Le Zone Economiche Speciali e le città industriali in Qatar

Le Zone Economiche Speciali (o SEZs dal termine inglese Special Economic Zones) presenti al mondo, secondo i dati della World Bank, sono più di 3500, permettono l’impiego di più di 66 milioni di persone e rappresentano un valore commerciale ed economico pari a 400 miliardi di dollari. Diffuse in tutto il globo, attualmente possono essere considerate uno dei progetti economici chiave dei paesi del Golfo, ed il loro ruolo principale è quello di creare crescita, business ed opportunità di lavoro per le compagnie ed i lavoratori locali.

Con una crescita del volume di commercio del Golfo alla fine del 2014 pari a circa 97 miliardi di dollari, le SEZs rappresentano una delle formule maggiormente diffuse nell’area capace di attirare l’interesse degli investitori stranieri alla ricerca di nuovi mercati e di un sistema fiscale agevolato.

Recentemente il  Qatar ha lanciato la Zona Economica Speciale di Ras Bufontos, area di 4.1 chilometri quadrati vicina al nuovo Hamar International Airport e specializzata per le compagnie dei settori tecnologia, energia, costruzione, infotech e trasporti. Tale SEZ rientra all’interno di un progetto maggiore che prevede la realizzazione di altre due aree  entro il 2019: la Um Alhoul Special Economic Zone (area di 33.52 chilometri quadrati) destinata a divenire un centro per l’industria manifatturiera congiunto al progetto New Port a sud di Al Wakrah, e la SEZ di Al Karaana, situata a metà strada tra Doha e Abu Samra, il cui obiettivo sarà quello di interessare le compagnie specializzate nei materiali da costruzione, nei macchinari, nella sicurezza, nella manutenzione e nelle attività di logistica e stoccaggio.

Il progetto di queste tre nuove SEZs è stato ideato per poter migliorare il settore privato ed aiutare la piccola e media impresa ad espandersi all’interno del paese con l’ottica, secondo la volontà espressa dal Governo, di diversificare l’economia dall’essere fortemente legata al gas naturale, di accellerare ulteriormente la crescita economica e di attrarre maggiori capitali ed investimenti esteri diretti (FDIs).

Andando ad effettuare una breve rassegna delle SEZ o delle aree con vantaggi dal punto di vista fiscale e benefici per gli imprenditori stranieri si deve porre l’attenzione sul Qatar Science and Technology Park (QSTP), area di 45 chilometri quadri  inaugurata nel 2009 e focalizzata sul settore energetico, ambientale, dell’informazione, della comunicazione tencologica e della scienza della salute. Attualmente nella zona sono presenti più di 40 locatari, tra cui figurano le compagnie internazionali Microsoft, General Electric, Rolls Royce, Cisco, Shell e Siemens, attratte da notevoli benefits come il regime delle tasse agevolato, la garanzia del possesso al 100% della proprietà, la possibilità di assumere impiegati espatriati, l’assenza di dazi doganali per le importazioni di merci e macchinari e, aspetto molto importante, un sistema di rimpatrio dei capitali e dei profitti non ristretto. Recentemente è stata annunciata la seconda fase di sviluppo del QSTP il quale, dopo aver attratto le grandi compagnie internazionali, ha come obiettivo attuale quello di conglobare ed accellerare lo sviluppo della piccola e media impresa.

Una attenzione particolare deve essere data al Qatar Financial Centre (QFC), centro finanziario e commerciale situato nella città di Doha stabilito nel marzo 2005 il quale, pur non essendo nella realtà una SEZ,  offre alcuni dei vantaggi delle zone economiche speciali ed inoltre permette alle imprese di investimento, assicurazione,  consulenza, servizi legali, finanziari, bancari di registrarsi con un sistema facilitato di ingresso nel mercato industriale nazionale. Il QFC fornisce infatti alle istituzioni e compagnie finanziarie una piattaforma di servizi di scala mondiale che fanno perno sull’economia nazionale sviluppata grazie alle risorse degli idrocarburi; creato con una prospettiva di lungo termine per supportare lo sviluppo nazionale, il mercato locale e regionale, e rafforzare i legami tra le economie basate sugli idrocarburi ed i mercati globali finanziari. Inoltre questo centro finanziario permette di poter operare con ogni tipo di moneta,  assicura il 100% del possesso della proprietà, garantisce il 10% delle imposte sulle società per quel che riguarda i profitti, un accordo di doppia tassazione con più di 35 paesi e nessun limite per il rimpatrio dei profitti.

L’interesse mondiale verso il QFC e la sua importanza a livello regionale sono giustificati dai numeri che evidenziamo come alla fine del 2013 ben 181 compagnie hanno chiesto il rilascio della licenza di operare all’interno del centro fin dall’inizio della loro attività andandosi ad aggiungere alle 144 aziende che già operano e sono attive nell’area producendo un ammontare pari a 12.6 miliardi di dollari di capitale.

Il Qatar presenta inoltre diverse città industriali che operano come un singolo hub dove le risorse sono concentrate e messe a disposizione per aiutare ad integrare le industrie; spesso il Governo è il titolare di tali compagnie oppure è il partner di maggioranza delle joint venture che costituiscono la base commerciale di queste città. Tra le più importanti è possibile citare:

  • Dukhan Petroleum City: situata ad 84 chilometri da Doha sulla costa occidentale, Dukhan fu il primo sito dove venne costruito un impianto di produzione petrolifera nel 1949. La scoperta di significative quantità di gas naturale nella riserva di Khuff nel 1958 portarono alla costruzione di due delle maggiori centrali le quali furono successivamente integrate alla città industriale. Dopo la nazionalizzazione degli idrocarburi, la compagnia petrolifera statale Qatar Petroleum divenne l’operatore in loco.
    La città industriale di Dukhan ospita quindi strutture di produzione per i tre principali giacimenti petroliferi del paese e per le riserve di gas di Khuff, una centrale elettrica, un impianto per la desalinazione, un centro medico e circa 1900 unità abitative.
  • Ras Laffan Industrial City: stabilita nel 1996 come parte di un piano di sviluppo della riserva di gas North Field, tale area fu gestita e diretta dalla compagnia Qatar Petroleum grazie all’aiuto del Governo di Doha il quale, per favorire lo sviluppo del giacimento e la crescita economica della città, aveva avviato una strategia di cooperazione con partner internazionali privati. La città attualmente è la “casa” della compagnia Qatargas, una holding che comprende attraverso una serie di joint venture la statunitense ExxonMobil, la francese Total, l’anglo-olandese Shell e la giapponese Mitsui. Ulteriori compagnie che operano nell’area sono la Rasgas, una joint venture tra la Qatar Petroleum e l’ExxonMobil, e la North Field Alpha, compagnia guidata dalla Qatar Petroleum che rifornisce il mercato nazionale.
    Ras Laffan ospita inoltre la struttura gas-to-liquids (GTL) più grande al mondo, un impianto petrolchimico ed un complesso di produzione di polisilicone costruito dalla compagnia statale Qatar Solar Technologies.
    Piccoli investitori nella città industriale operano a Ras Laffan Support Services Area, settore in cui più di 6 mila ettari sono concessi per un periodo di 15 anni
  • Mesaieed Industrial City: guidata da una sussidiaria della Qatar Petroleum ed innaugurata nel 2004, tale città è la sede di diverse compagnie come Qatar Fertiliser Company (Qafco) ,Qatar Petrochemical Company (Qapco),  Qatar Steel Company, Qatar Vinyl Company, Qatar Chemical Company (Q-Chem) e Qatalum Aluminium Smelter, ognuna di esse possedute dallo Stato oppure formate grazie alla formula della joint venture con privati. La città incoraggia gli investimenti attraverso una offerta di incentivi, tra cui spiccano l’assenza di tasse sulla esportazione e l’assenza dell’imposta sulla società.
  • Doha Industrial Area: originariamente soltanto un piccolo appezzamento di terra ideato per quelle imprese che necessitavano di uno spazio per i magazzini e la produzione manifatturiera leggera, attualmente è un elemento chiave del progetto del Governo di aumentare il numero delle piccole e medie imprese ed è direttamente connessa con i gasdotti principali del Qatar. Dal 2001 l’area sta subendo una espansione grazie al Ministero dell’Energia e dell’Industria: la prima fase è stata completata nel 2005 e la seconda fase, in esecuzione, comprende la realizzazione di strade ed infrastrutture logistiche.
    Le imprese straniere possono affittare la terra per un prezzo pari a 1.37 dollari al metro quadro.

AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.

Abu Bakr Thawabe. Businessman ed analista di base in Kuwait laureato in Studi Orientali, consulente per la HI Tech International di Kuwait City.