Introduzione alla regione del Caucaso: storia e geografia

Conosciuta a livello internazionale dopo la caduta dell’Unione Sovietica avvenuta nel 1991, la regione del Caucaso rappresenta il “ponte” naturale tra l’Europa e l’Asia e si caratterizza come un’area di primaria importanza dal punto di vista strategico, economico e socio-culturale. Affacciata sul Mar Nero e sul Mar Caspio, via di attraversamento che permette l’accesso verso il mercato europeo oppure asiatico, il Caucaso negli ultimi 25 anni ha visto la nascita di entità statali autonome ed indipendenti la cui storia è stata spesso segnata da conflitti interni o con gli stati vicini. 

Se si pensa alla regione Euroasiatica, area comprendente il continente europeo e quello asiatico, e si pone maggior risalto ed attenzione alla sua dimensione geografica e alla sua visione geopolitica (in opposizione alla visione “Euroasianista” della regione sviluppatasi durante il regime sovietico) possiamo definire il Caucaso, conosciuto anche con il nome Caucasia, come la regione geopolitica che si trova al confine tra l’Europa e l’Asia e tra il Mar Nero ed il Mar Caspio che include non solo l’Armenia, l’Azerbaijan, la Georgia e la Russia caucasica del nord, ma anche le aree turche del nord-est (le colline di Agri, Ardahan, Artvin, Van, Igdyr e Kars) e le aree del nord-ovest iraniano (Ardabil, Gilyan, Zanjan, Qazvin, Hamadan e l’Azerbaijan occidentale). Questa divisione riflette l’ideale che ogni regione è stata popolata da popolazioni caucasiche da tempi immemorabili.

Seguendo questo concezione la regione può essere suddivisa in due parti:

  1. Il Caucaso meridionale, chiamato anche Transcaucasia, formato da tre stati indipendenti, Azerbaijan, Armenia e Georgia, a cui si possono aggiungere le entità statali Nagorno-Karabakh, Abkhazia, Adjara, Ossezia del Sud, dalle colline turche confinanti con queste zone e dell’area iranica in cui spicca l’Autonoma Repubblica di Nakhchivan
  2. Il Caucaso del Nord costituito dalle unità autonome russe, conosciuto anche con il nome di Ciscaucasia, composto da Cecenia, Dagestan, Inguscezia, Adigea, Kabardino-Balkaria, Karachay-Cherkessia, Ossezia del Nord, Krasnodar Krai, Stavropol Krai

Di tale area si può notare come i primi insediamenti risalgono al IV-III millennio a.C, dimostrandone quindi un retaggio storico antico caratterizzato poi dall’incontro con le principali civilità della storia come greci, romani, persiani, arabi, turchi, mongoli e russi ( Russia zarista e poi sovietica); una regione variegata quella caucasica che oltre a presentare una grande differenzazione etno-linguisitca è caratterizzata dalla varietà religiosa che unisce cristiani (cattolici, protestanti, ortodossi, armeni, georgiani) a musulmani (sunniti e sciiti) a buddisti, ebrei ed appartenenti a religioni minori collegati da usanze e tradizioni riportabili alle credenze primitive e allo zoroastrismo.

Geografia 

Per quanto riguarda la morfologia del territorio nel Caucaso del Nord sono presenti le montagne maggiori, tra cui spicca la catena montuosa del Grande Caucaso, identificato come la linea divisoria naturale tra l’Europa e l’Asia, che tra le sue vette può annoverare il Monte Elbru s(5,642 m), la montagna più alta in Europa, a differenza invece della zona meridionale caratterizzata da un paesaggio montano con cime inferiori e dalla pianura azera.
Il clima varia secondo l’altitudine e la latitudine e le temperature generalmente sono inferiori e diminuiscono alle altezze più elevate: il Grande Caucaso forma una barriera tra le temperature delle latitudini medie e le zone subtropicali e quindi impedisce il movimento di masse di aria fredde che dal sud possono giungere in Ciscaucasia.

Il Caucaso presenta diversi paesaggi ecologici che includono aree semidesertiche, territori paludosi, steppa, foreste (che coprono circa il 20% della regione), territori con vegetazione bassa, ed è caratterizzato da una notevole diversità biologica.

Comprendere la natura del territorio ed il rapporto che questo ha con la popolazione locale, il modo in cui ha influito direttamente sugli stili di vita e sulle tradizioni, è importante se si pensa che esistono ancora oggi aree che per l’asprezza delle montagne risultano difficili se non quasi impossibili da essere raggiunte (in special modo nel Caucaso del Nord in generale e nel Dagestan in particolare) e quindi poco inclini ad essere controllate da parte delle autorità locali e russe.

L’area è ricca di risorse naturali sia minerali (oro, cromo,rame, ferro, mercurio, manganese, alunite, tungsteno, uranio, zinco, piombo, molibdeno) che energetiche (petrolio, gas naturale, carbone) capaci di attirare l’interesse e gli investimenti delle compagnie internazionali e dei paesi stranieri motivati da una politica degli stati caucasici fondata proprio sulla promozione delle proprie risorse. Risorse che rappresentano anche motivo di contesa locale e nazionale a cui si possono aggiungere i problemi di natura etnica e religiosa che permettono di definire la regione caucasica come una delle aree mondiale maggiormente colpite da conflitti e da violenza interna.

I casi esemplari sono la controversia nata tra la Repubblica di Cecenia e la Federazione Russa animata sia da motivi di natura etnico-religiosa tra le forze militanti illegali e le forze di sicurezza della Federazione Russa sia per la contesa del petrolio che spesso ha visto contrapporsi Grozny a Mosca su chi dovesse direttamente beneficiare della sua estrazione e della sua vendita alle compagnie leader nel settore energetico. Tale conflitto ha evidenziato la volontà della Russia di continuare ad esercitare la propria influenza sulla regione ed in special modo sulla vita politica ed economica del Caucaso del Nord con risvolti importanti anche per l’area meridionale.

Ulteriore esempio è il conflitto scoppiato agli inizi degli anni ’90 tra l’Armenia e l’Azerbaijan, stati confinati, scaturito invece principalmente da motivazione di natura territoriale per quanto riguarda la sovranità del Nagorno-Karabakh anche se tali ragioni, secondo gli esperti, celano la volontà dei due Stati di avere un accesso diretto alle risorse idriche del territorio conteso; un conflitto che attualmente continua ad esercitare la propria influenza sulle relazioni internazionali dei due paesi, sulla loro politica interna e sullo sviluppo dell’economia.

Le motivazioni etniche e religiose sono alla base di molti conflitti e scontri che interessano la regione caucasica caratterizzata da circa 50 gruppi etnici differenti suddivisibili su una base linguistica:

  1. Etnie che parlano lingue caucasiche. Le lingue caucasiche presentano una grande varietà linguistica e sono parlate da circa 11.2 milioni di persone ed è possibile raggrupparle in tre sotto categorie:
    1. La famiglia linguistica Kartveliana (circa 5.2 milioni di parlanti) che include il georgiano, il mingreliano, la lingua Laz e quella Svan
    2. La famiglia linguista caucasica nord-occidentale, chiamata anche Abkhaz-Adighe, Circassa o Pontica (circa 2.5 milioni di parlanti) include anche la lingua Kabardina
    3. La famiglia linguistica nord-orientale, chiamata anche daghestaniana, nakho-daghestaniana o caspica (circa 3.5 milioni di parlanti), comprendente la lingua cecena, quella avara, inguscia e lezgi.
    4. Etnie parlanti lingue turche, tra cui spicca l’azero con i suoi 8.7 milioni di parlanti. A questo gruppo etnico possiamo aggiungere i Balkari, Karachay, Kumyk, Nogai e Turkmeni per un totale di circa 29 milioni di parlanti
    5. Etnia mongola rappresentata dai Kalmyk abitanti dell’attuale Repubblica di Kalmykia, discendenti degli Oirati, gruppo mongolo occidentale
  2. Etnie indoeuropee che si possono suddividere in:
    1. Gruppo iraniano rappresentato da Curdi, Osseti, Talish e Tat
    2. Gruppo armeno, rappresentato dai 3,2 milioni circa abitanti dell’Armenia a cui si possono aggiungere gli 8 milioni di armeni emigrati durante la diaspora che risiedono nel Nagorno-Karabakh, Georgia e nel Caucaso russo del nord
    3. Gruppo slavo che comprende oltre ai russi i Cosacchi Kuban ed i Cosacchi Terek
    4. Gruppo ellenico formato dai greci che tradizionalmente vivevano nel Ponto i quali parlavano un dialetto greco che differiva dalla lingua greca standard
  3. Etnie parlanti lingue minoritarie suddivise in Assiri (circa 35 mila) i quali vivono in Georgia, Armenia, Azerbaijan e la Russia meridionale ed Ebrei delle Montagne, chiamati anche Juvuro o Juhuro, i quali vivono principalmente in Daghestan ed Azerbaijan.

Storia

La storia del Caucaso incomincia in epoca antichissima ed è intrecciata con la storia delle popolazioni europee, asiatiche e mediorientali che hanno segnato l’evoluzione dell’uomo dall’antichità fino ai giorni nostri: la regione, infatti, era conosciuta nella Ellade e figurava nelle leggende dell’antica Grecia (Prometeo fu incatenato sulle montagne caucasiche e Giasone e gli Argonauti andarono alla ricerca del Vello d’Oro nella Colchide, regione del Caucaso). Nel susseguirsi dei secoli civiltà come quella dei persiani, greci, romani, khazari, arabi, unni, turchi, mongoli e russi hanno invaso il Caucaso e gli hanno conferito la sua composizione etnolinguistica complessa e variegata riuscendo a lasciare traccia della propria presenza all’interno della società caucasica e, allo stesso tempo, enfatizzando maggiormente caratteri distintivi locali.

Furcono gli antichi greci a darci notizie ed informazioni riguardandi i regni d’Armenia, d’Albania,della Colchide e Iberia, entità statali che nel tempo confluirono e furono assimilati negli imperi iranici (Medi, Achemenidi, Parti) fino al 95 d.C quando, sotto il regno d’Armenia del “Re dei Re” Tigrane il Grande, la regione fu unificata da un’unica guida che espanse i propri confini da Oriente ad Occidente passando per la Mesopotamia, la Cappadocia, la Cilicia e la Siria, fino all’Egitto. Tale egemonia cominciò ad eclissare con l’espansione romana, e poi bizantina, fino alla conquista araba della Persia del VII secolo, quando la regione divenne un possedimento del Califfato musulmano e venne creato l’Emirato di Armenia.

Dopo una serie di rivolte ai danni del califfato nacque il Regno d’Armenia, con capitale Ani, ed il Regno di Georgia, entrambi impegnati nel combattere l’espansionismo arabo prima e turco poi. Nel 1204 il Regno di Georgia divenne lo stato cristiano più forte del Vicino Oriente capace di influire sui traffici marittimi e commerciali del Mediterraneo Orientale. Successivamente la regione fu invasa dai Mongoli e dagli Ottomani, i quali, oltre all’annessione della maggior parte dei territori, permisero la formazione di regni locali e di khananati.

Conteso tra Iran, Russia e Impero Ottomano durante il XIX secolo, il Caucaso fu unificato come un’unica entità durante la Guerra Civile Russa con il nome di Repubblica Democratica Federativa Transcaucasica (9 aprile 1918 – 26 maggio 1918) e dopo la conquista sovietica come Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica (12 marzo 1922 – 5 dicembre 1936).

Dopo la caduta dell’URSS la Georgia, l’Azerbaijan e l’Armenia proclamarono la loro indipendenza nel 1991 e cominciarono un processo di ripresa economica indipendente o semi-indipendente da Mosca il quale ha permesso all’area meridionale di sviluppare una sicurezza e stabilità statale maggiore rispetto a quello settentrionale nella quale la coabitazione di popoli ed etnie diverse ha portato a dispute territoriali mai risolte confluite in conflitti.

Il problema etnico, come evidenziato precedentemente, e quello del controllo delle risorse naturali rappresentano le due cause principali di scontro nella regione caucasica che dalla caduta dell’ex URSS ad oggi ha assistito al conflitto del Nagorno-Karabakh (1992-1994) tra Armenia ed Azerbaijan, quello tra l’Ossezia e l’Inguscezia (1992-1993), causa di centinaia di migliaia di rifugiati e di un esodo notevole di persone nella Federazione Russa e nelle zone limitrofe, il Primo e Secondo Conflitto Ceceno (1994-1996 e 1999-2009) che ha visto fronteggiarsi principalmente i militanti islamici e le forze di sicurezza di Mosca ed il conflitto dell’Ossezia del Sud (2008) che ha sancito l’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud grazie al supporto russo contro l’esercito georgiano.


AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi. 

Gennadi Magomedov. Originario di Vladivostok dove ha completato il suo percorso formativo in Economia, analista geopolitico specializzato nel settore Energia e nello studio della regione euroasiatica (in particolare le repubblice ex sovietiche).