Breve cronologia degli eventi in Libia dal 1900 ad oggi

Dalla conquista delle truppe italiane nel 1911 ai danni dell’Impero Ottomano oramai in piena crisi, la Libia è riuscita ad ottenere l’indipendenza soltanto nel 1951 dopo la sconfitta dell’allora Regno di Italia durante la Seconda Guerra Mondiale ed il controllo del paese passato sotto l’Amministrazione delle Nazioni Unite. Il colpo militare del Colonnello Gheddafi ha dato il via ad una forma di governo che univa socialismo ed Islam, etichettato però dall’Occidente come “regime dittatoriale”. Con lo scoppio della Primavera Araba nel Nord Africa e le proteste diffuse anche in Libia, il paese è stato sconvolto da una guerra interna che ha visto opporsi le truppe fedeli a Gheddafi e quelle dell’opposizione sostenute dall’Occidente cultimanata con la morte del leader storico libico.
La speranza di realizzare un processo democratico all’interno della Libia post-Gheddafi è presto svanita nel paese nordafricano lasciando spazio a conflitti interni ed alla avanzata dello Stato Islamico. Di seguito una breve cronologia della Libia a partire dalla conquista italiana ad oggi.

1911-12 L’Italia sottrae la Libia agli Ottomani. Iniziano i 20 anni di insorgenza da parte di al-Mukhtar contro il Governo italiano.

Anni ’20 La resistenza libica cresce grazie all’intervento della dinastia Senussi in favore della campagna militare di al-Mukhtar.

1931 L’Italia riesce a sconfiggere la resistenza libica attraverso una serie di operazioni maggiori e la creazione di campi di concentramento dove detenere i ribelli. Al-Mukhtar viene catturato e condannato a morte.

1934 Con l’obiettivo di far rientrare la Libia all’interno del progetto della Grande Italia, l’allora Governo di Mussolini promuove la migrazione dei cittadini italiani verso la colonia libica.

1942 Durante la Seconda Guerra Mondiale gli Alleati scacciano gli italiani dalla Libia che viene divisa tra i francesi, i quali amministrano Fezzan, e gli inglesi, che controllano la Cirenaica e la Tripolitania.

1951 La Libia diviene indipendente e guidata dal Re Idris al-Sanussi il quale divide il paese in tre unità amministrative: Fezzan, Cirenaica e Tripolitania.

1956 La Libia concede a due compagnie statunitensi petrolifere un’area di circa 14 milioni di acri.

1961 Re Idris I apre un oleodotto della lunghezza di 104 miglia che permette la connessione tra i giacimenti petroliferi dell’entroterra con il Mar Mediterraneo e rende possibile l’esportazione del petrolio libico per la prima volta nella storia del paese.

1969 Un colpo di Stato guidato dal Colonnello Muammar Gheddafi depone Re Idris I. Il nuovo leader libico persegue una agenda panaraba ed introduce il socialismo di stato attraverso la nazionalizzazione della maggior parte delle attività economiche nazionali, tra cui anche l’industria petrolifera.

1970 La Libia ordina la chiusura della base aerea britannica di Tobruk e la base statunitense Wheelus di Tripoli, mentre le proprietà appartenenti agli italiani vengono nazionalizzate.

1971 Un referendum nazionale approva la creazione della Federazione delle Repubbliche Arabe (FAR) comprendente Libia, Egitto e Siria. Il progetto di realizzazione della FAR non verrà mai portato a compimento.

1973 Il Colonnello Gheddafi dichiara una “rivoluzione culturale” che include la formazione di “comitati popolari” nelle scuole, ospedali, università, luoghi di lavoro e distretti amministrativi. Le forze libiche occupano la Striscia di Aozou nel nord del Chad.

1977 Il Colonnello Gheddafi cambia il nome ufficiale del paese da Repubbica Araba Libica in Grande Jamahiriyah Araba Libica Popolare Socialista e istituisce i “comitati rivoluzionari”.

1980 Le truppe libiche intervengono nella guerra civile nel nord del Chad.

1981 Gli Stati Uniti abbattono due aerei libici che minacciavano aerei da guerra statunitensi sopra il Golfo di Sirte dichiarato dal Governo di Tripoli come acque territoriali nazionali.

1984 La Gran Bretagna interrompe le relazioni diplomatiche con la Libia dopo che una donna poliziotto britannica venne uccisa a colpi d’arma da fuoco al di fuori della Ambasciata libica di Londra mentre erano in atto le proteste anti – Gheddafi.

1986 Gli Stati Uniti bombardano le strutture militari libiche e le aree residenziali di Tirpoli e Bengazi uccidendo 101 persone e la casa di Gheddafi provocando la morte della figlia adottiva. Washingont sostiene che i raid aerei furono la risposta al coinvolgimento libico nell’attentato alla discoteca di Berlino frequentata da personale militare statunitense.

1988 Un aereo di linea esplode sopra la città scozzese di Lockerbie. Le fonti parlano di una azione coordinata ed eseguita da agenti segreti libici.

1989 Libia, Algeria, Marocco, Mauritania e Tunisia formano l’Unione Araba del Maghreb.

1992 Le Nazioni Unite impongono le sanzioni alla Libia con lo scopo di indurre il Governo nel consegnare i due cittadini libici sospettati di essere coinvolti nell’esplosione dell’aereo di linea PanAm sopra la città di Lockerbie nel dicembre 1988.

1994 La Libia restituisce la Strisci di Aozou al Chad.

1995 Il Colonnello Gheddafi espelle circa 30 mila palestinesi come protesta per gli Accordi di Oslo siglati tra l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) ed Israele.

1999 I sospetti di Lockerbie vengono giudicati in Olanda mediante legge scozzese; le Nazioni Unite sospendono le sanzioni alla Libia e la Gran Bretagna ripristina le relazioni diplomatiche.

2000 Dozzine di immigrati africani vengono uccisi dalla folla nell’ovest del paese in protesta contro il largo numero di lavoratori africani giunti in Libia.

2001 Il 31 gennaio la Corte Speciale scozzese in Olanda dichiara colpevole uno dei due cittadini libici per l’attentato di Lockerbie. Abdelbaset Ali Mohamed al-Megrahi viene dichiarato colpevole e condannato all’ergastolo mentre viene scaggionato Al-Amin Khalifa Fahimah.

2001 Nel mese di maggio le truppe libiche aiutano a reprimere il tentativo di colpo di Stato mosso contro il Presidente Ange-Felix Patasse della Repubblica Centrale Africana.

2002 In gennaio Libia e Stati Uniti dichiarano di aver iniziato i dialoghi per riparare le relazioni diplomatiche dopo anni di ostilità in cui Washington aveva etichettato il Governo libico di essere sostenitore del terrorismo.

2002 Il 14 marzo Abdelbaset Ali Mohmed al-Megrahi perde l’appello e viene condannato a scontare almeno 20 anni di carcere per l’attentato di Lockerbie.

2003 In gennaio la Libia viene eletta presidente della Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite nonostante l’opposizione degli Stati Uniti e di diversi gruppi di tutela dei diritti umani.

2003 In agosto la Libia firma un accordo di 2.7 miliardi di dollari per compensare le famiglie delle vittime dell’attentato all’aereo di linea PanAm esploso nel 1988 sopra Lockerbie. La Libia si assume la responsabilità dell’accaduto in una lettera indirizzata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

2003 In settembre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vota per revocare le sanzioni.

2003 In dicembre la Libia afferma che abbandonerà il programma di sviluppo di armi di distruzione di massa.

2004 In gennaio la Libia concorda di compensare le famiglie delle vittime dell’attentato all’aereo francese trasportante passeggeri avvenuto sopra il Sahara.

2004 In marzo il Primo Ministro britannico Tony Blayr visita la Libia; l’ultima visita ufficiale era avvenuta nel 1943.

2004 In maggio cinque infermiere bulgare ed un dottore palestinese sono condannate a morte accusati di aver deliberatamente infettato circa 400 bambini con il virus dell’HIV.

2004 In agosto la Libia accetta di pagare 35 milioni di dollari come compensazione alle vittime dell’attentato alla discoteca di Berlino nel 1986.

2005 La prima asta delle licenze di esplorazione dei giacimenti di petrolio e gas naturale in Libia vede il ritorno delle compagnie energetiche statunitensi dopo una assenza di 20 anni.

2006 In febbraio almeno 10 persone vengono uccise durante gli scontri con la polizia nella città di Bengazi generati dal vento di protesta internazionale sollevato dai musulmani per la pubblicazione da parte di un giornale danese delle vignette giudicate offensive nei confronti del Profeta Muhammad.

2006 In maggio gli Stati Uniti affermano di aver ripristinato completamente i rapporti diplomatici con la Libia.

2007 Il Primi Ministro libico annuncia un piano che farà divenire ridondanti 400 mila impiegati governativi, più di un terzo della totale forza lavoro, per poter stimolare il settore privato e ridurre la spesa pubblica.

2008 In gennaio la Libia termina l’incarico di presidenza nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

2008 In agosto Libia e Stati Uniti firmano un accordo che impegna entrambe le parti a ricompensare tutte le vittime degli attacchi terroristici e militari. Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi presenta le scuse ufficiali alla Libia per i danni provocati dall’Italia durante il periodo coloniale e firma un accordo di investimenti pari a cinque miliardi di dollari come forma di compensazione.

2008 In settembre il Segretario di Stato degli Stati Uniti Condoleezza Rice effettua una storica visita in Libia, la più importante dopo l’ultima del 1953. Il Segretario statunitense afferma che le relazioni tra i due paesi sono entrate in una nuova fase.

2009 In febbraio il Colonnello Gheddafi viene eletto Presidente dell’Unione Africana dai leader riuniti nel meeting in Etiopia.

2009 In giugno, il Colonnello Gheddafi effettua la sua prima visita in Italia, paese divenuto il principale partner commerciale per la Libia.

2009 In agosto viene rilasciato Abdelbaset Ali al-Megrahi condannato per l’attentato di Lockerbie. Al suo ritorno in Libia al-Megrahi viene accolto come un eroe suscitando dubbi e disapprovazione dalla comunità internazionale.

2009 In dicembre si inaspriscono i rapporti diplomatici con Svizzera ed Unione Europea dopo che uno dei figli del Colonnello Gheddafi viene accusato nel paese elvetico di maltrattamento dei collaboratori domestici.

2010 In gennaio la Federazione Russa accetta di vendere armi alla Libia per un accordo di 1.8 miliardi di dollari. L’accordo prevede la fornitura di aerei da guerra, carrarmati e sistemi di difesa aerea.

2010 In giugno viene espulsa l’agenzia UNHCR delle Nazioni Unite.

2010 In luglio i senatori statunitensi presentano una richiesta di indagine riguardo il rilascio di al-Megrahi dovuta alle pressioni effettuate dalla multinazionale petrolifera BP che simultaneamente conferma di aver iniziato ad operare sulla costa libica.

2010 In ottobre l’Unione Europea e la Libia firmano un accordo per arrestare l’immigrazione illegale.

2010 In dicembre le informazioni diplomatiche rilasciate da WikiLeaks indicano che il Colonnello Gheddafi abbia minacciato di tagliare fuori la Gran Bretagna dai commerci in Libia se al-Magrahi fosse morto in prigione.

2011 In febbraio l’arresto di attivisti dei diritti umani da il via a delle violente proteste nella città orientale di Bengazi che rapidamente si espande nelle altre città portando ad una serie di scontri tra le forze di sicurezza ed i ribelli. Il Colonello Gheddafi rifiuta di lasciare il potere e rimane in controllo della capitale Tripoli.

2011 In marzo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizza la creazione di una no-fly zone sulla Libia ed attacchi aerei per proteggere i civili guidati dalla NATO che assume il comando. Grazie alle azioni militari della NATO i ribelli libici inizialmente riescono a conquistare buona parte del territorio per poter poi essere respinti dalle forze armate pro-Gheddafi.

2011 In luglio l’International Contact Group sulla Libia riconosce formalmente il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), il gruppo principale dell’opposizione, come legittimo organo di governo del paese.

2011 In agosto le forze ribelli raggiungono la serie di fortezze del Colonnello Gheddafi a Tripoli a soli sei mesi dall’inizio della rivolta. Con sole poche roccaforti ancora sotto il suo controllo, il Colonnello Gheddafi si da alla fuga nascondendosi mentre sua moglie ed i suoi tre figli fuggono nella vicina Algeria.

2011 Tra agosto e settembre l’Unione Africana si unisce ai 60 paesi che hanno riconosciuto il CNT come nuova autorità in Libia.

2011 Il 20 ottobre il Colonnello Gheddafi viene catturato ed ucciso. Tre giorni dopo il CNT dichiara la Libia ufficialmente “liberata” ed annuncia il programma di tenere le elezioni entro i successivi otto mesi.

2011 In novembre Saif al-Islam, figlio del Colonnello Gheddafi in fuga, viene catturato divenendo l’ultmi membro chiave della famiglia ad essere imprigionato o ucciso.

2012 In gennaio si verificano scontri nella città di Bengazi tra le forze ribelli che hanno preso parte alla Primavera Araba in Libia come forma di opposizione alla pace raggiunta ed al cambiamento del paese sotto la guida del CNT. Abdel Hafiz Ghoga, portavoce del CNT, presenta le sue dimissioni.

2012 In febbraio gli scontri tra il gruppo arabo Zawi e quello africano Tebu nella località di al-Kufra nella remota parte sud orientale del paese generano un numero significativo di vittime.

2012 In marzo il CNT, stabilitosi nella ricca parte orientale del paese caratterizzata dalla presenza di giacimenti petroliferi, lancia una campagna per ristabilire l’autonomia delle regioni generando un incremento delle tensioni con il CNT di Tripoli.

2012 In marzo muore Abdelbase Ali al-Megrahi a Tripoli, autore dell’attentato di Lockerbie.

2012 In giugno si registrano le lotte delle truppe governative per controllare le milizie locali, in particolar modo quelli di Zintan nell’ovest del paese. La Brigata al-Awfea prende in possesso l’Aeroporto Internazionale di Tripoli mentre una folla di supporters dell’autonomia saccheggia l’ufficio della commissione elettorale di Bengazi.

2012 In agosto il Governo di transizione prende il potere del Congresso Generale Nazionale, eletto in luglio. Il Congresso elegge Mohammed Magarief del Partito Fronte Nazionale come presidente dichiarandolo Capo dello Stato ad interim.

2012 In settembre l’ambasciatore statunitense in Libia e tre cittadini statunitensi vengono uccisi dai militanti islamisti, tra cui Ansar al-Sharia, durante un attacco diretto al Consolato di Bengazi. Una folla di persone espellono Ansar al-Sharia ed altre milizie della città e della vicina Derna spingendo il Congresso Nazionale guidato da Mohammed al-Magarief a votare per lo scioglimento e smantellamento di tutte le milizie illegali.

2012 In ottobre il Congresso Nazionale elegge Ali Zeidan, liberale e leader dell’opposizione durante la guerra civile, alla carica di Primo Ministro.

2012 In dicembre l’ex Primo Ministro al-Baghdadi al-Mahmoudi viene posto sotto processo a Tripoli per le accuse di “atti che hanno portato l’ingiusta morte dei cittadini libici” e di aver veicolato 25 milioni di dollari di denaro pubblico attraverso la Tunisia con l’obiettivo di aiutare le forze militari fedeli al Colonnello Gheddafi.

2013 In maggio una nuova legge proibisce agli ufficiali del Governo del Colonnello Gheddafi l’accesso ai pubblici uffici. Il Presidente del Congresso Nazionale, Muhammad al-Magarief, annuncia le sue dimissioni in rispetto della nuova legge.

2013 In giugno il Congresso Nazionale elegge Nuri Abu Sahmein alla carica di Presidente. Sahmein è membro della minoranza berbera che ha sofferto la discriminazione sotto il Colonnello Gheddafi.

2013 In agosto la milizia a guardia delle strutture petrolifere inizia a bloccare i terminali petroliferi di esportazione.

2013 In ottobre le forze speciali statunitensi catturano Anas al-Liby, cittadino libico sospettato degli attentati all’ambasciate degli Stati Uniti in Kenya e Tanzania nel 1998, trasportandolo all’estero per la detenzione. Il Governo libico chiede una spiegazione a Washington. Al-Liby morirà nel 2015, pochi giorni prima l’inizio del suo processo a New York, ed il suo corpo verrà rimpatriato per i funerali.
Il Primo Ministro Ali Zeidan viene brevemente rapito a Tripoli da un gruppo di miliziani armati, azione che porta gli Stati Uniti e l’Unione Europea ad esprimere preoccupazione per lo stato dell’ordine pubblico libico.

2013 In novembre nove persone vengono uccise a Bengazi durante gli scontri tra l’esercito e gli islamisti armati di Ansar al-Sharia.

2013 In dicembre la Libia sperimenta quello che viene definito il suo primo attacco suicida esplosivo nella città di Bengazi.

2014 In gennaio il vice Ministro dell’Industria Hassan al-Droui viene ucciso durante la una visita nella città di Sirte. L’accaduto sancisce il primo assassinio di un membro del Governo di transizione dopo la caduta del Colonnello Gheddafi.

2014 In febbraio a seguito del rifiuto del Congresso Nazionale di sciogliersi dopo il termine del mandato scoppiano delle proteste.

2014 In marzo dozzine di protestanti armati attaccano l’edificio del Parlamento mentre era in corso una sessione. Due membri del Parlamento vengono feriti e si decide di spostare la sede in un albergo a cinque stelle nella capitale Tripoli.
Il Ministro della Difesa libico autorizza le forze militari ad usare la forza contro una nave cargo nord coreana trasportante petrolio venduto dalle forze ribelli. I ribelli in agosto avevano catturato i tre principali porti libici con l’intento di richiedere una maggiore suddivisione delle rendite provenienti dal petrolio ed una maggiore autonomia.

2014 In aprile la milizia di guardia alle strutture petrolifere aumenta la chiusura di due terminali petroliferi.

2014 In maggio il rinnegato Generale Khalifa Haftar dell’Esercito Nazionale Libico (ENL) lancia un assalto militare compreso di attacchi aerei contro i gruppi islamisti di Bengazi e cerca di conquistare il Parlamento, accusando il Primo Ministro Maiteg di essere in balia dei gruppi islamisti.

2014 In giugno il Primo Ministro Maiteg rassegna le dimissioni dopo che la Corte Suprema ha giudicato il suo incarico illegale. Il nuovo Parlamento scelto dalle elezioni è conseguenza di una bassa affluenza al voto a causa dei pericoli per la sicurezza e dei boicottaggi. Gli islamisti soffrono una pesante sconfitta. Scoppia la lotta tra le forze fedeli al Consiglio Nazionale uscente e quelle del nuovo Parlamento.

2014 In luglio la situazione degenera costringendo la chiusura delle ambasciate e l’evacuazione dei cittadini stranieri. L’Aeroporto Internazionale di Tripoli viene in grande pare danneggiato e distrutto dagli scontri armati. Ansar al-Sharia prende il controllo della maggior parte di Benghazi.

2014 In ottobre il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon visita la Libia per continuare il dialogo con il nuovo Parlamento e Governo di base a Tobruk e con le milizie islamiste in possesso di Tripoli. Un report delle Nazioni Unite parla di 100 mila profughi generati dagli scontri armati.

2014 In dicembre dopo aver riconquistato la maggior parte di Bengazi nel mese di ottobre, le forze armate si avvicinano a Derna.

2015 In gennaio l’esercito libico e l’alleanza delle milizie di base a Tripoli dichiarano un parziale cessate il fuoco sponsorizzato dai colloqui delle Nazioni Unite tenuti a Ginevra.
I militanti islamisti uccidono nove persone in un attacco all’Hotel Corinthia nella città di Tripoli.

2015 In febbraio aerei dell’aviazione egiziana bombardano obiettivi afferenti allo Stato Islamico nei pressi di Derna il giorno dopo la pubblicazione del video che mostra la decapitazione di 21 egiziani cristiani copti da parte degli uomini del Califfato. L’offensiva dell’esercito libico per riprendere Derna nel mese di marzo fallisce e lo Stato Islamico riesce a stabilire il controllo sopra la città ed il porto di Sirte a metà strada tra Tripoli e Bengazi.

2015 Le Nazioni Unite pianificano dei colloqui in Marocco per i fondatori del governo di unità nazionale tra le amministrazioni di Tobruk e quella di Tripoli. I bombardamenti aerei statunitensi portano all’uccisione di Mokhtar Belmokhtar, ex comandante di al-Qaeda e leader del gruppo al-Murabitoun, nella Libia orientale.

2015 In luglio la corte di Tripoli condanna a morte il figlio di Gheddafi Saif al-Islam ed altri otto ex ufficiali accusati di crimini commessi durante rivoluzione scoppiata nel 2011.

2016 In gennaio le Nazioni Unite annunciano un nuovo governo ad interim di base in Tunisia, ma né il parlamento di Tobruk né quello di Tripoli accettano di riconoscerne le autorità.
Lo Stato Islamico attacca il terminale petrolifero di Ras Lanuf minacciando di muovere verso Brega e Tobruk.


AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.