Crittografia ed anonimato dei jihadisti

Le rivelazioni di Edward Snowden circa PRISM, il programma di sicurezza e sorveglianza elettronica della National Security Agency (NSA) e circa il suo utilizzo per collezionare informazioni e dati provenienti da Google, Facebook, Paltalk ed altri siti dimostra lo sforzo effettuato dagli Stati Uniti nella lotta e contrasto al fenomeno terroristico internazionale e si oppone agli sforzi che i gruppi jihadisti da anni hanno effettuato per poter sviluppare un sistema e software di crittografia e protezione dei dati in grado di garantire la comunicazione sicura tra i propri membri e gli utenti dei forum.

PRISM, secondo quanto dimostrato dagli esperti, sembra aver colto di sorpresa gli aderenti ai gruppi jihadisti i quali negli ultimi anni hanno provato a sviluppare sistemi e tecniche che gli fornissero un vantaggio sulle Agenzie di Sicurezza internazionali e sull’attività di monitoraggio. Visto che le specifiche tecniche statunitensi per l’acquisizioni di dati ed informazioni non erano a conoscenza del pubblico, i jihadisti hanno adottato fin da subito l’utilizzo di mail crittografate, macchine virtuali per eludere l’individuazione di dati importanti e per proteggerne il contenuto; l’anonimato ha rappresentato la preoccupazione maggiore per al-Qaeda e per i suoi utenti dei forum e dei social network e per tale motivo i gruppi islamici avviarono subito una campagna di sensibilizzazione circa la protezione dei dati diffondendo software e tools.

Al-Fajr Media Center, il distributore officiale online della propaganda per al-Qaeda ed i suoi affiliati, diede il via ad una serie di pubblicazioni il cui intento era quello di istruire e supportare l’attività jihadistica degli utenti su Internet; nel 2006 e nel 2007 venne pubblicato quindi Technical Mujahid Magazine il quale offriva raccomandazioni per la sicurezza internet; il primo argomento affrontato nel novembre del 2006 fu quello inerente la privacy, i programmi utili per criptare e decriptare i dati e gli accorgimenti utili per proteggere i file del computer qualora questo fosse preso d’attacco dagli hacker.

Nel marzo del 2007 fu pubblicato il secondo numero Technical Mujahid il quale dava informazioni circa la stenografia e dettagliate spiegazioni di Asrar al-Mujahideen aggiungendo la procedura utile per installare un sito jihadistico.

Il passo maggiormente significativo dei gruppi jihadisti fu infatti effettuato quando costoro riuscirono a sviluppare un programma di crittografia personalizzato per evitare intercettazioni; con il tempo diversi programmi di crittografia vennero sviluppati in favore dei gruppi islamici tra cui spiccavano Asrar al-Mujahideen o Secrets of the Mujahideen, un pacchetto di crittografia sviluppato dal Global Islamic Media Front (GIMF) e rilasciato per la prima volta nel 2007. Nel 2008 l’update Asrar al-Mujahideen 2 venne rilasciato dagli amministratori di al-Ekhlaas Network (uno dei forum principali afferenti ad al-Qaeda il quale venne chiuso nell’agosto del 2008), tuttora in uso dagli utenti del network jihadista.

Asrar al-Mujahideen 2 era stato creato, secondo quanto dichiarato dai propri realizzatori, per garantire comunicazioni sicure attraverso l’utilizzo di un codice sviluppato negli anni il quale aveva beneficiato dalla ricerca degli algoritmi e la cui sicurezza era stata messa alla prova da numerosi scienziati ed esperti crittografi mondiali.

Nel febbraio del 2013 GIMF rilasciò il primo programma “islamico” per crittografare i messaggi istantanei denominato Asrar al-Dardashah o Secretes of Chat considerato un’estensione di Asrar al-Mujahideen il quale, sfruttando lo stesso sistema di protezione e sicurezza, permette l’invio di messaggi protetti sulle principali chat internazionali (Messenger, Google Talk, Yahoo Messenger).

In aggiunta il Dipartimento Tecnico di GIMF creò un sito speciale dedicato alla diffusione di Asrar al-Dardashah in lingua inglese ed araba mentre sul sito www.gimfmedia.com sono forniti video tutorial in lingua araba, bengali, inglese, tedesca, indonesiana, pashto ed urdu.


AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.