Regione Lazio ed Azerbaigian: due realtà a confronto

Si è tenuto nella giornata di ieri 7 luglio 2015 alle ore 16.30 presso la sede dell’Istituto del Commercio Italo – Azerbaigiano (ITAZERCOM) in Roma, Via Flaminia 141, il I° Forum Internazionale “Regione Lazio – Azerbaigian: due realtà a confronto” alla presenza di S.E. l’Ambasciatore Vaqif Sadiqov e dei rappresentanti istituzionali azerbaigiani, occasione di riflessione sull’importanza delle relazioni internazionali e commerciali italo – azerbaigiane e sulle possibilità di investimento offerte da un mercato in netta espansione come quello azerbaigiano favorito da una posizione geografica di rilievo che funge da ponte tra l’Europa e l’Asia.

In occasione del 3° Anniversario dalla nascita di ITAZERCOM, è stato organizzato nella giornata di ieri un evento dedicato al Progetto di Diplomazia Economica Regione Lazio – Azerbaigian e realizzato in collaborazione con Confartigianato Imprese Roma, Regione Lazio e Lazio Innova.

Hanno preso parte e sono intervenuti il Dott. Adil Gurbanov della ASK Confederazione delle Associazioni degli Imprenditori dell’Azerbaigian, il Prof. Guido Fabiani, Assessore allo Sviluppo Economico ed Attività Produttive Regione Lazio, l’Ing. Massimo D’Aiuto, A.D. SIMEST e il Dr. Mauro Mannocchi, Presidente Confartigianato Imprese Roma.

L’incontro è stata un’occasione importante per porre in luce il crescente ruolo economico-commerciale che sta rivestendo l’Azerbaigian per l’Italia e per l’Europa in generale e le possibilità di interazione con le imprese azerbaigiane.

Breve profilo economico dell’Azerbaigian

Analizzando l’Azerbaigian dal punto di vista economico si deve sottolineare come a partire dall’indipendenza, ottenuta nel 1991 dopo la caduta dell’Unione Sovietica, il paese caucasico ha prima affrontato un periodo di crisi, aggravato dal conflitto del Nagorno – Karabakh con la vicina Armenia, per poi dare vita ad un processo di modernizzazione e sviluppo favorito dallo sfruttamento delle risorse energetiche nazionali, ed in special modo dal Contratto del Secolo (intesa tra 11 multinazionali petrolifere, capeggiate dalla britannica BP, e il Governo di Baku per lo sfruttamento dei giacimenti di Azeri, Chirag e Gunashli).

Un progetto di crescita nazionale forte ed organizzato sul lungo periodo, lo sfruttamento delle risorse energetiche, la creazione della State Oil Company of Azerbaijan Republic (SOCAR) e dello State Oil Fund of Azerbaijan (SOFAZ) per l’amministrazione dei proventi dell’esportazione e vendita del petrolio, sono stati alcuni dei fattori che hanno permesso allo Stato azerbaigiano di superare le difficili condizioni iniziali e conseguire un significativo progresso nel portare il paese verso relazioni di mercato garantendo la creazione di un sistema economico integrato e attento al welfare, un’economia nazionale indipendente basata sul mercato libero e sulla capacità di crescita in grado di attrarre investimenti stranieri e supportare progetti di realizzazione di impianti industriali ed infrastrutture moderne.

La stabilità politica, garantita dalla terza rielezione del Presidente Ilham Aliyev, seppur criticato dai media occidentali per la tipologia di governo adottata, ha permesso al paese di perseguire un programma di sviluppo duraturo nel tempo il quale, dopo lo sfruttamento delle risorse energetiche, attualmente mira alla diversificazione dell’economia e all’incremento dell’incidenza delle attività non petrolifere nel Prodotto Interno Lordo (PIL) nazionale.

Nel 2015 la caduta dei prezzi del petrolio ha influito sull’economia azerbaigiana che ha registrato una svalutazione della moneta nazionale (il manat) permettendo al Governo di Baku però di continuare a sostenere i progetti finanziari e sociali attraverso i finanziamenti statali.

A fronte di quanto avvenuto recentemente, le stime per il periodo 2015 – 2016 parlano di una crescita economica al disotto degli standard a doppia cifra registrati negli anni precedenti del boom economico 2002 – 2008 a cui si dovranno unire l’aumento delle spese del Governo a causa della diminuzione delle rendite petrolifere ed un processo di diversificazione che, seppur notevolmente promosso dalle autorità di Baku e dallo stesso Presidente Aliyev, sta registrando una lieve lentezza.

Comunque, a bilanciare questi aspetti “negativi” dell’economia azerbaigiana, intervengono le importanti riserve finanziarie statali, il livello di debito pubblico basso ed il ruolo di primaria importanza che l’Azerbaigian sta giocando e continuerà a giocare nello scacchiere energetico internazionale e nella politica di Sicurezza Energetica avviata da Bruxelles.

Dal punto di vista del clima economico – commerciale è possibile affermare che l’Azerbaigian negli anni ha migliorato il proprio ranking nella classifica Doing Business della World Bank passando dalla posizione 88 nel 2014 alla 80 nel 2015. Secondo le analisi effettuate invece dalla The Economist Intelligence Unit, a livello regionale il paese mantiene la seconda posizione grazie anche alle riforme legislative volte a favorire la diversificazione, seppur lentamente rispetto ai tempi previsti, e alle leggi sulla protezione e tutela degli investimenti stranieri.


AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.