Le potenzialità economiche della Finlandia

La Finlandia, paese capace di attirare l’attenzione del pubblico italiano per la bellezza e particolarità dei suoi paesaggi, in questo periodo di crisi economica e di recessione è riuscita a mantenere un andamento del proprio sviluppo economico positivo caratterizzato da un welfare eccellente e da uno dei redditi maggiori al mondo trainato principalnte dal settore Hight-Tech.

Analizzando i dati relativi agli ultimi anni è possibile constatare una crescita del PIL reale nazionale della Finlandia nel periodo 2004-2009 dell’1% annuo, dato superiore a quello della vicina Svezia (0.9%), Francia (0.8%), Germania (0.6%), Italia (0.5%) e Danimarca (0.2%); nel 2010 il Fondo Monetario Internazionale (FMI) registrava per lo stato finlandese un tasso di crescita superiore al 3.7%, dato che ha subito un decremento nel corso del tempo scendendo al 2.8% nel 2011 e attestandosi nel 2012 allo 0.6% ma riuscendo a rimanere sempre nella scala della positività.

Per quanto riguarda l’economia nazionale Tom Berglund, docente di microeconomia applicata e teoria dell’impresa presso la Hanken School of Economics, ha spiegato l’andamento positivo finlandese tramite la capacità della stato di mantenere una vitalità in controtendenza alla situazione di crisi economica europea, sebbene una delle compagnie più rappresentantive del paese come la Nokia, colosso dei prodotti high-tech, versi attualmente in “cattive acque” a dimostrazione di come anche la Finliandia sia stata ovviamente interessata dalla crisi e non ne sia rimasta immune del tutto.
L’ottima fiscalità interna, la valutazione di rating AAA ed un rapporto debito/PIL tra i più bassi dell’eurozona attestato attorno al 40% facevano ovviamente presupporre che l’economia finlandese riuscisse a mantenere il proprio trend di crescita positivo nel 2012, fattori che hanno permesso in passato e permetteranno ancora al governo di Helsinki di godere della possibilità di indebitarsi a tassi maggiormente favorevoli rispetto agli altri paesi europei, come fa notare Panu Kami professore dell’Università di Vaasa, grazie ad un settore bancario solido che non presenta perdite sui prestiti.

Tutta questa serie di dati positivi che ovviamente invogliano alla maggiore conoscenza della Finlandia, paese noto per le sue bellezze naturali e per la tipica tranquillità nordica, vengono bilanciati però dai problemi di disoccupazione interna che, seppur attestata ancora su valori relativamente bassi, colpisce il 7.6% della popolazione (dato inferiore rispetto alla media europea dell’11.3% dimostrato dal fatto che la disoccupazione giovanile è migliore di quella europea, se rapportata ad esempio con quella svedese, francese, italiana e spagnola). Quello che colpisce di questo paese è la carenza di personale specializzato in alcuni settori che hanno indotto Helsinki a ricorrere a “professionisti” stranieri, come ad esempio nel settore della medicina.

La Finlandia e la sua economia sono caratterizzate principalmente da una notevole vitalità nel campo dell’istruzione e della conoscenza, come fatto notare dall’Ambasciatore italiano ad Helsinki Giorgio Visetti, visto che la mancanza di risorse naturali ingenti ha fatto in modo che il paese direzionasse i propri sforzi per trovare un metodo in grado di assicurare sostentamento e sviluppo; una grande qualità finlandese è proprio quella di avere la capacità di mantenere gli investimenti in formazione e quelli in ricerca e sviluppo contando sul ruolo del settore pubblico e privato.
Nella speciale classifica Doing Business 2013 la Finlandia risulta undicesima per quanto riguarda la facilità di avviare una attività e fare business al suo interno, una posizione in meno (decima nel 2012) rispetto all’anno precedente. Con un punteggio pari a 81.6% su 100 ovviamente lo stato finlandese si qualifica come un paese ad alto reddito “condiviso” con una popolazione ridotta di 5.387.000 abitanti in cui il clima economico è favorevole agli investimenti stranieri.

Ai dati economici si possono aggiungere quelli sociali, infatti la Finlandia è uno dei migliori paesi europei per quel che riguarda il sistema educativo, sanitario e pubblico; come visto precedentemente, il tasso di disoccupazione è relativamente basso rispetto alle medie continentali, a cui è possibile aggiungere un livello salariale elevato, tassi di prestito bassi ed agevolazioni per chi non ha un lavoro o per chi ha dei figli. Il tasso di mortalità infantile è tra i più bassi del mondo e secondo l’OCSE in media i finlandesi si ritengono molto soddisfatti della loro vita.

Già dal 1960 la Finlandia poteva contare su un sistema di protezione sociale per i lavoratori, per le famiglie e per i poveri; attualmente, come evidenziato da Save the Children, il paese è uno dei posti migliori dove essere mamma grazie alle agevolazioni fornite alle donne e alle coppie che decidono di avere figli a cui viene affiancato un servizio di scouting lavorativo.


AUTORE

Anders Björklund. Laureato in Lingue e Traduzioni con specializzazione in interpretariato dall’italiano allo svedese, norvegese, danese ed inglese (e viceversa), amante della scrittura e della geopolitica, vive tra l’Italia e la Scandinavia.