Le possibilità di investimento in Abkhazia: reali opportunità per le imprese italiane?

Nazione sconosciuta a molti, la Repubblica di Abkhazia rappresenta un interessante mercato verso cui il mondo imprenditoriale italiano deve guardare grazie al suo collegamento diretto con Mosca, alla sua posizione geografica che la pone sulla linea di confine tra l’Europa e l’Asia con collegamenti verso la Turchia ed il Medio Oriente e l’Europa dell’Est, alle sue risorse energetiche e naturali ed al desiderio di attirare il Made in Italy perché ritenuto marchio di qualità e professionalità in grado di far breccia sul principale compratore del paese: la Russia.

La Repubblica di Abkhazia, stato della regione caucasica che si affaccia sul Mar Nero e confinante con la Georgia e la Federazione Russa, ha ottenuto la propria indipendenza grazie all’intervento del Cremlino il quale, costringendo alla ritirata le truppe georgiane nell’agosto del 2008, riconobbe formalmente la sua autonomia e l’indipendenza. L’Abkhazia faceva parte della grande Unione Sovietica e dopo la caduta dell’URSS nel 1991 è stata interessata da una serie di conflitti durati 20 anni i quali hanno influito notevolmente sullo status del paese danneggiando strutture civili ed industriali ed imponendo quindi a partire dal 2008 investimenti diretti volti a ripristinare il regolare svolgimento della vita cittadina ed economico.

Sono due gli obiettivi principali che l’Abkhazia indipendente si è preposta, ossia quello di ottenere il riconoscimento internazionale e quello di incrementare lo sviluppo economico attualmente dipendente direttamente dalla Federazione Russa, principale finanziatore e partner commerciale dello stato abkhazo. Per poter raggiungere questi due traguardi il governo di Sukhum, la storica capitale abkhaza che fonda le radici nella mitologia greca, ed il presidente Alexander Ankvab eletto nel 2011 hanno incentrato i propri sforzi sulla promozione dell’Abkhazia a livello internazionale e sulla creazione di un ambiente economico ed un mercato interno favorevole agli investimenti esteri ed al commercio.

Quali sarebbero le reali motivazioni che devono indurre il mondo imprenditoriale italiano ad interessarsi all’Abkhazia ed al suo mercato? Per prima cosa occorre sottolineare come il mercato abkhazo sia direttamente connesso con quello della Federazione Russa fattore che ne aumenta l’interesse per quelle imprese che vorrebbero interagire con la Russia cercando però di ammortizzare i costi derivanti dal sistema fiscale e legislativo federativo. Un dato importantissimo è il numero dei russi che annualmente transita o passa le proprie vacanze in Abkhazia, circa 1 milione di persone con punte massime giornaliere nel periodo estivo pari a 40 mila turisti e 4 mila veicoli, cifra impressionante se si pensa che la popolazione abkhaza raggiunge quota circa 243 mila persone e che attualmente esiste soltanto un unico passaggio che collega i due paesi, causa di lunghe attese per l’ingresso o l’uscita dallo stato abkhazo. Da prendere in grande considerazione è poi la vicinanza di Sochi, città della regione di Krasnodar dove nel febbraio del 2014 si terranno i prossimi Giochi Olimpici Invernali, evento che catalizzerà l’attenzione dei media internazionali sulla regione caucasica e che ha fatto lievitare notevolmente i prezzi delle infrastrutture turistiche e degli alberghi nell’area di Sochi facendo direzionare molti dei turisti proprio nella vicina Abkhazia.

Oltre al mercato russo occorre dire che la posizione strategica dell’Abkhazia ne conferisce grande importanza: affacciandosi sul Mar Nero il paese ha accesso ai commerci con la Turchia, via diretta verso il mercato mediorientale o centro asiatico, alla Bulgaria, Romania ed Ucraina, direttrici che permettono le attività di import-export in Europa Orientale e nei Balcani, e qualora si stabilizzasse la situazione con la Georgia con il Caucaso meridionale, area che attualmente sta attirando l’attenzione europea in ottica Azerbaijan e sicurezza energetica continentale.

Il sistema legislativo e fiscale dell’Abkhazia è stato ideato proprio per favorire gli investimenti esteri con l’obiettivo di rendere il paese indipendente dal Cremlino, il quale detiene gli appalti per quel che concerne il settore energetico e le principali opere edilizie civili; la legge su “Gli investimenti Stranieri nella Repubblica dell’Abkhazia” permette alle imprese che hanno più del 30% degli investimenti stranieri nel loro capitale societario di esercitare il diritto di esportare i loro prodotti e di importare le merci necessarie per la loro attività economica senza dover possedere nessuna licenza, inoltre stabilisce dei benefici diretti per le imprese e per gli investitori stranieri in base all’ammontare degli investimenti esteri nel capitale societario i quali permettono una riduzione delle imposte sulla proprietà che varia dal 25% al 100% nei primi tre anni.

Inoltre le imprese con investimenti esteri sono esenti da imposte sull’utile qualora questo venga reinvestito nei settori prioritari dell’industria e del commercio come la produzione di tecnologie per la prevenzione della disabilità e per la riabilitazione, la produzione, lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli, la realizzazione di servizi di costruzione per abitazioni, strutture industriali oppure addette alla conservazione naturale, lo sviluppo del settore energetico attraverso la costruzione di piccole centrali idroelettriche e lo sviluppo delle fonti energetiche alternative.

Dal punto di vista normativo si deve sottolineare come la legge sugli investimenti stranieri tuteli  gli investitori sancendo la loro uguaglianza di fronte alla legge e la loro equiparazione con i cittadini abkhazi ed incentivi maggiormente gli stranieri ad interessarsi al paese abkhazo permettendo agli investitori,  dopo il pagamento delle tasse e degli oneri dovuti allo stato, il trasferimento all’estero del denaro ottenuto come reddito dei loro investimenti e, in caso di cessazione dell’attività di investimento,  il ritiro dei capitali dal territorio della Repubblica.

Oltre al sistema legislativo e fiscale, supportato dalla presenza della Banca Centrale come organismo di controllo delle transazioni a cui si possono unire diversi istituti bancari e di credito in rapida espansione nel paese caucasico in forma di supporto per gli investitori, l’Abkhazia dispone di importanti risorse energetiche, come il gas, e minerarie come carbone (17,8 milioni di tonnellate),  barite (7,5 milioni di tonnellate),  calcare (20 milioni di metri cubi), marmo simile simile al calcare(34,7 milioni di metri cubi), argilla (13 milioni di metri cubi), marmo (11 milioni di metri cubi) , granito (20 metri cubi), gabbri e gabbri-diabase (12,5 milioni di metri cubi), dolomite (39 milioni di metri cubi), sabbia di quarzo (150 mila metri cubi), ghiaia – per pietrisco (16,7 milioni di metri cubi) a cui si aggiungono le risorse idriche, definite dallo stesso governo di Sukhum incalcolabili, il cui utilizzo futuro è previsto in favore dell’energia idroelettrica e della realizzazione di centri turistici e di benessere. A proposito dell’energia, dai dati si evidenzia come il suo costo sia molto basso pari ad 1 KW per 85 copechi (1 rublo = 100 copechi) e come il bilancio energetico annuale dello stato sia pari a 1.140 milioni di KWh, fattori che inducono quindi a puntare sullo sviluppo di centrali idroelettriche le quali potranno sfruttare i 120 corsi di acqua che scorrono all’interno di un’area caratterizzata da passi montani e diverse pendenze del terreno. A tal proposito uno dei settori principalmente interessato dagli investimenti del governo abkhazo è proprio quello energetico con l’obiettivo di favorire la costruzione di piccole centrali elettriche, la ricostruzione di 18 piccole centrali idroelettriche a cui si vanno aggiungere la realizzazione di centrali eoliche e solari.

Oltre al settore energetico e del turismo, l’Abkhazia basa la sua economia sul settore primario: in agricoltura il paese può fare forza sulla coltivazione di frutta, nocciole, tabacco, thé e legname a cui si va ad unire l’attività peschiera, settore target delle attività di investimento e sviluppo le quali devono tenere sotto controllo però la tendenza di riduzione a lungo termine del pescato nel Mar Nero e quindi avviare una diversificazione della pesca sia marittima che fluviale. Nel 2012 l’impianto per la lavorazione e la vendita di frutti di mare Abkhazmorprom, dotato di attrezzature moderne del settore, ha avuto un volume di produzione pari a 500 tonnellate al giorno, mentre il volume di prodotti finiti si è attestato attorno alle 3000 tonnellate di farina al mese e 1500 tonnellate di olio.

Per quel che concerne il terreno agricolo pari a 421.600 ettari, il posizionamento dell’Abkhazia nella zona climatica subtropicale permette di investire nel settore primario per l’esportazione con specializzazione nella trasformazione di colture subtropicali a cui si devono aggiungere le diverse colture presenti nelle aree più interne al Caucaso. Il progetto di modernizzazione del settore agricolo, in special modo l’aggiornamento del parco trattori, rappresenta un’opportunità per le imprese italiane operanti nella progettazione e realizzazione di macchinari per il settore primario; la necessità di acquisire le tecniche di coltivazione di agrumi, uva, tè, tabacco, nocciola, kiwi, feijoa, fichi, e le tecniche per la coltivazione all’interno delle serre e per la realizzazione degli impianti di lavorazione e confezionamento, della produzione di conserve alimentari, succhi di frutta, frutta e verdura, carne e prodotti lattiero-caseari evidenziano possibili ulteriori interazioni tra l’Italia, paese esperto in tale settore, e l’Abkhazia con il fine di diffondere il know-how e creare joint-venture le quali, sfruttando il terreno, la manodopera a basso costo e le materie prime abkhaze, possano realizzare prodotti da vendere poi sul mercato russo, turco e dell’Europa orientale in generale.

*Per maggiori informazioni, analisi e consulenze in merito alla Repubblica di Abhkazia ed alle relative possibilità di investimento è possibile contattare la Segreteria della Associazione all’indirizzo di posta elettronica info@asrie.org