Il trend positivo del settore High Tech israeliano

Lo Stato di Israele è spesso posto al centro dell’attenzione mediatica per quel che riguarda la situazione della sicurezza e stabilità del Medio Oriente, in special modo per i complessi rapporti con Palestina, Repubblica Islamica dell’Iran ed in generale con gli stati arabi della regione. Quello che viene spesso omesso dai media internazionali è invece il trend positivo ed innovativo a livello economico ed imprenditoriale che Israele registra; analizzando i dati è possibile sottolineare il livello di progresso ed avanzamento dell’economia israeliana basata sul mercato tecnologico e farmaceutico, dato che viene giustificato dalle esportazioni principali rappresentate da prodotti farmaceutici, prodotti tecnologici avanzati e da diamanti tagliati. 

Secondo il rapporto stilato da Israel Venture Capital (IVC), in collaborazione con KPMG, società di consulenza specializzata in servizi professionali, le imprese High Tech dello Stato di Israele hanno totalizzato la cifra record di 3 miliardi di euro (3,4 miliardi dollari) nel 2014 provenienti da fondi di venture capital e altri investitori privati.

Nel 2014 ben 688 imprese hanno raccolto fondi privati raggiungendo un incremento del 46% rispetto ai 2 miliardi di euro (2,3 miliardi di dollari) del 2013; il trend positivo ha registrato una significativa performance nell’ultimo trimestre dello scorso anno grazie ad un totale di 980 milioni di euro (1,1 miliardi di dollari) di investimenti diretti alle imprese High-Tech per un incremento totale del 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2013.  Un dato notevole dovuto, come sostenuto da Koby Simana, Amministratore Delegato del Centro di Ricerca di Israele Venture Capital , dal continuo aumento del numero delle transazioni e nettamente superiore se si rapporta ai 420 milioni di euro (470 milioni di dollari) di media trimestrale registrati negli ultimi dieci anni .

Prendendo sempre in esame il quarto trimestre è possibile vedere come questo abbia registrato una preponderanza delle compagnie specializzate nel mondo di Internet e del World Wide Web con un totale di investimenti pari a 283,56 milioni di euro (320 milioni di dollari), il 29% in più rispetto all’anno precedente

Ofer Sela, partner in KPMG Somekh Chaikin’s Technology Group, ha commentato i dati del report dichiarando che durante il 2014 circa 39 compagnie israeliane hanno superato i 17.72 milioni di euro (20 milioni di dollari) per quel che riguarda i finanziamenti posizionandosi tra le compagnie abili a continuare la loro espansione nel mercato. Gli specialisti del settore credono che il livello elevato delle compagnie di base in Israele nel settore High Tech è tale da prevedere per il 2015 un’attrazione di investitori private equity* con conseguente aumento delle entrate.

Il trend positivo del settore High Tech israeliano è dimostrato anche dall’umento di exit nel 2014: un report stilato sempre da IVC in collaborazione con la compagnia Meitar Liquornik Geva Leshem Tal agli inizi di questo anno ha evidenziato un incremento degli exit** (totale annuo 99) del 5% raggiungendo un ammontare complessivo di 6,15 miliardi di euro (6,94 miliardi di dollari) nel 2014, dato superiore ai 5,84 miliardi di euro (6.59 miliardi di dollari) del 2013 (dovuti a 90 exit). I dati riportati nel grafico sottostante sottolineano quindi un successo per le startup ed i progetti imprenditoriali dello Stato di Israele nel settore e la loro capacità di attirare gli interessi di investitori stranieri.

*Private equity: termine che indica l’attività finanziaria con la quale un investitore istituzionale rileva quote di una società definita target tramite l’acquisto di azioni esistenti da terzi oppure sottoscrivendo azioni di nuova emissione favorendo l’ingresso di capitali nella compagnia target. Nel caso in cui le compagnie target, seppur quotate intendono abbandonare la borsa, si parla di public private equity.

**Exit: con questo termine si intende la vendita di una propria azienda o idea imprenditoriale. Se un imprenditore riesce a vendere (quindi ha un exit) durante la sua fase di lancio del progetto o della impresa dimostra abilità imprenditoriali e spirito di successo ed in questo modo si andrà a creare la fiducia tra i venture capitalist e gli operatori del settore qualora volesse lanciare un nuovo progetto o idea imprenditoriale.


AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.