In crescita le economie africane nel 2015

Il World Economic Situation and Prospect 2015 (WESP) ha evidenziato come l’economia mondiale nel 2015 sarà caratterizzata da un marginale miglioramento; se le economie europee e del Giappone saranno per l’anno corrente ancora fragili, l’Asia sarà guidata da un trend stabile e positivo, le economie dell’Africa registreranno invece una “forte crescita” grazie in special modo agli investimenti esteri. Il continente africano grazie alle risorse naturali ed energetiche ed al processo di sviluppo economico avviato da alcuni paesi è salito alla ribalta mondiale per capacità di attrazione degli investimenti.

Secondo il World Economic Situation and Prospect 2015 (WESP), rapporto mondiale sulla situazione e le prospettive economiche del 2015, il PIL dell’Africa dovrebbe registrare un rapido incremento passando dal 3,5% del 2014 al 4,6% del 2015 fino ad un ipotizzabile 4,9% del 2016. Le stime del WESP inducono quindi a pensare che il continente africano sarà investito da una forte crescita grazie agli investimenti privati e all’aumento dei consumi divenuti negli ultimi anni i motori della crescita del PIL continentale.

Adam Elhiraika, Direttore della divisione politica macroeconomica dell’interno della United Nations Economic Commission for Africa (UNECA), ha presentato il rapporto ad Addis Adeba, capitale dell’Etiopia, lo scorso gennaio ed ha voluto sottolineare come l’aumento della classe media, l’ambiente economico migliorato ed il calo dei costi nel fare business sono i fattori che hanno contribuito principalmente alla crescita economica in Africa.

Se si paragone l’economia mondiale, in leggera espansione e con un marginale miglioramento rispetto al passato, con quella del continente africano è possibile evidenziare un ritmo maggiore di quest’ultima; il tasso di crescita del prodotto mondiale lordo, infatti, sarà del 3,1% nel 2015 e del 3,3% nel 2016, dati superiori al 2,6% del 2014 ma inferiori di quelli registrati in Africa.

Analizzando nello specifico la situazione dell’Africa, seppur le stime parlano di una “crescita robusta”, il continente non è esente da rischi di battute di arresto rappresentati secondi gli esperti della UNECA dal calo dei prezzi del petrolio, delle materie prime, dall’epidemia dell’Ebola in Africa occidentale, da una nuova ondata di debolezza sui mercati in via di sviluppo, dalla continua instabilità politica in alcune aree e dalla possibilità di shock legati ad eventi climatici estremi.

Delle cinque regioni l’Africa orientale è quella che potrebbe registrare la crescita più rapida raggiungendo il 6,8% nel 2015 ed il 6,6% nel 2016. Kenya ed Uganda sono stati identificati come i paesi guida di questa crescita con il Kenya pronto a beneficiare della rapida espansione dei servizi bancari e delle telecomunicazioni e degli investimenti nelle infrastrutture, in particolare in quelle del trasporto ferroviario, mentre l’Uganda sarà supportato dall’aumento dell’attività nei settori delle costruzioni, servizi finanziari, trasporti e telecomunicazioni.

L’Africa settentrionale e meridionale registreranno invece una crescita del 3,9% e 3,6% nel 2015 rispettivamente, dati superiori all’1,6% e al 2,9% del 2014. Per quel che concerne l’Africa settentrionale i prospetti di crescita sono condizionati dall’incremento della stabilità politica in Egitto e Tunisia, mentre per l’Africa meridionale, sebbene Angola, Mozambico e Zambia continueranno la loro rapida crescita economica, il 2015 sarà guidato dagli investimenti nel settore differente da quelli dell’estrazione dei diamanti in Botswana, dal recupero dei consumi privati in Sud Africa, e dall’incremento degli investimenti nel settore minerario e nelle esplorazioni di gas naturale in Mozambico.

Le regioni dell’Africa centrale e occidentale registreranno nel 2015 una moderata crescita del 4,7% e del 6,2% rispetto il 4,3% ed il 5,9% del 2014 anche se dovranno affrontare le sfide importanti legate all’instabilità politica ed al terrorismo in paesi come il Mali e la Nigeria. Per quel che riguarda l’Africa occidentale l’ebola e la minaccia terroristica in Nigeria rappresentano il maggior rischio di instabilità.