Balcani meridionali: migliorare le infrastrutture dei trasporti per facilitare lo sviluppo economico

Una rete stradale e ferroviaria in grado di favorire i commerci ed i collegamenti con gli stati esteri è l’obiettivo che stanno perseguendo la Serbia, l’Albania ed il Kosovo con il fine ultimo di promuovere la crescita economica nazionale attraverso l’attrazione di investimenti esteri.

I governi di Belgrado e Tirana hanno previsto di sottoporre all’Unione Europea, nel mese di maggio, un ambizioso progetto per la costruzione e l’ammodernamento di diversi tratti della rete stradale e ferroviaria, i quali interconnetteranno Serbia, Kosovo, Albania e Montenegro; l’obbiettivo è quello di ottenere l’approvazione del piano da parte di Bruxelles e quindi uno stanziamento di fondi per la sua realizzazione, la quale richiederà finanziamenti per circa 2 miliardi di euro.

Una delle opere in questione è una strada che consenta alla Serbia di avere diretto accesso ai porti albanesi sul mar Mediterraneo: questa partirà da Nissa, città meridionale serba, e si connetterà con l’autostrada Albania-Kosovo, terminata nel 2013, la quale collega la città costiera albanese di Lezhë con la capitale kosovara Pristina.
In questo modo Belgrado potrà disporre per i suoi commerci di un più rapido collegamento con i paesi dell’Europa meridionale e, contemporaneamente, consentirà all’Albania di divenire un punto di transito ed appoggio per i traffici sia serbi sia delle regioni centrali della penisola balcanica, le quali in parte soffrono di una carenza di infrastrutture che possano collegarle ai mercati europei.

Questo progetto non riguarda però solo la rete stradale: anche quella ferroviaria già esistente verrà infatti rinnovata, potenziata ed adattata a degli standard che possano soddisfare le esigenze attuali, necessarie per rendere i due paesi appetibili per investimenti esteri ma anche, essendo Belgrado e Tirana due candidati all’ingresso nell’Ue, per soddisfare i parametri imposti da Bruxelles, la quale richiede ulteriori sforzi dai due governi per migliorare la qualità delle infrastrutture nel settore della viabilità e dei trasporti.

Ad essere coinvolta nel progetto sarà anche la ferrovia Belgrado-Bar la quale, con i suoi 467 km, collega la capitale serba con la città portuale montenegrina di Bar; la sua realizzazione risale ai tempi della Jugoslavia, i lavori sono infatti cominciati nel 1952 e, 24 anni dopo, nel 1976, è stata finalmente ultimata. Il tempo ed i mancati lavori di manutenzione hanno però causato il degrado della linea la quale, oltre che lenta da percorrere, è diventata anche poco sicura; nel biennio ’98-’99, a causa della sua importanza strategica, è stata inoltre bersaglio dei bombardamenti degli aerei NATO e, benché questi danni siano stati in seguito riparati, il suo ammodernamento e, in certi tratti, la sua ricostruzione ex novo, sono condizioni imprescindibili per rendere la Belgrado-Bar un’infrastruttura che possa essere ancora utile allo sviluppo della regione.

Il fatto che un progetto che coinvolge quattro paesi diversi, e che soprattutto unisce in un’unica squadra Serbia con Kosovo ed Albania, in un’area dove, dopo anni di guerre, i rapporti sono sempre stati tesi, rappresenta un grande passo avanti verso una difficile normalizzazione delle relazioni tra le diverse entità che occupano una delle regioni più calde dei Balcani.


AUTORE

Giacomo Dolzani. Analista e giornalista di base a Trento, attualmente studente presso la Facoltà di Ingegneria, Giacomo Dolzani  contribuisce con la propria attività di monitoraggio delle fonti nella scrittura di articoli e notizie per la testata giornalistica Notizie Geopolitiche fin dalla sua fondazione e attraverso il suo blog personale.