Kamaran Mufti: “ E’ ora che l’Italia investa nel Kurdistan”

Quando parliamo della Regione Autonoma del Kurdistan o del Kurdistan iracheno abbiamo l’immagine di un paese in completo conflitto dove sicurezza e stabilità sono i primi elementi a mancare. Il viaggio effettuato da ASRIE Associazione e da Notizie Geopolitiche ha invece permesso di evidenziare gli aspetti positivi di una regione, quella curda, che può essere considerata sicura grazie all’azione delle forze peshmerga, le quali controllano un confine lungo più di mille chilometri, e che sta realmente cercando di avviare un processo di sviluppo economico nazionale.

In uno dei nostri ultimi giorni ad Erbil abbiamo incontrato Kamaran Mufti, direttore generale della promozione, valutazione e licenze del Kurdistan Board of Investment (KBI), il quale ci ha illustrato quali sono le potenzialità della regione ed in che modo una compagnia straniera, in special modo italiana, possa entrare nel mercato nazionale.

Dal 2006 a fine 2015 – ha dichiarato Mufti – nel Kurdistan sono stati investiti 6,351 miliardi di dollari per un totale di 48 progetti finanziati da investitori esteri. Tra i paesi leader negli investimenti stranieri (FDIs) figurano gli Emirati Arabi Uniti con un totale di 3,314 miliardi di dollari (il 52,18% del totale degli investimenti), a cui fanno seguito Turchia, Libano, Regno Unito e Svizzera. E’ per noi importante poter attrarre investitori stranieri e crediamo sia giunto il momento che l’Italia investa nel Kurdistan”.

Analizzando infatti i dati presentati dal KBI (vedere tabella) si evince come l’Italia non abbia ancora preso parte al processo di sviluppo curdo sebbene all’interno del paese sia presente dal punto di vista militare con soldati impegnati nelle attività di addestramento e, dopo la firma della compagnia Trevi per il restauro della diga di Mosul, con forze militari in attività di sicurezza e difesa.

 

Paese

Capitale in dollari Numero progetti % investimenti per capitale

Emirati Arabi Uniti

3.314.216.000 3 52.18

Turchia

1.133.405.340 17

17.84

Libano

995.136.871 8

15.67

Regno Unito 214.403.975 3

3.38

Svizzera

158.665.762 1

2.50

Egitto

150.000.000 1

2.36

Nuova Zelanda

139.389.850 2

2.19

Stati Uniti

115.822.925 4

1.82

Germania

81.205.712 3

1.28

Iran

25.440.802 2

0.40

Svezia

13.500.000 1

0.21

Libano/Francia

7.082.207 1

0.11

Russia

2.505.670 1

0.04

Georgia

600.000 1

0.01

TOTALE 6.351.675.114 48

100

Ad eccezione dei settori del petrolio e del gas naturale, la “Legge degli Investimenti N.4 del 2006” riguarda tutti gli altri settori. In base a tale disposizione legislativa viene affermato che:

L’investitore straniero ed il capitale straniero verranno trattati come gli investitori ed il capitale nazionale. L’investitore straniero avrà il diritto di possedere l’intero capitale di ogni progetto che ha stabilito nella regione tramite la legge degli investimenti. Il progetto sarà esentato da tutte le tasse doganali per un periodo di 10 anni a partire dalla data in cui il progetto ha iniziato ad offrire servizi o dal giorno della reale produzione.

Inoltre si apprende dalla legge che il KBI può fornire ulteriori incentivi a quei progetti di investimento che sono stati approvati con licenza dal 1 agosto 2006 al 21 settembre 2015 nella provincia di Duhok (195), Sulaimaniya (203) ed Erbil (333) per un totale di 731 progetti ed un ammontare complessivo di 42,584 miliardi di dollari da investire nei settori agricoltura, arte, banche, comunicazioni, educazione, salute, costruzioni, industria, servizi, sport, turismo, trasporti e commercio.

Nello specifico, nel settore agricolo il maggiore interesse è dato alla produzione primaria e all’industria agroalimentare; nel settore industriale grande attenzione è data alla produzione alimentare e di bevande, ai prodotti cartacei, chimici, derivati della plastica, minerali non ferrosi, mobili, pelle e relativi prodotti.

Importante anche il turismo con progetti che prevedono la realizzazione di alberghi, resorts, residence, parchi giochi, villaggi turistici ed uno zoo. A questi settori si vanno aggiungere poi quelli della salute e benessere (ospedali, cliniche private, materiale ed equipaggiamento medico), quello scolastico (realizzazione di infrastrutture per scuole ed università, erogazione di corsi di aggiornamento), quello bancario con una forte necessità per lo sviluppo di un network di banche internazionali ed infine quello dei trasporti e delle comunicazioni con la priorità data a ponti, tunnel, dighe ed autostrade.

Per maggiori informazioni in merito alle opportunità di investimento nel Kurdistan iracheno è possibile contattare la Segreteria dell’Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org. Inoltre è possibile visualizzare ai seguenti link il progetto Speciale Iraq ed i resoconti del Viaggio in Kurdistan.


AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.