Russia: un mercato capace di attrarre investimenti

Con un aumento del PIL tra il 2011 ed il 2012 del 14.4% ed un programma nazionale volto alla creazione di Zone Economiche Speciali le quali permettano di avviare attività industriali e commerciali con costi di gestione e con una fiscalità inferiore del 30-40% alle altre aree della Federazione, la Russia si qualifica come uno degli stati più interessanti per quanto riguarda le possibilità di investimento della Piccola e Media Imprenditoria italiana (PMI).

La PMI italiana è spesso alla ricerca di nuovi mercati emergenti o consolidati per poter portare la propria attività in un paese estero dove poter beneficiare della fiscalità locale agevolata e facilitata, della presenza di materie prime importanti e fondamentali e dove poter avvalersi della manodopera a basso costo oppure specializzata. La Federazione Russa, visto il suo sviluppo economico (i dati della crescita del PIL lo dimostrano) e la creazione delle Zone Economiche Speciali (SEZ) rappresenta per questo motivo uno dei paesi di attrazione per le imprese italiane le quali possono sfruttare anche l’appeal che “il bel paese” ancora esercita sui russi.

La crescita economica e l’espansione commerciale della Russia è evidenziata dall’incremento del PIL il quale nel periodo compreso tra il 2011 ed il 2012 si è attestato al 14.4%, da un incremento delle esportazioni (in special modo nel settore energetico e industriale) e da una diversificazione della domanda interna direzionata verso quei settori (alimentare, abbigliamento, trasporti) in cui le imprese italiane possono maggiormente operare e garantire prodotti di elevata fattura e pregiatezza.

Partendo dal commercio internazionale la Federazione Russa ha registrato un significativo incremento della propria presenza sui mercati con una crescita delle esportazioni (in euro) pari a 11.9% nel 2012 raggiungendo un ammontare totale di 451 miliardi di euro.
I dati della presenza dei prodotti russi sui mercati stranieri dimostrano come il primo partner commerciale di Mosca siano Cina ed Olanda, paesi verso cui la Federazione ha esportato nel 2012 un quantitativo di merci pari a 29 miliardi di euro. Seguono la Germania e l’Ucraina con 24 miliardi di euro di prodotti esportati ed infne l’Italia, quinta in questa speciale classifica, con 23 miliardi di euro.
Ovviamente la presenza russa sui mercati internazionali è pilotata maggiormente dal settore energetico il quale ha permesso esportazioni pari a 182 miliardi di euro nel periodo 2007-2012; dopo i prodotti relativi l’ambito energetico seguono quelli provenienti dall’industria delle materie prime, dei prodotti petroliferi e dei derivati del carbone con un ammontare totale di 51 miliardi di euro sempre nel periodo 2007-2012, a cui si aggiungono le esportazioni di acciaio (15 miliardi di euro) e dei materiali ferrosi (5.8 miliardi).

Se si guardano i dati relativi alle importazioni è possibile notare come queste siano state caratterizzate da un’importante crescita nel periodo 2011-2012 attestandosi sui 252 miliardi di euro nel 2012, dato che ha permesso lo stesso al bilancio commerciale di rimanere positivo.
Per quanto riguarda le importazioni la Russia dimostra una predilizione particolare verso l’acquisto di veicoli civili per un totale di 14 miliardi di euro nel periodo 2007-2012 a cui fa seguito l’importazione di veicoli per il trasporto (4 miliardi di euro) e poi i materiali per l’edilizia (3.4 miliardi di euro).
Significativo è anche il mercato dei prodotti alimentari con importazioni russe per gli alimenti surgelati (in special modo la carne) pari a 4.9 miliardi di euro e la frutta fesca pari a 3.2 miliardi di euro sempre nel periodo 2007-2012; rimanendo nel settore agroindustriale è possibile notare come la domanda della Federazione per quanto riguarda i prodotti caseari e le bevande ha totalizzato negli ultimi 5 anni un ammontare complessivo di 4 miliardi di euro.
Il settore dell’abbigliamento e delle calzature ha registrato nel quinquennio 2007-2012 un ammontare di 7 miliardi di euro per quanto riguarda le importazioni a cui fanno seguito i prodotti derivanti dal mondo della profumeria e della cosmesi i cui acquisti hanno superato quota 2 miliardi di euro.

Analizzando questi dati è possibile vedere un profilo economico della Federazione Russa caratterizzato da una notevole specializzazione, sia sul piano della presenza delle imprese sui mercati esteri che dei fabbisogni di prodotto. Sul piano delle possibilità per le imprese italiane la specializzazione della domanda russa è in linea con il profilo dell’industria nazionale e con l’evoluzione che negli ultimi anni ha riguardato la presenza dell’Italia sui mercati internazionali; analizzando le informazioni riportate precedentemente è possibile vedere che i settori in cui la Russia esprime maggiori potenzialità di domanda sono quelli in cui la PMI italiana è in grado di dare una risposta adeguata e di elevata qualità (abbigliamento e calzature, alimentari, mezzi di tasporto). In questo modo è possibile dichiarare che essitono interessanti opportunità di rafforzamento della presenza dell’italia sul mercato russo il quale si sta complessivamente caratterizzando per una sensibile espansione.

Parlando invece delle zone economiche speciali (SEZ) della Russia e delle opportunità che queste offrono alla PMI italiana occorre inizialmente inquadrare il loro significato ed il loro scopo; esse rappresentano un ampio progetto federale ideato per favorire lo sviluppo regionale grazie agli investimenti esteri e russi attratti dalle condizioni fiscali favorevoli e dalla possibilità di incentrare la propria attività sui settori maggiormente in espansione del mercato mondiale come quello High-Tech, della cantieristica navale, della ricerca e del turismo.

Le zone economiche speciali della Federazione Russa sono state stabilite per una durata complessiva di 49 anni ed i residenti in tale aree detengono il diritto di poter acquisitare appezzamenti di terreno con uno sconto dopo che l’area ha visto l’inizio di un’attività produttiva.
Tutte le SEZ sono dotate di uno status di diritto speciale che sancisce una serie di tasse e preferenze doganali ai residenti e garantisce l’uso delle infrastrutture ingegneristiche, logistiche ed economiche; tale fiscalità, definita appositamente “speciale”, permette la realizzazione di un progetto nelle SEZ con costi inferiori del 30-40% rispetto le altre zone della Russia. Per le compagnie russe tali aree forniscono una brilliante opportunità per realizzare i loro progetti ed entrare nei mercati internazionali mentre per gli investitori stranieri permettono un’accessibilità preferenziale nel mercato russo.

Vaste aree situate nelle maggiori regioni industriali della Federazione Russa in prossimità delle risorse con accesso alle infrastrutture utili per la produzione sono state quindi deputate essere SEZ; la possibilità di avere un accesso diretto e facilitato alle materie prime e le strutture moderne di cui sono dotate queste zone permettono agli investitori di ridurre i costi di produzione aumentandone la competitività sul mercato nazionale russo.
Le SEZ si possono suddividere in:

Zone Industriali

Le zone industriali sono localizzate nel Distretto di Yelabuga della Repubblica del Tatarstan e nel Distretto di Gryazi nella Regione di Lipetsk; il 12 agosto 2010 il governo russo ha firmato il decreto che stabilisce una ulteriore zona industriale nella regione di Samara nelle immediate vicinanze della città di Tolyatti.

Tali zone industriali focalizzano la loro attenzione primaria sulla realizzazione di componenti e motori per veicoli, sulla produzione di materiali per l’edilizia, di prodotti chimici e petrolchimici, di elettrodomestici e prodotti per la vendita al dettaglio.
Zone per l’Innovazione

Situate nei maggiori centri scientifici ed educativi della Federazione aventi una lunga tradizione ed istituti che focalizzano la loro attività nella ricerca, tali SEZ offrono opportunità per avviare attività incentrate sulla realizzazione di prodotti innovativi per poi venderli sul mercato nazionale ed internazionale. Le agevolazioni fiscali e doganali e la disponibilità di avvalersi di personale altamente specializzato in combinazione con la crescente domanda di nuove tecnologie nei vari settori dell’economia russa rende tali aree attraenti per gli investitori stranieri.

Esistono attualmente quattro zone per l’Innovazione situate a Tomsk, San Pietroburgo, Mosca e Dubna che concentrano il proprio focus sulle nanotecnologie e le biotecnologie, sul materiale elettronico e delle telecomunicazioni, sull’ITC, sulla strumentazione analitica e di precisione, sulla fisica nucleare e sulle tecnologie meriche.

Zone turistiche

Tali zone sono situate nelle destinazioni che il Cremlino ha definito maggiormente suggestive e popolari della Russia ed il loro statuto speciale è volto alla promozione turistica locale e alla realizzazione di impianti turistici moderni forniti di strutture attrattive e di divertimento ad ampio raggio.
Sono otto le zone di promozione turistiche e si trovano nella regione di Irkutsk, nel territorio di Altai, nella Repubblica di Altai, nella Repubblica di Buriazia, nella regione di Kaliningrad, nel Territorio di Stavorpol e nel Territorio di Primorye.

Porti e zone Logistiche

Situate nelle immediate vicinanze di corridoi di transito globale, le zone portuali consentono l’accesso al mercato in rapida crescita grazie ai servizi portuali e logistici che permettono di raggiungere l’Estremo Oriente russo e la Russia centrale. La zona economica speciale che poggia sull’aeroporto di Ulyanovsk Vostochny, adiacente alle fabbriche Cluster Aircraft Ulyanovsk, crea l’opportunità di sviluppo per la manutenzione degli aeromobili e le imprese di riconfigurazione.
Il Porto e la Zona Logistica nel Territorio di Khabarovsk focalizza la propria attività sulla creazione di un porto diversificato il quale gode di una posizione geografica favorevole e di infrastrutture esistenti moderne e specializzate.

Le Zone Economice Speciali (SEZ) della Federazione Russa rappresentano un’opportunità di investimento per gli imprenditori stranieri i quali vogliono usufruire delle agevolazioni fiscali al loro interno e di una “piattaforma di lancio” verso il mercato russo. Per poter raggiungere tale traguardo è possibile avvalersi della procedura utile a divenire un residente in tali zone in modo da poter usufruire competamente delle agevolazione russe previste nelle SEZ.

Sono 5 gli step decretati per poter divenire un residente nelle SEZ  in modo da poter ottenere il massimo dei vantaggi concessi ad un cittadino e ad un imprenditore locale e quindi entrare in uno dei mercati emergenti dell’economia globale che può contare su un bacino di utenza di 141 milioni di persone (se si considera la sola Russia) il quale aumenta enormemente se si comprendono anche gli stati dell’ex Unione Sovietica che continuano ad avere rapporti e legami con Mosca.

  1. Registrare un entità legale nella stessa municipalità dove la zona economica speciale è situata;
  2. Fare domanda per lo status di residente sottomettendo i dovuti documenti richiesti dall’amministrazione assieme alla domanda apposita;
  3. Presentare il proprio progetto al Consiglio di Supervisione tra i cui membri sono presenti specialisti del settore in grado di valutare preliminarmente il progetto. Se dovesse essere necessario la compagnia dovrà quindi effettuare le opportune modifiche al business plan seguendo le direttive del Consiglio di Supervisione;
  4. Sottoporre la procedura al Consiglio di Esperti del Ministero dello Sviluppo Economico della Federazione Russa i cui membri sono specialisti federali in materie economiche, di progettazione e di sviluppo locale il cui compito è quello di revisionare il progetto e decidere sullo status del residente;
  5. Concludere un triplice accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico e con l’amministrazione delle Zone Economiche Speciali in modo da avere l’autorizzazione ad avviare la propria attività nel territorio della SEZ ed ottenere il certificato di residenza.

AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.