La classificazione dei terroristi secondo Malcom W. Nance

Le parole terrorismo terrorista sono oramai entrate nel vocabolario comune e vengono sempre più citate dai mezzi di informazione e dai media in un contesto nel quale si vuole indicare una o più persone ree di commettere azioni violente contro personale civile e militare e contro strutture civili sensibili con il fine di avvalorare una propria causa ed un proprio ideale.
Malcolm W. Nance, autore del libro Terrorist Recognition Handbook, ha voluto fornire un proprio contributo nel grande lavoro di studio del fenomeno terroristico evidenziando come la suddivisione dei terroristi per filosofia ed idee può essere utile per i ricercatori del campo accademico e presenta invece dei limiti per gli addetti alla sicurezza e gli analisti del mondo dell’Intelligence i quali, invece, devono concentrare maggiormente la propria attenzione sul livello di esperienza e sulle attività dei gruppi terroristici stessi.

Seguendo questo modello è possibile quindi delineare cinque classi differenti di terroristi:

  1. Professionisti che hanno ricevuto un addestramento governativo: questa categoria include quelle persone che hanno ricevuto un addestramento specializzato dal proprio governo i quali, appartenenti al mondo militare, della polizia o dell’Intelligence, hanno la capacità di condurre attacchi terroristici agendo nella massima segretezza. Tali persone possono agire usufruendo di una copertura ufficiale come diplomatici, rappresentanti ufficiali all’estero, staff di ambasciate, oppure possono agire senza una copertura ufficiale come studenti, businessman, immigrati, rifugiati politici. Terroristi addestrati dalle agienze di Intelligence di Cile, Cuba, Libia, Iraq, Iran e Corea del Nord nelle ultime decadi sono stati gli artefici di omicidi mirati, rapimenti e istruzione alle tecniche di guerriglia nei confronti dei futuri gruppi terroristici.
  2. Estremisti religiosi professionisti: sono quelle persone le quali hanno dedicato la propria vita alla loro religione ed alla attività nei gruppi terroristici. Sono civili che vivono le loro vite come professionisti del terrorismo e ricevono un’educazione ed addestramento militare all’interno di istituti privati oppure dei centri di addestramento appartenenti al gruppo terroristico.
  3. Rivoluzionari radicali o estremisti religiosi: in questo gruppo possono essere inseriti coloro i quali sono stati partecipi dell’attività terroristica tipica degli anni ’60 e ’70 in Europa ed in America Latina. Difficili da identificare, gli operativi di questa categoria di solito hanno avuto un addestramento avanzato nei paesi stranieri ed hanno guadagnato esperienza durante gli anni. Fanno parte della terza categoria anche gli estremisti religiosi non professionisti i quali differiscono da quelli della seconda categoria a causa della loro mancata completa dedizione alla causa; di solito sono persone che vivono una vita normale ma combattono per la propria causa in attività clandestina e segreta.
  4. Mercenari e soldati addestrati alla guerriglia: sono educati alla vita militare ed addestrati alle tecniche più avanzate per quel che concerne la conduzione di operazioni di guerra. A partire dagli anni ’60 alcuni mercenari sono stati protagonisti di atti terroristici nell’ex Yugoslavia ed in Africa.
  5. Amatori: in questa categoria si possono inserire quei gruppi di persone le quali hanno conoscenze rudimentali e basilari per quanto riguarda le attività militari e sono coinvolti nella vita terroristica in maniera parziale emulando in alcuni casi le azioni e le gesta di attentatori e combattenti noti al mondo dei media.

AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.