A Roma la Conferenza in onore di Nizami Ganjavi

Si è svolta venerdì 21 giugno presso il Centro Congressi “Roma Eventi – Fontana di Trevi” la Conferenza “European-Azerbaijani Meetings on Literature.Colloquium on Nizami Ganjavi” incentrata sulla tradizione poetica e le opere del celebre poeta azer vissuto nel XII secolo a Ganja.

L’abilità artisitca e l’impatto delle opere di Nizami Ganjavi sono state discusse dal Presidente dell’Istituto per l’Oriente Claudio Lo Jacono, dal Rettore dell’Università di Napoli Lida Viganoni, dai docenti Rafael Huseynov e Faric Alakbarli dell’Accademia delle Scienze dell’Azerbaijan, Giampiero Bellingeri dell’Università di Venezia Ca’ Foscari, Michele Bernardini dell’Università di Napoli l’Orientale, Angelo Michele Piemontese dell’Università Sapienza, Eva-Maria Auch della Humboldt-Universitat zu Berlin) e dal Christophe Didier della Bibliotheque nationale et Universitarie de Strasbourg.

Nizami Ganjavi (in azero Nizami Gəncəviin ed in persiano نظامی گنجوی, Nezāmi-ye Ganjavi‎),nato nel 1141 e morto nel 1209, è considerato uno dei più grandi poeti della letteratura persiana il quale ha portato lo stile realistico e colloquiale all’interno dell’epica persiana. Le sue opere e la sua fama trova ancora adesso un grande riscontro in Azerbaijan, per il fatto che nacque e visse principalmente nell’area di Ganja città attualmente facente parte dello stato azero, in Afghanistan, Iran, Tajiksitan e nella regione del Kurdistan.

Sempre in Azerbaijan l’immagine di Nizami Ganjevi era stata impressa sulla banconota da 500 manat nel periodo 1993-2006 e nel 2008, data che sanciva l’ottocentesimo anniversario dalla sua morte, la Banca Nazionale dell’Azerbaijan coniò una moneta d’oro commemorativa da 100 manat.
Il Museo Nizami della Letteratura è situato a Baku, capitale dell’Azerbaijan, mentre il Mausoleo dedicato al poeta è stato posto apena fuori la città di Ganja. A Roma è presenta una statua commemorativa in onore del poeta che è stata posta all’interno del parco di Villa Borghese.

Solo una piccola parte della sua poesia lirica, principalmente qasida (odi) e ghazal (liriche) sono sopravvissute, di cui dieci di queste quartine sono state menzionate nell’antologia scritta nel 1250 intitolata Nozhat al-Majales da Jamal Khalil Shirvani insieme ad altri 23 poeti di Ganja.I poemi del Quintetto sono i seguenti:

  • Makhzan al-Asrār (in persiano مخزن الاسرار) “Il tesoro dei misteri” fu scritto nel 1163, anche se alcuni studiosi preferiscono datarlo al 1176. Di argomento mistico religioso L’intera opera è dedicata a Fakhr al-Din Bahramshah, il signore di Erzinjan ed è legata a sogetti esoterici come alla filosofia e alla teologia.
  • Khosrow o Shirin (in persiano: خسرو و شیرین), di tono romanzesco, il cui titolo rimanda all’epoca pre-islamica e si basa su una storia reale successivamente romanticizzata dai poeti persiani. La storia scelta da Nizami Ganjavi era stata commissionata e dedicata al Sultano selgiuchide Toghril II, all’Atabeg Muhammad ibn Eldiguz Jahan Pahlavan ed a suo fratello Qizil Arsalan.
  • Haft Peykar ( in persiano: هفت پیکر) , le “Sette effigi” (o “Sette bellezze”) chiamato anche Bahram-Nama perchè vede come protagonista il sovrano sasanide Bahram Gur (Vahram V) del IV secolo. Anche questa storia rimanda alle origini persiane pre-islamiche ed era stata dedicata al signore di Maragha, ‘Ala’ Al-Din korp Arslan ed è considerato un “romanzo di formazione”.
  • Layli o Majnun (in persiano: لیلی و مجنون)  è un altro romanzo in versi scritto nel 1192 che rimanda al mondo arabo delle origini la cui storia è stata poi tramandata ed assimilata nel mondo persiano. Il poema è stato dedicato a Abu al-Muzaffar Shirvanshah il quale aveva dichiarato e professato la sua diretta discendenza con il re  sassanide Bahram Gur le cui vicende erano state narrate sempre da Nizami Ganjavi nell’Haft Peykar
  • Eskandar-name (in persiano: اسکندرنامه) il “Libro di Alessandro” che prende spunto e narra la storia di Alessandro Magno, celebre conquistatore macedone capace di spingere il proprio esercito fino alle estremità del sub-continente indiano. Composto in 10 mila versi, tale poema può essere suddiviso in due parti, lo Sharaf-name ossia “Libro della gloria” che pone l’attenzione sulle imprese dell’Alessandro condottiero e comandante militare e Eqbal-name, “Libro della fortuna”, incentrato maggiormente sull’Alessandro filosofo e profeta (identificato dagli esegeti con il coranico Dhu l-Qarnayn della sura XVIII del Corano). Sulla dedica ti tale opera si hanno notizie incerte, ma sembrerebbe fosse stata rivolta al signore di Ahar Nosart al-Din Bishkin Ibn Mohammad

AUTORE

Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.