esso è determinato dalla Commissione per gli investimenti stranieri in base al tipo di progetto presentato. Inoltre, gli investitori stranieri hanno la garanzia che le attività intraprese in Myanmar non termineranno prima della scadenza prevista dalla Commissione, salvo giustificato motivo.

*Analisi elaborata per il progetto Focus ASEAN avviato da ASRIE Associazione in collaborazione con  i propri partners. Per maggiori informazioni, analisi e consulenza in merito alla regione ASEAN ed alle relative possibilità di investimento è possibile contattare la Segreteria dell’Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org


AUTORE

Luca Garruba. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Roma Tre e specializzato nel diritto dei paesi emergenti ed asiatici in particolare, da circa due anni ha approfondito in modo analitico il Myanmar fondando anche il sito investireinmyanmar.it. Ideatore e fondatore di Paesi Emergenti, attualmente svolge in forma autonoma attività di consulenza strategica alle imprese che intendono investire nelle realtà emergenti attuali.