L’importanza e le sfide future dell’ASEAN

La regione del Sud-Est Asia può essere considerata uno dei mercati più dinamici a livello mondiale con indici di crescita economica e sviluppo significativi, un interscambio commerciale con la Cina di 443.6 miliardi di dollari ed un PIL regionale pari a 2.4 mila miliardi di dollari nel 2013, ossia la settima economia mondiale. Casa di più d 600 milioni di persone, la regione ha una popolazione superiore all’Unione Europea o al Nord America con la terza forza lavoro mondiale dopo Cina ed India. Questi dati positivi contrastano però con le sfide future che il mercato del sud-est asiatico dovrà affrontare come la capacità di modernizzarsi e sviluppare i propri settori in modo da rispondere alle sfide della Quarta Rivoluzione Industriale.

Parlare di sud-est asiatico vuol dire parlare anche dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), organizzazione politica ed economica composta da Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Laos, Myanmar, Cambogia e Vietnam il cui obiettivo è la promozione della crescita economica e la stabilità regionale tra i suoi membri.

Fondata nel 1967 da Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia durante il periodo della Guerra Fredda con l’obiettivo di promuovere la stabilità nella regione, l’associazione si è allargata fino a contare oggi dieci membri. Nel 1997 fu creato il forum ASEAN Plus Three con l’intento di espandere la cooperazione includendo Cina, Corea del Sud e Giappone, mentre nel 2005 prese vita l’East Asia Summit capace di coinvolgere India, Australia, Nuova Zelanda, Russia e Stati Uniti.

L’ASEAN si qualifica per essere una comunità economica regionale che promuove la collaborazione e cooperazione tra i suoi membri, tra cui la crescita economica e del commercio. Per raggiungere tali obiettivi sono stati firmati tra i paesi membri accordi di libero scambio estesi anche alla Cina favorendo inoltre la mobilità nella regione dei cittadini. A questi obiettivi si uniscono quelli sanciti dalla missione originale, ossia favorire la stabilità e la pace nella regione grazie alla firma di accordi che prevedono di non sviluppare armi nucleari, di condividere Intelligence, di cooperare nella lotta al terrorismo e di facilitare il processo di estradizione dei sospetti di terrorismo.

Le sfide future dell’ASEAN sono rappresentate dall’impatto della Quarta Rivoluzione Industriale (ossia quella caratterizzata dall’avvento della tecnologia digitale) sui governi dei paesi membri, sul mondo imprenditoriale e sulle comunità. La regione necessità di conoscere come poter affrontare questa sfida, in special modo quella inerente la conoscenza della robotica avanzata, dell’intelligenza artificiale, della stampa 3D, dei veicoli autonomi e del mondo di Internet, in modo da poter sostituire l’esportazione attuale basata sulla produzione industriale e manifatturiera con prodotti e servizi più avanzati arginando così future problematiche per il mondo del lavoro. La formazione dei giovani nel campo dell’informatica, dell’ingegneria e del commercio rappresenta un passo importante e fondamentale per l’ASEAN il cui tasso di disoccupazione attuale ha raggiunto già quota 10 per cento. Per fronteggiare questo problema i paesi del Sud-Est Asia devono poter sviluppare nuove tecnologie digitali che prevedano un opportuno processo di formazione che dia i mezzi necessari ai futuri impiegati per poter competere con gli standard mondiali.

Il settore finanziario, medico e del retail spiccano come possibili motori trainanti dell’ASEAN nel futuro a condizione che i paesi membri riescano ad adattarsi alle necessità del mercato. Per quanto riguarda le aziende addette ai servizi finanziari, superando l’ostacolo della modernizzazione queste potranno espandere il loro campo d’azione nei paesi vicini, il settore retail potrà confermare la crescita fino a qui raggiunta se riuscirà ad adattarsi alla domanda dei consumatori e il settore medico e del benessere potrà continuare a giocare un ruolo di primo livello soltanto se riuscirà ad adeguarsi alle nuove tecnologie.

Parlando del settore real estate e riportando i dati del report stilato dalla compagnia di consulenza JLL è possibile anche in questo caso evidenziare l’importante ruolo della modernizzazione e dell’adeguamento dei paesi del sud-est asiatico alle nuove tecnologie. Chris Fossick, direttore di JLL in Singapore e Sud-Est Asia, ha dichiarato che l’impatto del settore delle infrastrutture e real estate nel mercato regionale potrà avere effetti positivi e di trasformazione e, qualora si riuscisse a completare la modernizzazione prevista, le conseguenze saranno rappresentate da un miglioramento dei livelli di profitto e di qualità della vita per la popolazione.

Con una crescita economica prevista essere pari al 5 per cento annuo fino al 2020, dato che supera il 3.5 per cento a livello mondiale, la popolazione del sud-est asiatico vedrà un aumento del 2.2 per cento annuale con maggiore incidenza sul ceto medio che passerà dai 70 milioni di persone ai 194 milioni previsti per il 2020. Questo cambiamento, secondo JLL, avrà una influenza positiva anche sul mondo dell’immobiliare con una richiesta sempre maggiore di spazi per uffici dovuta all’aumento di interesse di aziende straniere, alla maggiore flessibilità lavorativa ed all’incremento degli spazi di collaborazione. Manila e Kuala Lampur saranno le città che registreranno l’aumento più significativo in questo settore.


Report scritto dalla OSINT Unit di ASRIE Associazione. Per maggiori informazioni sul mercato del sud-est asiatico e/o sui singoli paesi membri dell’ASEAN è possibile contattare la Segreteria dell’Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org