Country Risk Uzbekistan

La Repubblica dell’Uzbekistan ottenne la propria indipendenza nel 1991 dopo più di un secolo di dominazione russa, prima come parte dell’Impero degli Zar e dopo come repubblica dell’Unione Sovietica. Posizionata al centro della Grande Via della Seta tra l’Europa e l’Asia, in passato le città uzbeke di Samarcanda e Bukhara conobbero fama e notorietà per la loro architettura e per la loro importanza all’interno dei traffici commerciali. Attualmente l’Uzbekistan rappresenta il paese più popolato della regione dell’Asia Centrale e deve il suo sviluppo alle risorse naturali ed energetiche di cui dispone (tra cui petrolio, gas naturale ed oro) e alla grande produzione di cotone che lo pone tra i maggiori produttori mondiali.

Il presidente Islam Karimov guida il paese fin dalla sua indipendenza e, sebbene la sua presidenza sia stata spesso oggetto di osservazioni e critiche da parte delle organizzazioni internazionali, al giorno d’oggi l’Uzbekistan riveste un ruolo di primaria importanza per la sua posizione strategica all’interno di una delle regioni più interessanti del mondo e per le proprie risorse energetiche le quali hanno dato il via ad una “contesa” tra le potenze occidentali e la Federazione Russa.

Dati paese

Popolazione: 28.929.716 abitanti (luglio 2014)

Capitale: Tashkent

Area: 447,400 chilometri quadrati

Lingue principali: uzbeko (lingua ufficiale) 74.3%, russo 14.2%, tagiko 4.4%, altro 7.1%

Gruppi etnici: uzbeki 80%, russi 5.5%, tagiki 5%, kazaki 3%, karakalpak 2.5%, tatari 1.5%, altri 2.5%

Religione principale: Islam 88% (maggioranza sunnita), Chiesa Ortodossa orientale 9%, altro 3%

Aspettativa di vita: uomini 66 anni, donne 72 anni (dato ONU)

PIL: 55.18 miliardi di dollari (2013)

Crescita PIL: 7% (2013)

GDP procapite: 3.800 dollari (2013)

Tasso disoccupazione: 4.9% (2013)

Tasso di inflazione: 10.1% (2013)

Unità monetaria: 1 Som = 100 Tiyins

Esportazioni: 14.91 miliardi di dollari

Principali partner esportazioni: Cina 21.2%, Kazakhstan 15.9%, Turchia 15.8%, Russia 14.7%, Bangladesh 9.5%, Kyrgyzstan 4%

Esportazioni principali: cotone, oro, gas naturale, fertilizzanti minerali, metalli ferrosi, prodotti tessili, motori veicoli

Importazioni: 12.64 miliardi di dollari (2013)

Principali partner importazioni: Russia 20.7%, Cina 16.6%, Corea del Sud 16.4%, Kazakhstan 12.5%, Germania 4.6%, Turchia 4.2%

Importazioni principali: equipaggiamento meccanico, macchinari, prodotti chimici, prodotti alimentari, metalli ferrosi e non ferrosi

Geografia

Dal punto di vista geografico la Repubblica di Uzbekistan è caratterizzata da un territorio pianeggiante ed i rilievi montuosi del paese sono situati nella zona orientale e nordorientale dove è possibili trovare la catena del Tian Shan, con altitudini tra i 3.000 ed i 4.000 metri, e l’altopiano del Pamir dove è localizzato il più alto rilievo del paese (4.643 m). Nella regione centrosettentrionale si trova il deserto del Kyzylkum, uno dei più grandi e vasti al mondo.

Il paese è caratterizzato da un clima continentale desertico con notevoli escursioni termiche durante l’anno: la media della temperatura diurna di gennaio va da –6 a 2 gradi centigradi, quella di luglio va da 26 a 32 gradi centigradi. Le scarse precipitazioni rendono necessaria l’irrigazione dei campi coltivati.

I due fiumi principali, l’Amu Darya ed il Syr Darya, confluiscono nel Lago d’Aral, le cui acque vengono sfruttate per l’irrigazione, attività che ha notevolmente influito sulle risorse idriche del lago stesso facendo scendere sotto il livello di guardia il bacino provocando come cause dirette problemi di inquinamento all’ecosistema. Il problema dell’approvvigionamento idrico del paese ha favorito la creazione di una rete di canali e di bacini artificiali (come ad esempio il lago Aidar) i quali hanno alterato l’equilibrio idrogeologico della regione.

Analizzando l’attuale situazione del Lago d’Aral è possibile evidenziarne lo status a rischio dovuto ad uno sfruttamento idrico imponente a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale durante il periodo sovietico il quale ha causato un profondo mutamento degli equilibri ecologici del bacino. I due fiumi principali del paese hanno ridotto il loro afflusso all’interno del bacino idrico del lago a cui va aggiunto un netto deterioramento dovuto alle scorie industriali e all’enorme quantità di fertilizzanti e pesticidi utilizzati nel campo agricolo.

Analizzando l’Uzbekistan dal punto di vista delle risorse naturali si deve rilevare una elevata quantità di materie prime agricole e di risorse minerarie: oro, uranio, piombo, gas naturale, tungsteno, sali di potassio, danno al paese centroasiatico un ruolo di primo piano nel settore dell’estrazione mineraria.

Struttura Politica

La repubblica sovietica dell’Uzbekistan ha dichiarato la sua indipendenza il 1° settembre 1991; la nuova Costituzione fu adottata l’8 dicembre 1992 ed ha decretato l’Uzbeksitan essere una democrazia multipartitica ed una repubblica presidenziale. Il Governo è rappresentato da un Parlamento bicamerale, Oliy Majlis (Assemblea Suprema), la quale è stata eletta in due stage nel dicembre 2004 e nel gennaio 2005 sostituendo i 250 membri della legislatura unicamerale. Dopo le elezioni del dicembre 2009 la Camera Legislativa, la Camera Bassa del nuovo Parlamento, comprende 135 membri scelti tramite elezione diretta a cui si aggiungo i 100 membri della Camera Alta, il Senato, formato da 84 senatori eletti dai governi locali e 16 scelti dal Presidente.

Il capo di stato è Islam Karimov. Il presidente ha il potere di intervenire nella nomina del Consiglio dei Ministri guidati dal Primo Ministro (attualmente Shavkat Mirziyoyev). Attualmente il Consiglio dei Ministri è composto da:

I principali partiti del paese sono Adolat (Giustizia), Partito Socialdemocratico, Fidokorlar, il Partito Liberal Democratico (LDP), il Partito Democratico del Popolo (PDP, ex Partito Comunista), il Milliy Tiklanish (Risveglio Nazionale), Birlik (Unità) ed Erk(Libertà).

Sicurezza – Rischio Paese

Esiste una significativa incertezza a livello regionale ed internazionale per il futuro del paese dopo la morte del Presidente Islam Karimov (76 anni) e sulle possibili lotte interne tra le elite di potere le quali potrebbero influire negativamente sull’ambiente economico e sull’efficienza delle istituzioni.

A livello di sicurezza interna il paese è minacciato dal fenomeno terroristico internazionale rappresentato da gruppi come il Movimento Islamico dell’Uzbekistan (IMU) e Islamic Jihad Union (IJU) i quali hanno contatti e fanno parte del network di al-Qaeda.

Il Governo dell’Uzbekistan ha sottoposto a regime di controllo territoriale le seguenti province della Regione di Surkhandarya: Angorskii, Denayzakil, Djarkurganskii, Kumkurganskji, Muzrabadskii, Sariasiyskii, Uzunakii, Termezskii, Sherabadskii e Schurchinskii e le province di Kitabskii, Shakhrizabskii e Kamashinskii nella Regione di Kashkadarya. Zone a rischio sono anche le aree confinanti con l’Afghanistan, il Kirghizistan (area di confine sono state teatro di scontri di natura etnica) ed il Tagikistan.

I centri di interesse turistico come Tashkent, Samarcanda, Bukhara, Khiva e Nukus non presentano problemi di sicurezza anche se sono posti sotto particolari misure di controllo.

Dal punto di vista della sicurezza economica il rischio di default è basso e secondo i dati della World Bank il debito pubblico è pari al 6.7% del PIL. La posizione fiscale è stabile con le previsioni di deficit fiscale dell’1.4% nel periodo 2014-2018; il paese centroasiatico è riuscito a ridurre la necessità di indebitamento esterno grazie agli introiti derivanti dalle vendite e dall’export di gas naturale, oro e cotone. Secondo un’analisi dell’Economist, le riserve in valuta estera sono tali da coprire 12 mesi di importazioni nazionali a cui è possibile aggiungere gli asset del Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che il Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo possedeva nel 2012 asset per un totale di 19.1 miliardi di dollari.

Analizzando la moneta uzbeka è possibile affermare che i controlli ed il mercato nero ne denotano una sua sovravalutazione; la deprezzazione della moneta è mitigata dagli introiti derivanti dall’export.

Economia

La Repubblica dell’Uzbekistan è un paese senza sbocchi al mare che deve affrontare un problema importante come quello dell’approvvigionamento idrico; l’11% della terra è coltivato in maniera intensiva e sfrutta i sistemi di irrigazione e canalizzazione. Grazie all’impegno profuso nel paese nel settore primario, l’Uzbekistan è tra i maggiori produttori al mondo di cotone (materia che esporta), anche se la produzione ha subito un netto decremento del 35% a partire dal 1991, anno dell’indipendenza dall’Unione Sovietica. Tale decremento, però, permette all’Uzbeksitan di rimanere il quinto maggior esportatore ed il sesto maggior produttore di cotone a livello mondiale.

Con la caduta dell’Unione Sovietica il governo di Tashkent ha dovuto affrontare la difficile sfida dello sviluppo economico nazionale attraverso sussidi e controlli sulla produzione e sui prezzi; nonostante le aperture in ottica occidentali sono numerose le critiche a livello nazionale per sfruttamento del lavoro minorile nel settore primario e per l’ingresso dello Stato all’interno dei settori produttivi.
La presenza statale nell’economia nazionale è riscontrabile anche nella crescita economica del paese: il Governo, infatti, può essere considerato il principale fautore di tale crescita economica grazie alle riforme volte a favorire un ambiente favorevole agli investimenti ed alle esportazioni.

Bussiness – Commercio

Analizzando i dati presentati dal rapporto annuale Doing Business 2014 è possibile evidenziare un netto miglioramento nel processo di avviamento di una attività all’interno dell’Uzbekistan; seppur questo valore, unito a quello inerente il rispetto dei contratti e la risoluzione delle insolvenze, rappresentino un dato positivo di gran lunga superiore alla media regionale, il paese presenta delle carenze ed un ritardo per quel che concerne l’accesso all’elettricità, la registrazione della proprietà, l’accesso al credito, la protezione degli invstitori (cambiamento negativo di una posizione rispetto al 2013), pagamento delle tasse e commercio tra le frontiere.

Legislazione per gli investimenti e lo sviluppo economico

Secondo una analisi dell’Associazione pubblicata sul portale Exportiamo dopo il Tashkent Investment Financial Forum,  il governo dell’Uzbekistan intende mantenere stabile la crescita economica nel medio termine (2015 – 2018) ai livelli del 7-8%, mentre per quel che riguarda lo sviluppo economico nell’anno corrente lo stesso presidente uzbeko Islam Karimov ha definito come priorità principale il rafforzamento degli elevati livelli sostenibili di crescita e la mobilitazione delle risorse e delle capacità disponibili.

Le autorità di Tashkent hanno pianificato di mantenere il tasso di crescita della produzione industriale nazionale all’8-9% annuo, per la produzione agricola al 5-6%, per l’industria dei servizi al 14-17%, mentre per gli investimenti di capitale fisso il livello dovrebbe attestarsi attorno al 9-11%. La possibilità di raggiungere tale obiettivo sarà possibile soltanto attraverso una adeguata politica industriale volta a favorire la trasformazione strutturale e la rapida crescita del processo lavorativo industriale.

I principali fattori che assicureranno allo stato centroasiatico l’elevata crescita economica includono l’utilizzo di moderne tecnologie innovative, la modernizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture industriali, l’intensificazione della produzione nel settore agricolo usando nuove tecnologie per il riciclo dell’acqua. Allo stesso tempo il governo intende continuare la sua politica di ulteriore liberalizzazione dell’economia e di miglioramento del clima economico e commerciale per lo sviluppo della piccola imprenditoria privata attraendo investimenti esteri, stimolando e supportando le esportazioni.

Il programma di sviluppo nazionale ha prodotto i propri frutti già nel primo quadrimestre dell’anno corrente facendo registrare una crescita della produzione industriale dell’8.9% ed un incremento della produzione di beni di consumo pari al 12.8%. I beni di consumo nei primi quattro mesi dell’anno hanno avuto un’incidenza del 34.4% sul totale volume della produzione industriale uzbeka rispetto al 29.9% del 2013.

La crescita industriale costituisce un diretto risultato degli sforzi ad ampio raggio mossi dal governo uzbeko per favorire la modernizzazione e l’acquisto di materiali ed equipaggiamento tecnico e tecnologico per le linee di produzione, per l’espansione dei rapporti di cooperazione e per la creazione di partnership che potessero stimolare la domande dei beni di consumo manifatturieri.

Il decreto presidenziale inerente le “Misure supplementari per perfezionare il clima di investimenti e commerciale della Repubblica dell’Uzbekistan” firmato lo scorso 7 aprile 2014 dal presidente uzbeko Islam Karimov è stato voluto per facilitare l’ulteriore promozione degli investimenti esteri e la crescita industriale nazionale.

Il decreto presidenziale andrà ad incidere positivamente sul clima commerciale nazionale migliorando le condizioni e le opportunità di imprenditoria e favorendo quindi lo sviluppo economico ed il welfare sociale. A tale scopo sono state previste delle agevolazioni fiscali per le attività imprenditoriali che favoriscano lo sviluppo delle loro attività e la loro crescita per quel che riguarda il volume di produzione; secondo quanto rilevato durante il primo quadrimestre del 2014, più di 34 mila imprese hanno usufruito dei privilegi fiscali il cui ammontare è stato calcolato essere pari a 2.400 miliardi di soums (1000 soums = 0.32 euro)

Il decreto presidenziale del 7 aprile 2014 ha introdotto un’importante novità a partire dal 1 luglio di questo annuo sul numero medio annuo massimo di personale impiegabile nei settori ad alta intensità di manodopera dell’industria manifatturiera, come quella della produzione di materiali da costruzione, alimentare e leggera, il quale è stato aumentato da 100 a 200 unità.

Al fine di migliorare ulteriormente il clima degli investimenti e l’attività imprenditoriale sono state approvate dal decreto delle misure addizionali come ad esempio la riduzione dei tempi di pagamento della tassa integrata del territorio da tre a due volte oppure la proroga della data di scadenza del certificato di firma elettronica dai 12 a 24 mesi.

La risoluzione presidenziale sulle “Misure volte a migliorare ulteriormente le procedure connesse con lo svolgimento delle attività imprenditoriali e con la disponibilità di servizi pubblici” firmata lo scorso 15 aprile 2014 crea delle agevolazioni maggiormente estensive per le entità imprenditoriali abolendo dal 1 giugno 2014 certi tipi di licenze di attività nella sfera dell’imprenditoria e velocizzando e semplificando le procedure atte ad ottenere le licenze.

Nella giornata di sabato 24 maggio 2014 è stato invece firmato il decreto presidenziale sulle “Misure per migliorare ulteriormente la gestione ed il recupero finanziario delle imprese ingegneristiche agricole” per la creazione di una holding nella sfera ingegneristica agroindustriale (UzAgroPromMashHolding). La compagnia condurrà attività utilizzando moderne tecnologie per il risparmio energetico e dei metalli, sviluppando e coordinando la ricerca scientifica e la produzione cooperativa tra le imprese gestite dalla holding e le altre presenti nel paese.

Zona Economica Speciale di Navoi

La regione di Navoi, situata nella parte centrale dello stato uzbeko, si configura come una delle aree di maggiore interesse per gli investitori stranieri grazie allo statuto speciale di cui è stata dotata, voluto per perseguire il programma di sviluppo economico dell’Uzbekistan che mira a trasformare il paese in un’area di importanza logistica e di richiamo per i capitali esteri, a cui è possibile aggiungere i progetti di realizzazione di infrastrutture dedicate al commercio e alla produzione.

La Repubblica dell’Uzbekistan, stato dell’Asia Centrale caratterizzato dalla presenza di risorse energetiche e da un settore primario di notevole importanza (tra cui figura la produzione di cotone), sta concentrando i propri sforzi nella promozione del paese a livello internazionale perché necessita non solo dei fondi ma anche del knowhow neccessario per realizzare infrastrutture industriali e civili; con l’intento di perseguire tale obiettivo è stata quindi ideata la Zona Economica Speciale di Navoi la cui posizione unita ad una fiscalità vantaggiosa sono tra i motivi maggiori che stanno spingendo gli stranieri ad interessarti a tale area.

La regione è caratterizzata per la maggior parte del territorio dal deserto di Qizilqum e confina a nord con il Kazakhstan, ad est con la regione di Djizzak e di Samarcanda nel sud-est, con la regione di Bukhara e parte della Kashkadarya nel sud e con il Karakalpakstan ad ovest.

Navoi è la regione più grande dell’Uzbekistan con un’area totale pari a 110.8 mila chilometri quadrati e corrispondente al 24.8% del territorio uzbeko con una popolazione totale di circa 900 mila persone. La provincia include 8 distretti (Kanimekh, Kyzyltepa, Navbakhor, Karmana, Nurata, Tamdyn, Uchkuduk, Khatyrcha) con sei maggiori città (Navoi, Zarafshan, Karmana, Kyzyltepa, Nurata, Uchkuduk), 8 villaggi di tipo urbano e 53 villaggi.

Il centro amministrativo è rappresentato dalla città di Navoi il cui nome è stato dato in onore del poeta, filosofo, scienziato e uomo di stato uzbeko Alisher Navoi; la città è situata nella valle del fiume Zarafshan ed è stata costruita utilizzando il piano regolatore usuale degli anni ’60. La città di Navoi conta 132 mila abitanti e dista 360 km a sud-est di Tashkent, la capitale uzbeka, a 100 km ad ovest di Bukhara e a 175 km ad est di Samarcanda, le due città più antiche dell’Uzbekistan metà di attrazione turistica e di studi storico-archeologici.

La sua ricchezza di risorse naturali, in particolari i depositi aurei di Zarafshan e quelli di rame,uranio,  argento, tangsteno,acciaio, kaolin, molibdeno, basalto, granite e marmo distribuiti all’interno dell’area, la rendono meta di attrazione di investimenti su cui il governo di Tashkent sta ponendo maggiore attenzione.

Navoi si caratterizza come una delle regioni industriali maggiormente avanzata dell’Uzbekistan ed al suo interno operano le maggiori compagnie chimiche ed estrattive come Navoi Mining and Metallurgy Complex (NGMK), NavoiyAzot, QizilqumSement,AmantaytauGoldFilds e GuzgonMarmar.

Esiste una speciale politica ideata dal governo uzbeko per creare ulteriori unità produttive a livello locale tra cui spicca la produzione della polvere di bentonite avviata dalla joint venture Bentonit, le stringhe di basalto dalla compagnia Tizol-N e quella di fosforo avviata dalla NGMK.

L’agricoltura nella regione ha le sue caratteristiche distintive e può contare su un settore del bestiame abbastanza avanzato; inoltre Navoi è rinomata per le maggiori forniture di pelliccia di astrakan di pregiata qualità.

Focalizzandoci sulla Navoi Free Industrial Economic Zone (Navoi FIEZ) è possibile evidenziare la presenza dello snodo intermodale intercontinentale dell’aeroporto di Navoi il quale viene considerata la struttura di maggior successo da parte del governo uzbeko; inaugurata l’attività il 1 gennaio 2009 e gestito dalla Korean Air, è situato lungo le crocevia più importanti al mondo per quanto riguarda le rotte stradali, ferroviarie ed aeree e permette di collegare il sud-est asiatico e l’Asia centrale e orientale, il Medio Oriente e l’Europa. La possibilità di giungere nell’area è data dai voli che mettono in collegamento la città di Navoi con le metropoli asiatiche ed europee come Bangkok, Francoforte, Milano, New Delhi e Singapore.

Il connubbio tra Navoi FIEZ ed il centro logistico internazionale dell’aeroporto ha permesso la costruzione di strutture dedicate alla produzione manifatturiera e al trasporto di prodotti già realizzati e pronti ad essere messi sul mercato mondiale attraverso il trasporto aereo, ferroviario o stradale.

Analizzando lo sviluppo della regione nel periodo 2000-2010 è possibile constatare un netto incremento e miglioramento del prodotto regionale lordo (GRP) il quale nel 2000 era pari a 146.8 miliardi di soums (moneta uzbeka; 100 soum = 0.04 euro), nel 2002 era di 380.9 miliardi, per poi subire un netto incremento nel 2006 attestandosi a 1578.4 miliardi giungendo nel 2010 a 3850.8 miliardi. Sempre nello stesso periodo la regione ha registrato un incremento dell’influenza del settore manifatturiero sul GRP; nel 2000 aveva un’incidenza del 35.8%, ha toccato il massimo livello nel 2008 con il 56.9% e si è attestato al 56.4% nel 2010.


Country Profile elaborato da Giuliano Bifolchi, Direttore della OSINT Unit di ASRIE (Aggiornato all’ottobre 2014). Per maggiori informazioni ed ulteriori analisi e report inerente l’Uzbekistan è possibile contattare la Segreteria dell’Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org