La centralità della Lituania nel commercio europeo

Sempre più imprese italiane stanno comprendendo l’importanza della regione baltica nel commercio estero e la Lituania, stato che per la sua posizione geografica è posto al centro dei traffici commerciali tra l’Europa del Nord e quella Centrale e tra l’Europa Occidentale e quella Orientale, si sta configurando tra le repubbliche baltiche come un polo di attrazione per gli investimenti esteri e come un mercato verso cui le aziende italiane stanno guardando, in special modo quelle afferenti al settore del turismo, dei servizi e del food & beverage.

Oltre alla posizione geografica e strategica favorevole, la Lituania può fare leva sulla presenza di personale qualificato (un’elevata percentuale di giovani lituani ha portato a compimento il processo di formazione universitario e conosce oltre al lituano la lingua inglese ed il russo) e su una legislazione ideata per favorire l’interesse estero attraverso una serie di incentivi fiscali.

La Repubblica di Lituania è stato il primo stato a dichiarare la propria indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1990, con il riconoscimento avvenuto soltanto nel settembre del 1991, e ad avviare il processo di modernizzazione nazionale volto a favorire la propria integrazione nelle istituzioni europee occidentali. Nel 2004 la Lituania è entrata a far parte dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) ed ha aderito all’Unione Europea e alla NATO nella primavera dello stesso anno. L’accesso verso l’organizzazione europea non ha impedito però al paese di commerciare con i vicini stati dell’Europa Orientale e Centrale, la Russia in particolare, con i quali ha condiviso una buona parte del proprio commercio totale; anche se lo stato lituano, come del resto anche le altre due repubbliche baltiche, ha cercato di allontanarsi da Mosca e dalla sua influenza esercitata durante il periodo sovietico, si può dire che tale distacco non è stato netto.

Gli investimenti stranieri ed il supporto economico hanno permesso al paese di superare la fase di transizione dalla vecchia economica sovietica a quella di mercato; tale processo ha favorito la crescita economica con una media dell’8% per gli ultimi quattro anni precedenti il 2008 trainata dalle esportazioni e dalla domanda interna. La crisi economica ha rappresentanto una grave battuta d’arresto per il paese comportando sforzi notevoli da parte del governo di Vilnius interessato ad attrarre gli investimenti esteri, a sviluppare il mercato delle esportazioni ed a completare le riforme economiche interne le quali hanno permesso una veloce ripresa dello stato dalla profonda recessione facendo divenire la Lituania una delle economie con la crescita più rapida all’interno dell’Unione Europea.
Sotto la guida del Partito Conservativo lo stato lituano ha innalzato il salario minimo mensile nel 2012 di quasi il 25% rispetto al 2011, ma nonostante gli sforzi del governo la disoccupazione rappresenta ancora un problema capace di interessare nel 2012 il 13.2% della popolazione.

La capacità di attrazione degli investimenti stranieri della Lituania punta sul numero elevato di laureati i quali parlano fluentemente le lingue straniere, tra cui spiccano il russo, l’inglese ed il polacco, e sulla cultura di tipo occidentale; secondo quanto riportato dai dati statistici, i lituani sono inclini ad imparare le lingue straniere ed infatti il paese figura tra i primi sei stati dell’Unione Europea per il numero di persone che parlano almeno una lingua straniera in maniera fluida con conoscenza di termini di ambiti lavorativi specifici e settoriali. Con il 92% della popolazione capace di parlare una lingua straniera, la Lituania supera di gran lunga la media europea che si attesta al 54%.
Abilità linguistica che si riflette anche nell’istruzione generale verso cui il popolo lituano è incline; il 93% della popolazione ha infatti completato l’educazione secondaria, contro il 73% della media europea, e circa il 34% dei lituani è in possesso di un titolo di istruzione superiore, valore al di sopra della media europea.

La specializzazione e professionalità dei lituani è unita al costo della manodopera che risulta essere più basso rispetto alla media europea di 4 volte con un salario minimo mensile pari a 289 euro. Stipendi che si riflettono anche sul costo della vita nello stato, infatti le due principali e più grandi città del paese, Vilnius e Kaunas, figurano tra la prime 10 più convenienti in Europa con la capitale che rappresenta il secondo polo di forza lavoro più grande nel Baltico e Kaunas la quarta città per grandezza nella regione.

La vicinanza ai mercati della Scandinavia, dell’Europa, della Russia e della Commonwealth of Independent States (CIS) rende il mercato lituano ancora più interessante per i futuri investitori; il paese può essere inoltre definito un hub o centro di interconnessione dei corridoi di trasporto internazionale aereo, ferroviario, autostradale e marittimo. Nel 2007 la Lituania è divenuto un paese membro dell’area Schengen che permette agli aderenti libero movimento di persone all’interno dei confini; inoltre l’Unione Europea ha riconosciuto lo stato lituano come centro primario di trasporto capace di collegare il continente europeo con l’Oriente.

La Lituania può contare inoltre su infrastrutture nel settore dell’Information Technologies & Communication che la pongono tra i leader mondiali grazie ad una significativa lista di record e traguardi raggiunti negli ultimi anni sia a livello europeo che mondiale. Le infrastrutture stanno permettendo al paese di divenire il Centro di Servizio del Nord Europa; nel 2012 l’International Insitute for Management Development, con sede in Svizzera, ha pubblicato il World Competitiveness Yearbook (WCY) il quale prende in esame e classifica l’ambiente imprenditoriale di una nazione ed il ruolo del governo nel sostenere le attività delle imprese; all’interno di questa speciale classifica lo stato lituano si è classificato secondo tra i 59 stati più sviluppati al mondo grazie al punteggio più alto per la sua forza lavoro altamente qualificata, l’alto livello di istruzione e la sua affidabilità, i prezzi competitivi e l’efficienza aziendale.
La volontà di attrarre gli investimenti esteri è dimostrata anche dalla creazione di 7 Zone Economiche Speciali (SEZ), 5 centri integrati di studi scientifici ed economici, parki industriali statali e privati ed incentivi fiscali.

Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali occorre sottolineare che le spese sostenute da imprese che svolgono progetti di Ricerca e Sviluppo possono essere dedotti dal reddito imponibile per tre volte, i crediti a lungo termine utilizzati nelle attività di Ricerca e Sviluppo possono essere ammortizzati nel giro di due anni. Inoltre le aziende che effettuano investimenti in nuove tecnologie potranno ridurre i loro utili imponibili fino al 50% e le spese di investimento superiori a tale importo possono essere rinviate a successivi periodi d’imposta consecutivi (fino a cinque anni).

Nelle SEZ gli incentivi fiscali prevedono esenzione delle tasse sulla società per i primi 6 anni con uno sconto del 50% sul reddito nel corso dei successivi 10 anni; 0 % di tasse sui dividendi e sugli immobili.


Lo studio e la ricerca riguardante la Lituania rientra all’interno del progetto Nord Europa: hub commerciale e culturale lanciato da ASRIE Associazione con l’obiettivo di favorire i rapporti commerciali e culturali tra l’Italia ed i paesi della regione.

Per maggiori informazioni, analisi specialistiche e consulenze in merito alla Lituania ed alle relative opportunità di investimento e business è possibile contattare la Segreteria della Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org